Archive pour le 12 janvier, 2009

Galilee sea, Fisherman

Galilee sea, Fisherman dans immagini

Galilee sea, Fisherman

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Publié dans:immagini |on 12 janvier, 2009 |Pas de commentaires »

IN LITURGIA L’ORDINARIO…DIVENTA STRAORDINARIO!

non c’è la data di quando è stato scritto, da quanto leggo forse l’anno scorso, dal sito:

http://www.parrocchiasantaluciafermo.it/files/Tempo%20Ordinario%201luglio08.pdf

IN LITURGIA L’ORDINARIO…DIVENTA STRAORDINARIO!  

Da qualche settimana stiamo vivendo un tempo liturgico particolare: un tempo che noi chiamiamo Ordinario…ma che è ben più importante di una semplice copertura di una parte dell’anno civile.

Per prima cosa c’è da ricordare che il Tempo Ordinario è scandito dalle Domeniche: celebrazioni settimanali del Mistero di Cristo che si manifesta che appare anche oggi dopo la sua risurrezione nel cenacolo in cui si raduna la comunità cristiana. Poi, sempre nel Tempo Ordinario, la Chiesa fa memoria in alcune date particolari della Beata Vergine Maria e di alcuni Santi.

Per tracciare un profilo storico del Tempo Ordinario, possiamo rifarci a San Paolo e alla sua instancabile opera di ricentramento della vita delle comunità Cristiane sul Mistero di Cristo che esse credono e che celebrano: le feste sono si importanti, ma al di là della festa c’è da salvaguardare l’aspetto di permanenza che il Mistero di Cristo ha per tutta la durata del tempo umano (a questo proposito utile è leggere Gal. 4,10-11 e Col. 2,16).

Potremmo dire che a Paolo sta a cuore che le comunità cristiane siano capaci di fare una esperienza permanente di Cristo, quotidiana, perché il Mistero del Risorto coinvolge l’uomo nella sua interezza e nella totalità di quel tempo in cui egli vive; questo al di là di occasioni particolari, extra-ordinarie.

Dal II secolo possiamo vedere, come prassi abbastanza affermata dalla Didakè (cap. 8), che ci sono giorni particolari in cui si fanno digiuni due volte alla settimana per ricordare il tradimento di Gesù prima della cena pasquale e la Passione del Signore; però il centro della vita del Cristiano, sin dalle origini, è la Domenica.

Fatta salva la Domenica che dà luce a tutta la settimana, ben presto si inizia a conferire valore particolare ai giorni feriali:

o Alcuni (quasi tutti) vengono dedicati alle memorie dei Martiri e dei Santi;
o altri sono considerato importanti per due generi di motivi:
1. in relazione alla Domenica: quindi il Venerdì memoria della Passione,
il Sabato memoria di Maria…
2. in relazione alle devozioni ad alcuni Santi o a particolari aspetti della
fede (non ci dimentichiamo che la Domenica assumerà anch’essa un
aspetto devozionale: non più giorno del Signore Risorto, ma giorno in
cui si venera la Trinità).

Questo nell’antichità.

Oggi non abbiamo più una sistematizzazione devozionale del calendario feriale del Tempo Ordinario: è possibile quindi agire con molta libertà nella scelta dei testi del Lezionario e dell’eucologia (le preghiere della Messa). 

Il Tempo Ordinario oggi comprende 34 o 33 settimane. Comincia il lunedì dopo la domenica che segue il 6 gennaio, e si protrae fino all’inizio della Quaresima; riprende poi il lunedì dopo la domenica di Pentecoste e termina il sabato che precede la prima domenica di Avvento.

Credo che il punto di forza di questo Tempo Ordinario sia quello che inizialmente potrebbe sembrare una debolezza. Non avendo una specificità, una connotazione particolare come i tempi liturgici forti, esso, con maggiore determinazione, esprime quanto la lettera agli Ebrei ci ha tramandato: « Gesù Cristo è lo stesso ieri, oggi e sempre! » (Eb. 13,8).

La Chiesa, in esso, celebra gli eventi fondamentali che ci hanno dimostrato la fedeltà di Dio alla nostra vita: primo fra tutti l’evento di salvezza operato dalla risurrezione del Signore…questa salvezza non è qualche cosa di confinato in un angolo del tempo o di astratto, ma nella concretezza della nostra quotidianità, noi possiamo fare esperienza della fedeltà del Signore verso di noi e leggere l’ineluttabile trascorrere del kronos, del tempo cronologico, come l’occasione che Dio coglie di farci esperire la sua misericordia questo è il kairos): in questo senso il tempo assume una connotazione fortemente sacramentale.

Nella Liturgia delle Ore quotidiana, abbiamo continuamente davanti a noi gli eventi di questa salvezza; ogni giorno è pieno del Mistero Pasquale di Gesù:

o Alle Lodi: facciamo memoria della risurrezione del Signore sin dal mattino in
cui i nostri occhi si aprono a contemplare il nuovo giorno: in esso il sole che
sorge ci fa ricordare il nuovo astro che per noi è sorto, Cristo Gesù che
illumina di novità la nostra esistenza per mezzo della luce sfolgorante della
sua risurrezione.
o A Terza: facciamo memoria della Pentecoste.
o A Sesta: facciamo memoria dell’Ascensione
o A Nona: ricordiamo la morte del Signore.
o A Vespro ricordiamo il Sacrificio di Gesù consumatosi sulla Croce per salvare
noi dalla notte del male e del peccato; a lui eleviamo la preghiera dei discepoli
di Emmaus: « Rimani con noi, perché si fa sera… » (Lc. 24,29).
o A Mattutino: I cristiani vegliano in preghiera, perché attendono di essere
introdotti nel giorno senza tramonto, quando l’umanità intera entrerà nel
riposo di Dio (Cfr. Prefazio X delle Domeniche del T.O.).

Per quanto riguarda l’Eucaristia quotidiana essa è il kairos, (il tempo opportuno in cui Dio agisce) per eccellenza: il Mistero Pasquale viene ad illuminare tutta la nostra vita nel nostro quotidiano abbracciare la croce e morire, per risorgere con lui.

In questo senso l’Eucaristia accolta nella ferialità, si fa viatico (pane del viaggio) di noi, popolo pellegrinante sulla terra e ci dona il coraggio della carità del Signore, segno escatologico per l’umanità, che attende da noi il senso del proprio quotidiano pellegrinare. 

Don Osvaldo Riccobelli

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Viaggio… nel testo: Il Giordano

dal sito:

http://www.pddm.it/vita/vita_05/n_01/4gennaio.htmViaggio

Viaggio… nel testo: Il Giordano

«Gesù dalla Galilea andò al Giordano da Giovanni per farsi battezzare da lui» (Mt 3,13). Il Giordano, (in ebraico Yarden) si può tradurre con «Colui che scende», è il principale fiume della Terra Santa, divide la Palestina in Giordania e Transgiordania. Nasce alle pendici dell’Ermon (2814 m), vicino alla sorgente ha una larghezza di 14 m, scende fino al Mare di Galilea (o lago di Tiberiade) che si trova a 210 m sotto il livello del Mar Mediterraneo. Da qui prosegue per più di 100 Km e raggiunge il Mar Morto, il luogo più basso del mondo (- 398 m). Il movimento di discesa del Giordano, dalle nevi perenni dell’Ermon fino alla calma tropicale del Mar Morto, dà origine ad una fossa gigantesca. La profonda valle del Giordano, fra i monti della Palestina occidentale e gli altopiani di Galaad e Moab, domina il panorama palestinese ed è visibile da tutte le montagne circostanti. La valle del Giordano presenta un’austera nudità. Il fiume ha diversi affluenti, in genere torrenti stagionali, è in piena a primavera, le sue acque non sono limpide. Ciò giustifica la reazione di Naaman, il generale siriano, invitato da Eliseo ad immergersi nelle acque del Giordano, per guarire dalla lebbra (cf 2 Re 5,1-14). Storicamente più che un mezzo di comunicazione ha costituito una barriera, un confine tra l’est e l’ovest della Palestina. Oltre ad attraversare geograficamente la Palestina, il Giordano percorre tutte le pagine della Bibbia. Nel libro della Genesi è varcato da Giacobbe che al guado dello Jabbok lotta con Dio e viene benedetto (cf Gen 32,23-31). Sotto la guida di Giosuè il popolo attraversa il fiume per poter entrare nella terra promessa (cf Gs 3,14-16). Per Elia rappresenta la porta d’accesso alla gloria di Dio, prima di essere rapito sul carro di fuoco attraversa il Giordano a piedi asciutti, dopo averne diviso le acque con il mantello (cf 2 Re 2,8-14). Certamente per tutti questi motivi Giovanni sceglie le acque del Giordano per battezzare, purificando coloro che vanno a lui e introducendoli spiritualmente in una vita nuova. Nel battesimo di Gesù vengono ricapitolati tutti questi fatti. Egli è l’agnello di Dio che non solo purifica ma toglie il peccato dal mondo, prendendolo su di sé. Gesù entra nelle acque del Giordano per la prima e solenne manifestazione della sua realtà di Figlio e di Messia. E dietro a lui entriamo anche noi resi figli adottivi.

* Oggi sarebbe bello adornare con fiori e luci il fonte battesimale delle chiese, ricordando che ogni battistero contiene in sè un Giordano in miniatura e tutti hanno origine dal fiume in cui fu battezzato il Figlio di Dio. L’omelia è occasione per spiegare il significato di questo segno, a partire dalla Parola proclamata.

* L’atto penitenziale può essere sostituito dal rito di benedizione e aspersione dell’acqua. È anche il giorno appropriato per rinnovare le promesse del nostro battesimo, con le quali abbiamo rinunciato al male per seguire Cristo. Si professerà allora il Credo nella forma di triplice domanda e risposta (cf Messale pp 180-181). P. R.

Publié dans:biblica |on 12 janvier, 2009 |Pas de commentaires »

buona notte

buona notte dans immagini buon...notte, giorno

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Publié dans:immagini buon...notte, giorno |on 12 janvier, 2009 |Pas de commentaires »

Concilio Vaticano II:

dal sito:

http://www.vangelodelgiorno.org/www/main.php?language=IT&ordo=&localTime=01/12/2009#

Concilio Vaticano II
Constituzione sulla Chiesa nel mondo contemporaneo « Gaudium et Spes », § 41, 45

« Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino. »
L’uomo d’oggi procede sulla strada di un più pieno sviluppo della sua personalità e di una progressiva scoperta e affermazione dei propri diritti. Poiché la Chiesa ha ricevuto la missione di manifestare il mistero di Dio, il quale è il fine ultimo dell’uomo, essa al tempo stesso svela all’uomo il senso della sua propria esistenza, vale a dire la verità profonda sull’uomo.

La Chesa sa bene che soltanto Dio, al cui servizio è dedita, dà risposta ai più profondi desideri del cuore umano, che mai può essere pienamente saziato dagli elementi terreni. Sa ancora che l’uomo, sollecitato incessantemente dallo Spirito di Dio, non potrà mai essere del tutto indifferente davanti al problema religioso, come dimostrano non solo l’esperienza dei secoli passati, ma anche molteplici testimonianze dei tempi nostri.

L’uomo, infatti, avrà sempre desiderio di sapere, almeno confusamente, quale sia il significato della sua vita, della sua attività e della sua morte. E la Chiesa, con la sua sola presenza nel mondo, gli richiama alla mente questi problemi. Ma soltanto Dio, che ha creato l’uomo a sua immagine e che lo ha redento dal peccato, può offrire a tali problemi una risposta pienamente adeguata; cose che egli fa per mezzo della rivelazione compiuta nel Cristo, Figlio suo, che si è fatto uomo. Chiunque segue Cristo, l’uomo perfetto, diventa anch’egli più uomo…

Infatti il Verbo di Dio, per mezzo del quale tutto è stato creato, si è fatto egli stesso carne, per operare, lui, l’uomo perfetto, la salvezza di tutti e la ricapitolazione universale. Il Signore è il fine della storia umana, « il punto focale dei desideri della storia e della civiltà », il centro del genere umano, la gioia d’ogni cuore, la pienezza delle loro aspirazioni.

Publié dans:magistero della Chiesa |on 12 janvier, 2009 |Pas de commentaires »

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