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Sant’Agostino (354-430), vescovo d’Ippona (Africa del Nord) e dottore della Chiesa
Commento al vangelo di Giovanni, n° 15
La messe è molta
Cristo era tutto infervorato della sua opera, e pensava già a mandare gli operai… Quindi, egli si preparava a inviare i mietitori. «In questo caso si avvera il proverbio: ‘Altro è il seminatore e altro è il mietitore’, affinché gioiscano insieme il seminatore e il mietitore. Io vi ho mandato a mietere quello per cui non avete faticato; altri hanno faticato e voi siete subentrati nel frutto del loro lavoro» (Gv 4, 35-38). Che significa? Ha inviato i mietitori e non i seminatori? Dove ha inviato i mietitori? Nel campo dove altri già avevano lavorato… Dove in precedenza i profeti avevano predicato: essi infatti erano i seminatori…
Chi erano quelli che avevano lavorato? Erano Abramo, Isacco e Giacobbe. Leggete il racconto delle loro fatiche: in tutte le loro fatiche c’è una profezia del Cristo; per questo furono dei seminatori. E Mosè e gli altri Patriarchi e tutti i Profeti, quanto dovettero soffrire seminando col freddo! Ora, in Giudea la messe era matura. E un segno sicuro che la messe era matura fu che tante migliaia di uomini portarono il ricavato dei loro beni venduti e lo deposero ai piedi degli Apostoli, liberandosi dai pesi del mondo, e si misero a seguire Cristo Signore (At 4, 35; Sal 81,7). Prova davvero convincente che la messe era matura!
E cosa ne seguì? Di quella messe furono gettati pochi grani e con essi fu seminata tutta la terra, e va sorgendo un’altra messe che sarà mietuta alla fine del mondo… Per questa messe saranno inviati come mietitori, non gli Apostoli ma gli angeli.







