San Leone Magno : « Nessuno che si volge indietro è adatto per il regno di Dio »
dal sito:
http://www.levangileauquotidien.org/www/main.php?language=FR&localTime=10/01/2008#
San Leone Magno ( ?-circa 461), papa e dottore della Chiesa
Discorso 71, sulla risurrezione del Signore ; PL 54, 388
« Nessuno che si volge indietro è adatto per il regno di Dio »
Carissimi, Paolo, l’apostolo delle genti, non contraddice la nostra fede quando dice : « Anche se abbiamo conosciuto Cristo secondo la carne ora non lo conosciamo più così » (2Cor 5,16). La risurrezione del Signore non ha messo fine alla sua carne, l’ha trasformata. La sovrabbondanza della sua potenza non ha distrutto la sua sostanza; la qualità è cambiata, la natura non è stata annientata. Avevano inchiodato il suo corpo sulla croce; è divenuto inaccessibile alla sofferenza. Lo avevano messo a morte: è divenuto eterno. Lo avevano deturpato: è divenuto incorruttibile. E si può proprio dire infatti che la carne di Cristo non è più quella carne che avevamo conosciuta, perché non c’è più in essa traccia di sofferenza o di debolezza. Rimane la stessa nella sua essenza, ma non è più la stessa riguardo alla gloria. Perché stupirsi d’altronde che San Paolo si esprima così a proposito del corpo di Gesù Cristo quando, parlando di tutti i cristiani che vivono secondo lo Spirito, egli dice: « Ormai non conosciamo più nessuno secondo la carne ».
In questo, vuole dire che la nostra risurrezione é cominciata in Gesù Cristo. Il lui, che è morto per tutti, tutta la nostra speranza ha preso corpo. Non c’è dubbio in noi, né reticenza, né attesa delusa: le promesse hanno cominciato a compiersi e vediamo già, con gli occhi della fede, le grazie di cui esse ci colmeranno domani. La nostra natura è stata elevata; allora, nella gioia, possediamo già l’oggetto della nostra fede…
Il popolo cristiano prenda coscienza dunque di essere « una creatura nuova in Cristo » (2 Cor 5,17). Capisca bene chi ha scelto e da chi è stato scelto. L’essere nuovo non torni nell’instabilità del suo stato di prima. Nessuno « che ha messo mano all’aratro » cessi di lavorare, ma vegli sul seme che ha seminato, e non si volga verso ciò che ha lasciato… Tale è la via della salvezza; tale è il modo di imitare la risurrezione cominciata in Cristo.

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