Archive pour le 15 septembre, 2008

Maria Vergine Addolorata

Maria Vergine Addolorata dans immagini sacre

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L’OSSERVATORE ROMANO EDIZIONE QUOTIDIANA 14 SETTEMBRE 2008 –

L’OSSERVATORE ROMANO EDIZIONE QUOTIDIANA 14 SETTEMBRE 2008

http://www.vatican.va/news_services/or/or_quo/


Da Parigi un nuovo richiamo di Benedetto XVI
alla ragionevolezza dell’evento cristiano

Denaro, potere, sapere
le tentazioni della nostra epoca

Fuggire gli idoli per cercare Dio


La traduzione dell’omelia del Pontefice
durante la celebrazione dei Vespri a Notre-Dame

La Parola di Dio
è l’anima di ogni apostolato


L’indirizzo d’omaggio del cardinale André Vingt-Trois
In preghiera per progredire
verso l’unità dei cristiani

Benedetto XVI parla al mondo della cultura
durante l’incontro al Collège des Bernardins di Parigi

Oggi è necessario cercare Dio
e lasciarsi trovare da Lui


Le parole di saluto rivolte al Pontefice dal cardinale arcivescovo
e dal cancelliere dell’Institut de France

Un tempio del sapere
fortemente voluto dal cardinale Lustiger


Settecento intellettuali in silenzioso ascolto
Un nuovo capitolo
nel dialogo tra fede e cultura

Ai giovani nella veglia di preghiera sul sagrato di Notre-Dame
Lo Spirito apre l’intelligenza
a nuovi orizzonti


Il saluto ai fedeli raccolti davanti alla nunziatura apostolica
«Conto su di voi e sulle vostre preghiere»

La visita di Benedetto XVI alla sede dell’Institut de France
L’importanza della cultura francese
nel percorso intellettuale del Papa

Il saluto alla delegazione ebraica
ricevuta venerdì pomeriggio nella nunziatura apostolica

Per la Chiesa
nessuna giustificazione all’antisemitismo


Dieci ulivi simbolo di pace e di fraternità

La traduzione italiana dell’omelia
durante la messa sull’Esplanade des Invalides

Mai la ragione
è in contraddizione reale con la fede


L’indirizzo di omaggio del cardinale André Vingt-Trois,
arcivescovo di Parigi, all’inizio della messa

La Francia è un crocevia
dove tutti vengono accolti


Il cardinale Bertone sul discorso del Papa al mondo della cultura
Un compito ancora attuale


In volo verso la Francia il Papa ha difeso la laicità
e la riforma liturgica del concilio

Credenti felici
e cittadini impegnati


Summit sudamericano lunedì in Cile
Cresce la tensione
tra America latina e Stati Uniti

La Banca centrale statunitense vuole valutare
gli ultimi sviluppi della crisi dei mutui subprime

Vertice straordinario della Fed a New York


Dopo l’accordo tra Mugabe e Tsvangirai
L’Unione europea
pronta a rivedere
le sanzioni allo Zimbabwe

Beata Maria Vergine Addolorata (memoria)

Beata Maria Vergine Addolorata (memoria) 

Ufficio delle Letture 

Seconda Lettura

Dai «Discorsi» di san Bernardo, abate (Disc. nella domenica fra l’ottava dell’Assunzione 14-15; Opera omnia, ed. Cisterc. 5 [1968] 273-274)

La Madre di Gesù stava presso la croce
Il martirio della Vergine viene celebrato tanto nella profezia di Simeone, quanto nella storia stessa della passione del Signore. Egli è posto, dice del bambino Gesù il santo vegliardo, quale segno di contraddizione, e una spada, dice poi rivolgendosi a Maria, trapasserà la tua stessa anima (cfr. Lc 2,34-35)
Una spada ha trapassato veramente la tua anima, o santa Madre nostra! Del resto non avrebbe raggiunto la carne del Figlio se non passando per l’anima della Madre. Certamente dopo che il tuo Gesù, che era di tutti, ma specialmente tuo, era spirato, la lancia crudele non poté arrivare alla sua anima. Quando, infatti, non rispettando neppure la sua morte, gli aprì il costato, ormai non poteva più recare alcun danno al Figlio tuo. Ma a te sì. A te trapassò l’anima. L’anima di lui non era più là, ma la tua non se ne poteva assolutamente staccare. Perciò la forza del dolore trapassò la tua anima, e così non senza ragione ti possiamo chiamare più che martire, perché in te la partecipazione alla passione del Figlio, superò di molto, nell’intensità, le sofferenze fisiche del martirio.
Non fu forse per te più che una spada quella parola che davvero trapassò l’anima ed arrivò fino a dividere anima e spirito? Ti fu detto infatti: «Donna, ecco il tuo figlio» (Gv 19,26). Quale scambio! Ti viene dato Giovanni al posto di Gesù, il servo al posto del Signore, il discepolo al posto del maestro, il figlio di Zebedeo al posto del Figlio di Dio, un semplice uomo al posto del Dio vero. Come l’ascolto di queste parole non avrebbe trapassato la tua anima tanto sensibile, quando il solo ricordo riesce a spezzare anche i nostri cuori, che pure sono di pietra e di ferro?
Non meravigliatevi, o fratelli, quando si dice che Maria è stata martire nello spirito. Si meravigli piuttosto colui che non ricorda d’aver sentito Paolo includere tra le più grandi colpe dei pagani che essi furono privi di affetto. Questa colpa è stata ben lontana dal cuore di Maria, e sia ben lontana anche da quello dei suoi umili devoti.
Qualcuno potrebbe forse obiettare: Ma non sapeva essa in antecedenza che Gesù sarebbe morto? Certo. Non era forse certa che sarebbe ben presto risorto? Senza dubbio e con la più ferma fiducia. E nonostante ciò soffrì quando fu crocifisso? Sicuramente in modo veramente terribile. Del resto chi sei mai tu, fratello, e quale strano genere di sapienza è il tuo, se ti meravigli della solidarietà nel dolore della Madre col Figlio, più che del dolore del Figlio stesso di Maria? Egli ha potuto morire anche nel corpo, e questa non ha potuto morire con lui nel suo cuore? Nel Figlio operò l’amore superiore a ogni altro amore. Nella Madre operò l’amore, al quale dopo quello di Cristo nessun altro amore si può paragonare.

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Cardinal Danneels: la liturgia si comprende con il cuore

dal sito:

http://www.cardinalrating.com/cardinal_22__article_7464.htm

Cardinal Danneels: la liturgia si comprende con il cuore
Sept 14, 2008
Intervento al Congresso Internazionale di Liturgia.

BARCELLONA, martedì, 9 settembre 2008 (ZENIT.org).- Secondo il Cardinale belga Godfried Danneels, per comprendere la liturgia non è sufficiente la ragione, ma serve anche il cuore.

Il porporato è intervenuto al Congresso Internazionale di Liturgia, svoltosi il 4 e il 5 settembre a Barcellona per celebrare i 50 anni del Centro di Pastorale Liturgica dell’Arcidiocesi catalana (www.cpl.es).

Per il presidente della Conferenza Episcopale del Belgio, la liturgia è un mistero, per cui non tutto deve essere compreso, perché non ha bisogno di una comprensione “puramente cognitiva”, ma si tratta di “comprendere con il cuore”.

Dopo aver sottolineato che “il rinnovamento liturgico ha apportato un cambiamento importante nel rapporto tra Chiesa e civiltà, Chiesa e mondo, Chiesa e cultura”, ha ricordato come la cultura liturgica prima del Concilio Vaticano II fosse caratterizzata dalla distanza tra il sacerdote e il popolo, esemplificata dalla “disposizione materiale dello spazio” e soprattutto dall’“impiego del latino”.

“La partecipazione attiva è un dono del Concilio alla Chiesa”, ha affermato l’Arcivescovo di Malines-Bruxelles, ma “come ogni raggio di sole causa anche ombra, può nascere una sorta di appropriazione della liturgia da parte della comunità locale o del celebrante”.

“E’ positivo slegare la liturgia dal suo carattere intoccabile, ma non per questo diventa proprietà di una comunità locale o di un sacerdote individuale”, ha avvertito nel corso del Congresso.

“Il soggetto della liturgia è Cristo e non la comunità celebrante. Ciò che serve, quindi, non è mettere in pratica alcune disposizioni, ma un processo educativo in cui i credenti imparino a entrare in un mistero che li supera: un’azione di Dio a loro favore prima che un’azione dell’uomo a favore di Dio”.

Portando l’esempio della celebrazione dell’Eucaristia, il porporato ha sottolineato che “non siamo creatori, ma custodi e servitori dei misteri che ci vengono dati e che derivano da un’altra realtà e sono precedenti a noi”.

Il Cardinale ha confessato che “coltivare l’autentico atteggiamento liturgico risulta particolarmente difficile in un tempo di trasformazioni e ‘decostruzioni’ di ispirazione tecnica” come quello attuale.

Constatando che la dimensione contemplativa nelle persone non è più evidente nella nostra epoca, ha quindi suggerito di “impararla”.

“E’ merito del Concilio aver reso la liturgia più comprensibile, in particolare grazie all’uso della lingua volgare”, ha affermato.

Comprendere ciò che si fa è un’“esigenza fondamentale della celebrazione”, perché “l’incomprensibilità della liturgia, prima del Concilio, non era solo una conseguenza della lingua usata nelle celebrazioni”.

Non tutto, ha ricordato il Cardinal Danneels, deve essere tradotto e compreso: “Ci sono termini che appartengono alla ‘lingua materna’ del cristiano e non possono essere tradotti, come ‘resurrezione’, ‘eucaristia’, ‘misericordia’, ‘peccato’”.

“Si dice che certe immagini bibliche non sono più comprensibili nella nostra cultura: non ci sono più pastori né greggi per l’uomo delle città di oggi. Tali asserzioni devono essere poste seriamente in discussione: ogni poesia utilizza parole e immagini che non esistono nella vita quotidiana. Non è necessario aver visto un angelo per sapere di cosa si tratti”, ha aggiunto.

Per questo, “l’eliminazione o l’abbreviazione non sono una buona risposta. Un processo educativo lento e paziente di formazione biblica e liturgica è molto più adeguato”

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Notre Dame de Lourdes

Notre Dame de Lourdes dans immagini sacre

http://santiebeati.it/

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« Da quel momento il discepolo la prese nella sua casa »

dal sito: 

http://www.levangileauquotidien.org/www/main.php?language=FR&localTime=09/15/2008#

Beato Guerrico d’Igny (circa 1080-1157), abate cistercense
Omelia 4 per l’Assunzione ; SC 202, 459

« Da quel momento il discepolo la prese nella sua casa »

Quando Gesù andava per tutte le città e i villagi, predicando il vangelo (Mt 9,35), Maria lo accompagnava, inseparabilmente attaccata ai suoi passi, sospesa alle sue parole appena apriva la bocca per insegnare. A tale punto che né la tempesta della persecuzione, né l’orrore del supplizio hanno potuto farle abbandonare la compagnia di suo Figlio, l’insegnamento del suo Maestro. « Stava presso la croce di Gesù sua madre ». Veramente, è madre, colei che non abbandonava suo Figlio, anche nei terrori della morte. Come avrebbe potuto essere spaventata dalla morte, colei il cui amore è « forte come la morte » (Ct 8,6) anzi più forte della morte. Sì, stava presso la croce di Gesù e il dolore di questa croce crocifiggeva anche lei nel suo cuore ; tutte le piaghe che vedeva ferire il corpo di suo Figlio erano altrettante spade che gli trafiggevano l’anima (Lc 2,35). A ragione dunque essa viene proclamata Madre e un protettore ben scelto viene designato per prendersi cura di lei, poiché qui innanzitutto si manifestano l’amore perfetto della madre per il Figlio e la vera umanità che il Figlio aveva ricevuto da sua madre…

Gesù « dopo averla amata, la amò sino alla fine » (Gv 13,1). Non soltanto la fine della vita di Gesù è stata per lei, ma anche le sue ultime parole : terminato, per così dire di dettare il suo testamento, Gesù ha affidato la cura di sua madre al suo più caro erede… Pietro, per parte sua, ricevette la Chiesa, e Giovanni, Maria. Questa sorte spettava a Giovanni come segno dell’amore privilegiato di cui era oggetto, ma anche a motivo della sua castità… Conveniva infatti che nessuno eccetto il discepolo amato di suo Figlio rendesse i suoi servigi alla madre del Signore… E mediante questa disposizione provvidenziale, il futuro evangelista avrebbe potuto intrattenersi affabilmente con colei che sapeva ogni cosa, poiché fin dall’inizio, osservava attentamente quanto riguardava suo Figlio, e « serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore » (Lc 2,19).

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