Archive pour août, 2008

Villa Sciarra a Roma, buona notte

Villa Sciarra a Roma, buona notte dans immagini buon...notte, giorno

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Publié dans:immagini buon...notte, giorno |on 20 août, 2008 |Pas de commentaires »

Ognuno alla sua ora

dal sito: 

http://www.levangileauquotidien.org/www/main.php?language=FR&localTime=08/20/2008#

San Giovanni Crisostomo (circa 345-407), vescovo d’Antiochia poi di Costantinopoli, dottore della Chiesa
Omelie, 64,3

Ognuno alla sua ora

« Andate anche voi nella mia vigna ». Fratelli, forse vi domandate perché tutti i lavoratori non sono stati chiamati contemporaneamente nella vigna del Signore ? Vi risponderò che il disegno di Dio era stato di chiamarli tutti contemporaneamente. Ma loro non hanno voluto venire appena sono stati chiamati, cioè all’alba, e questo è stato dovuto al loro rifiuto. Per questo motivo Dio in persona viene a chiamare ciascuno personalmente… nell’ora in cui pensava che si sarebbe arreso e avrebbe risposto al suo invito.

Questo lo nota chiaramente Paolo riguardo a se stesso : « Quando colui che mi scelse fin dal seno di mia madre e mi chiamò con la sua grazia si compiacque di rivelare a me suo Figlio » (Gal 1, 15). Quando Dio si compiacque se non quando ebbe visto che Paolo avrebbe ceduto alla sua chiamata ? Certo, Dio avrebbe voluto chiamarlo fin dall’inizio della sua vita, ma poiché Paolo non si sarebbe arreso alla sua voce, Dio ha preferito chiamarlo soltanto nel momento in cui egli gli avrebbe risposto. Così Dio ha chiamato il buon ladrone soltanto all’ultima ora, benché avesse potuto farlo prima se avesse previsto che quest’uomo avrebbe ceduto alla sua chiamata.

Dunque se gli operai della parabola dicono che nessuno li ha presi a giornata, occorre ricordarsi della pazienza di Dio… Lui, mostra a sufficienza che ha fatto quanto poteva da parte sua, affinché tutti possano venire fin dalla prima ora del giorno. Così la parabola di Gesù ci fa vedere che gli uomini si danno a Dio in età molto diverse. E Dio vuole ad ogni costo impedire che quelli che sono stati chiamati per primi disprezzino gli ultimi.

Chiesa di San Silvestro a Roma – vetrata, stained glass

Chiesa di San Silvestro a Roma  - vetrata, stained glass dans immagini sacre
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Publié dans:immagini sacre |on 19 août, 2008 |Pas de commentaires »

Dalla «Omelia in lode della Vergine Madre» di san Bernardo, abate

19 MARTEDÌ – UFFICIO DELLE LETTURE – LITURGIA DELLE ORE 

Seconda Lettura
Dalla «Omelia in lode della Vergine Madre» di san Bernardo, abate
(Om. 2, 1-2. 4; Opera omnia, ed. Cisterc. 4 [1996] 21-23)

Preparata dall’Altissimo, prefigurata dai padri
A Dio conveniva una natività di questo genere: che non nascesse se non dalla Vergine; anche alla Vergine si addiceva un parto tale: che non generasse se non Dio. Perciò il creatore degli uomini, che stava per nascere dall’uomo per diventare uomo, dovette scegliere tra tutte le donne, anzi creare una tale madre, quale sapeva convenire a sé e che gli sarebbe piaciuta.
Volle dunque che fosse una vergine. Lui immacolato volle nascere dall’Immacolata, perché, avrebbe dovuto lavare le macchie di tutti. Lui mite ed umile di cuore volle venire da una madre piena di mitezza e di umiltà, perché doveva offrirsi a ognuno modello di tali virtù, utili, anzi necessarie per la salvezza. Concesse il dono della maternità alla Vergine, lui che le aveva ispirato il voto della verginità e l’aveva arricchita dei meriti dell’umiltà.
Altrimenti come avrebbe potuto l’Angelo proclamarla piena di grazia, se avesse avuto qualcosa anche piccola che non fosse dalla grazia? Ella che stava per concepire il Santo dei santi ed era in procinto di darlo alla luce, perché fosse santa nel corpo, ricevette il dono della verginità, e, perché lo fosse anche nella mente, ricevette quello dell’umiltà.
La Vergine di stirpe regale, ornata di gemme di santità e splendente della doppia bellezza della mente e del corpo, conosciuta nelle sedi celesti per le sue doti e la sua bellezza, richiamò sopra di sé lo sguardo dei cittadini del cielo e attirò sulla sua persona l’occhio del Re, che la fece oggetto della sua scelta e destinataria del messaggio angelico.
«Fu mandato l’angelo», dice, «a una vergine» (Lc 1, 26-27): vergine nel corpo, vergine nell’anima, vergine per voto, vergine insomma quale la descrive l’Apostolo, santa nell’anima e nel corpo; e non scoperta di recente né per caso, ma eletta dall’eternità, conosciuta in antecedenza dall’Altissimo e preparata per lui, custodita dagli angeli, prefigurata dai padri, promessa dai profeti.

Publié dans:liturgia, Santi |on 19 août, 2008 |Pas de commentaires »

buona notte

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Publié dans:immagini buon...notte, giorno |on 19 août, 2008 |Pas de commentaires »

« Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito »

dal sito: 

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San Gregorio Magno (circa 540-604), papa, dottore della Chiesa
Omelia 5 sul Vangelo : PL 76, 1093.

« Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito »

Avete sentito, fratelli miei, che Pietro e Andrea hanno abbandonato le loro reti per seguire il Redentore alla prima chiamata della sua voce (Mt 4, 20)… Forse qualcuno dirà dentro di sè : Per obbedire alla chiamata del Signore, cosa hanno abbandonato, questi due pescatori che non possedevano quasi niente ? Ma su questo argomento, dobbiamo considerare le disposizioni del cuore piuttosto che i beni. Ha lasciato molto infatti, colui che non ha trattenuto niente per sè ; ha lasciato molto colui che ha abbandonato tutto, anche se era poca cosa. Noi, ciò che possediamo, lo conserviamo con passione, e ciò che non abbiamo, lo perseguiamo con i nostri desideri. Sì, Pietro e Andrea hanno lasciato molto, siccome l’uno e l’altro hanno abbandonato anche il desiderio di possedere. Hanno lasciato molto, poiché, rinunciando ai loro beni, hanno rinunciato anche alle loro cupidigie. Seguendo Cristo, hanno rinunciato a tutto ciò che avrebbero potuto desiderare se non lo avessero seguito

Chiesa di San Silvestro a Roma, bassorilievo

Chiesa di San Silvestro a Roma, bassorilievo dans immagini sacre

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Publié dans:immagini sacre |on 18 août, 2008 |Pas de commentaires »

San Gregorio Magno, Commento sul libro di Giobbe

in questo periodo sto lavorando un po’ meno sui Blogs perché ho bisogno di riposarmi, tuttavia, come vedete, ogni tanto mi faccio sentire, oggi metto questa bellissima lettura dalla liturgia delle ore, dico bellissima, prima di tutto perché, oggettivamente lo è, poi perché, quando l’ho letta mi è sembrato che fosse rivolta a me in modo particolare, come capita a volte, sono stata contenta come sempre quando dalla preghiera mi arriva qualcosa di « specialmente mio »,

18 AGOSTO LUNEDÌ

LITURGIA DELLE ORE – UFFICIO DELLE LETTURE

Seconda Lettura
Dal «Commento sul libro di Giobbe» di san Gregorio Magno, papa
(Lib. 3, 39-40; Pl 75, 619-620)

Battaglie all’esterno, timori all’interno

Gli uomini santi, pur se torchiati dalle prove, sanno sopportare chi li percuote e, nello stesso tempo, tener fronte a chi li vuole trascinare nell’errore. Contro quelli alzano lo scudo della pazienza, contro questi impugnano le armi della verità. Abbinano così i due metodi di lotta ricorrendo all’arte veramente insuperabile della fortezza.
All’interno raddrizzano le distorsioni della sana dottrina con l’insegnamento illuminato, all’esterno sanno sostenere virilmente ogni persecuzione. Correggono gli uni ammaestrandoli, sconfiggono gli altri sopportandoli. Con la pazienza si sentono più forti contro i nemici, con la carità sono più idonei a curare le anime ferite dal male. A quelli oppongono resistenza perché non facciano deviare anche gli altri. Seguono questi timore e preoccupazione perché non abbandonino del tutto la via della rettitudine.
Vediamo il soldato degli accampamenti di Dio che combatte contro entrambi i mali: «Battaglie all’esterno, timori al di dentro» (2 Cor 7, 5). Enumera le guerre che subisce dall’esterno, dicendo: «Pericoli di fiumi, pericoli di briganti, pericoli dai miei connazionali, pericoli dai pagani, pericoli nella città, pericoli nel deserto, pericoli sul mare, pericoli da parte di falsi fratelli» (2 Cor 11, 26). Altre armi che usa in questa guerra sono: «fatica e travaglio, veglie senza numero, fame e sete, frequenti digiuni, freddo e nudità» (2 Cor 11, 27).
Ma, pur impegnato su tanti fronti, non allenta l’attenzione per la sicurezza degli accampamenti. Infatti soggiunge immediatamente: «E oltre a tutto questo, il mio assillo quotidiano, la preoccupazione per tutte le chiese» (2 Cor 11, 28). Assume tutte su di sé le asprezze della guerra e, contemporaneamente, si prodiga con premura a difesa dei fratelli. Parla dei mali che sopporta, e aggiunge i beni che elargisce.
Consideriamo poi quanta fatica sia sopportare al medesimo tempo le avversità all’esterno e difendersi all’interno contro le proprie debolezze. All’esterno sopporta battaglie, perché è lacerato dalle battiture, è legato da catene; all’interno tollera la paura, perché teme che la sua sofferenza rechi danno non a sé, ma ai discepoli. Perciò scrive loro: «Nessuno si lasci turbare in queste tribolazioni. Voi stessi infatti sapete che a questo siamo destinati» (1 Ts 3, 3).
Nella propria sofferenza temeva la caduta degli altri, e cioè che i discepoli, venendo a conoscenza che egli veniva percosso per la fede, ricusassero di professarsi fedeli.
O sentimento di immensa carità! Sprezza ciò che egli stesso soffre, e si preoccupa che nei discepoli non si formino concezioni sbagliate. Sdegna in sé le ferite del corpo, e cura negli altri le ferite del cuore. I grandi infatti hanno questo di particolare che, trovandosi nel dolore della propria tribolazione, non cessano di occuparsi dell’utilità altrui: e, mentre soffrono in se stessi sopportando le proprie tribolazioni, provvedono agli altri, consigliando quanto loro abbisogna. Sono come dei medici eroici, colpiti da malattia: sopportano le ferite del proprio male e provvedono gli altri di cure e di medicine per la guarigione.

buona notte

buona notte dans immagini buon...notte, giorno

pesci rossi nella fontana del chiostro della Chiesa, forse Basilica, di Sant’Amdrea delle Fratte a Roma

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Publié dans:immagini buon...notte, giorno |on 18 août, 2008 |Pas de commentaires »

La gioia del distacco spirituale

 dal sito:

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Leggenda dei tre compagni di S. Francesco d’Assisi (circa 1244)
§ 27-29

La gioia del distacco spirituale

Un giorno, messer Bernardo andò di nascosto da san Francesco, che non aveva ancora nessun compagno. « Fratello, disse Bernardo, io voglio distribuire, nel modo che parrà a te più appropriato, tutti i miei beni temporali, per amore del mio Signore che me li ha dati ». Francesco rispose : « Di buon mattino andremo in chiesa e consulteremo il libro dei Vangeli, per sapere quello che il Signore insegnò ai suoi discepoli ». Sul fare del giorno si alzarono, presero con sé un altro uomo di nome Pietro, che egualmente desiderava diventare loro fratello, ed entrarono nella chiesa di San Nicolò, vicina alla piazza della città di Assisi. Essendo dei semplici, non sapevano trovare le parole evangeliche riguardanti la rinuncia al mondo, e perciò pregavano devotamente il Signore affinché mostrasse la sua volontà alla prima apertura del libro.

Finita la preghiera, Francesco prese il libro dei Vangeli ancora chiuso e, inginocchiandosi davanti all’altare, lo aprì. E subito gli cadde sott’occhio il consiglio del Signore : « Se vuoi essere perfetto, va’ e vendi tutti i tuoi beni e distribuiscili ai poveri, e avrai un tesoro nel cielo ». Francesco, dopo aver letto il passo, ne fu molto felice e rese grazie a Dio. Ma, vero adoratore della Trinità, volle l’appoggio di tre testimoni; per cui aprì il libro una seconda e una terza volta. Nella seconda, incontrò quella raccomandazione : « Non portate nulla nei vostri viaggi » (Lc 9, 3) ; e nella terza : « Chi vuole seguirmi, rinunzi a se stesso » (Lc 9, 23)… Francesco disse : « Fratelli, ecco la vita e la regola nostra, e di tutti quelli che vorranno unirsi a noi. Andate dunque e fate quanto avete udito ».

Andò messer Bernardo, che era assai ricco, e vendette ogni suo avere, ricavandone molto denaro, che distribuì interamente ai poveri della città… E da quell’ora, vissero con lui secondo la forma del santo Vangelo, come il Signore aveva indicato loro. E così Francesco poté scrivere nel suo Testamento : « Il Signore stesso mi rivelò che dovevo vivere secondo la forma del santo Vangelo ».

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