Archive pour le 31 août, 2008

31 agosto – San Raimondo Nonnato Religioso (è una storia molto interessante, secondo me)

31  agosto - San Raimondo Nonnato Religioso (è una storia molto interessante, secondo me) dans immagini sacre

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San Raimondo Nonnato Religioso

31 agosto

Portell (Spagna), 1200 – Cardona (Spagna), 31 agosto 1240

Non si sa molto della sua vita. Il soprannome significa non partorito dalla madre viva, «non-nato», ossia estratto dal corpo senza vita di lei, morta prima di darlo alla luce. Forse di nobile famiglia, Raimondo verso il 1224 entrò nell’Ordine religioso della Mercede (detto anche dei Mercedari), fondato pochi anni prima con lo scopo di riscattare e di curare la formazione religiosa e morale degli schiavi nelle regioni spagnole ancora occupate dagli Arabi. Dopo che gli spagnoli liberarono gran parte del territorio, Raimondo partì per l’Algeria, dove venne fatto prigioniero. Per impedirgli di predicare, gli misero una sorta di morso. Tornato in Catalogna, diventato ormai famoso, venne chiamato a Roma da papa Gregorio IX che nel 1239 lo nominò cardinale. Ma durante il viaggio, morì assalito da violenti febbri. San Raimondo è considerato anche il patrono delle ostetriche. (Avvenire)

Etimologia: Raimondo = intelligenza protettrice, dal tedesco

Martirologio Romano: A Cardona in Catalogna, san Raimondo Nonnato, che fu tra i primi compagni di san Pietro Nolasco nell’Ordine della Beata Maria Vergine della Mercede e si tramanda che abbia molto patito in nome di Cristo per la liberazione dei prigionieri.

Nonnato è un soprannome, che ricorda in mezzo a quale tragedia familiare Raimondo è venuto al mondo. Non-nato, ossia non partorito dalla madre viva, bensì estratto dal corpo senza vita di lei, morta prima di darlo alla luce. Pare che fosse di famiglia nobile, con alte parentele nell’aristocrazia catalana. Ma non abbiamo molte informazioni sicure sul suo casato e anche sulla vita. Nella sua Catalogna libera dalla dominazione araba, Raimondo vive i tempi della Reconquista, cioè della riscossa guidata dalla coalizione dei re di Navarra, di Aragona e di Castiglia, che lascerà infine sotto controllo arabo soltanto il modesto regno meridionale di Granada.
Lui però non combatte in queste guerre. Verso il 1224 si arruola in un esercito tutto speciale: l’Ordine religioso della Mercede (detto anche dei Mercedari), fondato pochi anni prima dal suo amico Pietro Nolasco con uno scopo principale: il riscatto e la formazione religiosa e morale degli schiavi nelle regioni spagnole ancora occupate dagli Arabi. Riscatto in senso letterale: i Mercedari, infatti, pagano una somma per liberare gli schiavi e li riportano nei luoghi d’origine, dedicandosi pure all’assistenza e all’istruzione religiosa di questi infelici.
Non abbiamo notizie precise sugli studi di Raimondo. Ma c’è una notizia che consente di attribuirgli una certa preparazione giuridica, una conoscenza del diritto canonico. L’Ordine dei Mercedari, infatti, lo manda a Roma come patrocinatore di una sua causa presso la Santa Sede.
Quando le guerre dei re spagnoli liberano gran parte del territorio, uno dei campi d’azione dei Mercedari resta il Nord-Africa, dove ci sono molti prigionieri in mano a capi locali. Raimondo va a stabilirsi in Algeria, ma qui viene fatto prigioniero. O lo tengono come ostaggio. Comunque si vuole impedirgli di parlare e predicare agli schiavi. Ma siccome lui continua ugualmente la sua opera, si cerca di farlo tacere con la forza. (E anche, secondo un racconto, con una sorta di morso che gli serra la bocca). Ritrovata la libertà, torna in Catalogna, dove l’avventura africana lo ha reso popolarissimo. Già gli si attribuiscono miracoli. Papa Gregorio IX nel 1239 lo nomina cardinale, chiamandolo a Roma come suo consigliere. Raimondo incomincia appena il viaggio nell’estate del 1240, e già a Cardona, presso Barcellona, è bloccato da violente febbri, che troncano la sua vita ad appena quarant’anni.
Lì viene sepolto, in una chiesetta che diventerà santuario in suo onore, con un culto popolare che avrà la sanzione pontificia solo nel 1657 (inserimento del suo nome nel Martirologio romano) e nel 1681 (estensione della sua festa a tutta la Chiesa). Date le condizioni in cui è nato, san Raimondo è considerato anche il patrono delle ostetriche.

Autore: Domenico Agasso

Publié dans:immagini sacre, Santi |on 31 août, 2008 |Pas de commentaires »

Torniamo ai classici, sarà un progresso

dal sito: 

http://www.zenit.org/article-15262?l=italian

Torniamo ai classici, sarà un progresso

Parla il Direttore delle Edizioni Studio Domenicano

di Antonio Gaspari RIMINI, venerdì, 29 agosto 2008 (ZENIT.org).- Cè una crisi di lettori, sono sempre meno i soldi destinati ai libri, viviamo in tempi di decadenza, eppure secondo padre Giorgio Carbone O.P., Direttore delle Edizioni Studio Domenicano (EDS), è proprio in periodi di crisi che rinasce il desiderio e la necessità della lettura dei classici.

Intervistato da ZENIT, al Meeting di Rimini, padre Carbone ha spiegato che in un momento in cui i lettori sembrano una categoria in via di estinzione, la ESD intende promuovere la lettura attraverso una serie di piccoli testi in formato tascabile che non superino le 200 pagine e che possano così incuriosire qualsiasi persona.

I temi scelti riguardano l’attualità, come nel caso delle questioni di Bioetica, oppure sono tratti dalla filosofia, dallo studio e dalla storia. Laltro obiettivo è quello di divulgare la letteratura dei padri della Chiesa. “In un periodo di crisi credo che sia urgente tornare ai classici

ha sottolineato padre Carbone . I classici non deludono mai. Infatti ledizione italiana della prestigiosissima collana Sources Chrétiennes e laltra collana i Talenti che si propone di introdurre in Italia i classici di varie culture finora non hanno deluso”.Il Direttore della ESD ha aggiunto che “in momenti di crisi bisogna andare allessenziale, e proporre ai lettori cose che possono dare senso come gli autori classici, pensiamo a Tertulliano, San Giovanni Cristostomo, SantAgostino, San Tommaso DAquino”.

Secondo il padre domenicano, “le nuove generazioni conoscono poco questi autori, in alcuni casi solo qualche citazione, ma non ne conoscono le opere, il nostro obiettivo è quello di rendere fruibili queste opere classiche ad un costo accessibile”.

Padre Carbone ha raccontato che un titolo che è andato molto bene è quello di Tertulliano, “Difesa del Cristianesimo”, il cui titolo originale in latino è “Apologeticum”. Si tratta della prima apologia del cristianesimo scritta in lingua latina. Prima di Tertulliano esistevano altre opere apologetiche ma erano in greco.

Tertulliano, vissuto nel terzo secolo dopo Cristo, è il primo teologo che ha scritto in lingua latina, e ha spiegato il confronto tra le religioni pagane e le verità cristiane. Rimane un autore di grande attualità perché fa vedere i fondamenti ragionevoli e razionali della fede cristiana.

Il Direttore delle ESD ha segnalato a ZENIT un altro titolo molto valido per la sua qualità, che riscosse un grande successo nella sua epoca, ed è decisivo perché costituisce il primo esempio di una formula editoriale conosciuta come confessioni.

Si tratta di una lettera che Cipriano di Cartagine scrive al suo amico Demetriano. In questa lettera, che non è poi molto lunga, 80 pagine scarse, Cipriano rivela se stesso e racconta la sua conversione a Cristo.

Con questa lettera Cipriano di Cartagine rivela un genere letterario che SantAgostino porterà in auge.

Padre Carbone ci tiene a sottolineare che “è proprio nei tempi di crisi come furono quelli del Tardo Impero o Alto Medioevo che si ritorna ai classici”.

In merito al domenicano San Tommaso DAquino, il Direttore delle ESD ha ricordato che “è stato per la sua epoca colui che ha conosciuto maggiormente i padri della Chiesa di lingua greca”.

“Se si prendono le opere di san Tommaso, egli continuamente cita i padri di lingua greca, ed è un fenomeno singolare per i suoi tempi”, ha notato.

Circa i titoli per i giovani, padre Carbone ha suggerito “La geografia dellanima” che si troverà in libreria nel mese di settembre: un libro che il padre domenicano ha definito “affascinante perché fa comprendere la ricchezza delle facoltà della nostra anima”.

In questo volume si spiega la ricchezza e le capacità della nostra intelligenza di contemplare il bello e di ricercare il vero. Le capacità della nostra volontà di amare, di desiderare, di gioire.

Il religioso ha sostenuto che La geografia dellanima “descrive e fa apprezzare con un linguaggio molto semplice e affascinante la nostra persona. Una sorta di abc dellumanesimo cristiano”.

Lautore è padre Giuseppe Barzaghi, O.P., che insegna Teologia alla Facoltà di Teologia di Bologna, e che ogni domenica, per la messa delle 22:00, attira più di 800 giovani nella basilica di San Domenico del capoluogo emiliano.“E

un fenomeno lodato anche dal Cardinale Giacomo Biffi”, ha rilevato padre Carbone.

“Una celebrazione che ebbe inizio come una Messa di ripiego, in realtà per molti studenti universitari è diventata di riferimento proprio per la bellezza della celebrazione”, ha concluso il padre domenicano.

Publié dans:dalla Chiesa, ZENITH |on 31 août, 2008 |Pas de commentaires »

La simbologia del « Cammino della Luce » per la visita del Papa a Parigi

dal sito: 

http://www.zenit.org/article-15273?l=italian

La simbologia del « Cammino della Luce » per la visita del Papa a Parigi 

Secondo monsignor Aupetit, vicario generale della diocesi parigina

 PARIGI, domenica, 31 agosto 2008 (ZENIT.org).- Il « Cammino della Luce » di Notre-Dame aux Invalides, organizzato in occasione della visita di Benedetto XVI a Parigi (Francia), commemora il sacrificio di Cristo e ricorda la processione mariana delle fiaccole a Lourdes. 

Un « Cammino della Luce » partirà dalla cattedrale di Notre-Dame di Parigi venerdì 12 settembre a mezzanotte, procedendo fino alla spianata des Invalides, dove il Papa celebrerà una Messa solenne il giorno seguente, sabato 13 settembre. 

Monsignor Michel Aupetit, vicario generale della Diocesi di Parigi, spiega questo simbolismo sul sito Internet della Conferenza Episcopale Francese. 

« Alla sua nascita, Cristo è stato definito dall’anziano Simeone come la Luce che illumina le Nazioni. In seguito ha detto ai suoi apostoli ‘Io sono la luce del mondo’ (Gv 8,12). Riprendendo l’antica contrapposizione tra luce e tenebre, ha realizzato la promessa biblica della vittoria della Luce sulle Tenebre, simbolo del conflitto tra la vita e la morte: ‘Chi segue me, non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita’ (Gv 8,12) », ha spiegato monsignor Aupetit. 

Il presule ricorda soprattutto la simbologia pasquale del « Cammino della Luce »: « I cristiani, nella Veglia Pasquale, quando regnano ancora le tenebre della morte in croce, illuminano il Cero Pasquale, segno della Luce trionfante che nasce dalla vita del Cristo risorto in questa notte santa in cui la morte viene vinta ». 

E’ una marcia basata sulla speranza, sottolinea monsignor Aupetit: « Questo è il primo senso delle processioni delle fiaccole o dei cammini della luce che illuminano la notte degli uomini. Questa marcia significa il cammino delle nostre esistenze che accompagna la Luce di Cristo presente nella nostra vita. Egli stesso è la Via che ci conduce all’illuminazione in cui ‘non vi sarà più notte e non avranno più bisogno di luce di lampada, né di luce di sole, perché il Signore Dio li illuminerà e regneranno nei secoli dei secoli’ (Apocalisse 22,5) ».


 

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buona notte

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Birch Polypore
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http://www.floralimages.co.uk/index2.htm

Publié dans:immagini buon...notte, giorno |on 31 août, 2008 |Pas de commentaires »

« Non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini »

dal sito: 

http://www.levangileauquotidien.org/www/main.php?language=FR&localTime=08/31/2008#

Sant’Agostino (354-430), vescovo d’Ippona (Africa del Nord) e dottore della Chiesa
Discorso 96 ; PL 38, 584-586

« Non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini »

Sembra penoso e gravoso il comando dato dal Signore, che cioè, se uno vuole seguirlo, deve rinnegare se stesso. Ma non è penoso e gravoso ciò che comanda Colui che aiuta a mettere in pratica ciò che comanda… È anche vero ciò che dice lui in persona: « Il mio giogo è dolce e il mio peso leggero » (Mt 11,30). Poiché tutto ciò ch’è penoso nei precetti, lo rende dolce la carità. Sappiamo quanti sacrifici fa compiere l’amore!…Quante avversità non patiscono, quante condizioni ignominiose e intollerabili non sopportano gli uomini per giungere all’oggetto del loro amore?… Perché stupirci se chi ama Cristo e vuole esserne seguace, con l’amarlo rinuncia a se stesso? Se in effetti uno si perde amando se stesso, certamente si ritrova col rinnegare se stesso…

Chi rifiuterebbe di andare con Cristo là dove si trova la somma felicità, la pace suprema e la perpetua tranquillità? È bene seguirlo lassù, ma bisogna vedere per quale via… La via ti sembra scabrosa, ti rende pigro, e così ti rifiuti d’andare dietro a lui. Va’ dietro a lui. È scabroso ciò che l’uomo ha reso tale a se stesso, ma sono state ridotte in polvere le asperità che Cristo cancellò tornando al cielo. Ora chi non vorrebbe arrivare alla glorificazione?

A tutti piace un posto elevato, ma il gradino è l’umiltà. Perché alzi il piede al di sopra di te? In tal modo tu vuoi cadere, non già salire. Comincia dal gradino [dell'umiltà] e sei già salito. Non volevano considerare il gradino dell’umiltà quei due discepoli che dicevano: « Comanda, Signore, che di noi due uno sieda alla tua destra e l’altro alla tua sinistra nel tuo regno ». Chiedevano un posto elevato ma non vedevano il gradino. Il Signore allora mostrò loro il gradino e che cosa rispose loro il Signore? « Siete in grado di bere il calice che io dovrò bere? » (Mc 10,37-38). Voi che chiedete l’apice della sublimità, siete in grado di bere il calice dell’umiltà? Ecco perché non disse soltanto: « Rinunci a se stesso e mi segua », ma aggiunse: « Prenda su di sé la sua croce e mi segua ».

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