Archive pour juillet, 2008

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Immagini della Sindone riprodotte con un laser ad altissima frequenza

Un esperimento dell’ENEA di Frascati, diretto dal dr. Giuseppe Baldacchini

di Paolo Centofanti

ROMA, venerdì, 18 luglio 2008 (ZENIT.org).- Un gruppo di ricercatori dell’ENEA (Ente per le Nuove tecnologie, l’Energia e l’Ambiente) di Frascati, diretti dal dr. Giuseppe Baldacchini, è riuscito a realizzare immagini con caratteristiche strutturali (ovvero una « bruciatura » esterna delle fibrille superficiali del tessuto) molto simili a quelle dell’immagine della Sindone.

L’esperimento, che è stato pubblicato da Applied Optics (Vol. 47, Issue 9, pp. 1278-1285) e sarà presentato ufficialmente ad agosto negli Stati Uniti, è stato possibile utilizzando un laser ad altissima frequenza, e specifiche condizioni di potenza e durata di emissione. Con altri parametri, o utilizzando differenti metodologie, non sarebbe possibile replicarlo.Alcune immagini sono disponibili sul sito di

SRM.

ZENIT ha intervistato il dr. Baldacchini sull’esperimento e le sue caratteristiche, e sulla sua esperienza di scienziato e credente.

Può raccontarci come è stato realizzato l’esperimento, e con quali obiettivi?

Dr. Baldacchini: E’ accaduto tutto circa 3 anni fa. Premetto che sono una persona che conosce la Sindone come la conoscono mediamente tutti gli italiani. Cioè ne sentivo parlare in televisione, leggevo gli articoli sui giornali, ma non è che la conoscessi approfonditamente.

Una sera mentre ero a casa e stavo leggendo un libro, stavano trasmettendo proprio un programma sulla Sindone; si parlava del problema dell’immagine sindonica, e ne fecero vedere le immagini. In quel momento mi venne in mente un collegamento con qualcosa che era accaduto nei laboratori dove io lavoro, qualche anno prima.

Quindi il giorno dopo sono tornato e sono andato alla ricerca di questo vecchio materiale. E ho scoperto che in uno dei laboratori sotto la mia direzione, avevano tempo prima irraggiato delle stoffe, stoffe generiche, per la cosiddetta nobilitazione dei tessuti, con radiazione ultravioletta. E andando a scartabellare tra le prove fatte, mi era sembrato di aver visto qualcosa che somigliasse alla Sindone.

Quindi ho chiamato subito i miei collaboratori, e ho detto loro che secondo me valeva la pena fare delle prove su dei tessuti di lino, per vedere se questa radiazione particolare che usavamo a Frascati, potesse essere utile per creare immagini simili alla Sindone. Ecco come è nata l’idea: semplicemente.

Da lì abbiamo cominciato a lavorare, in collaborazione con il prof. Giulio Fanti, che è un sindonologo, che studia la Sindone da molti anni, mentre noi non ne conoscevamo i particolari; e questo ci ha portato con il tempo ai risultati che lei ha visto.

Quali sono state le condizioni per creare queste immagini?

Dr. Baldacchini: Prima di tutto devo dire che creare delle immagini su lino è stato molto difficile, molto più difficile di quello che pensavamo. E ci siamo accorti che le immagini si possono creare solamente a due condizioni: prima, che la radiazione elettromagnetica che si invia contro il lino avvenga in un tempo più breve di cento nanosecondi (un nanosecondo è un miliardesimo di secondo). Se lei usa impulsi più lunghi, la stoffa si brucia, o non succede nulla, a seconda della potenza. Questa è la prima condizione.

La seconda condizione è che la potenza sia molto elevata. E’ necessario superare il milione di watt per centimetro quadrato come densità di potenza. E se si usa una potenza inferiore non succede nulla. Quindi avevamo individuato un processo a soglia.

Poi dopo ci siamo accorti che quando la intensità non è elevatissima, ma non troppo bassa, accade che l’immagine compare dopo moltissimo tempo, cioè dopo circa un anno; però con un sistema di riscaldamento classico, l’immagine appare anche subito. Quindi vuol dire che il tessuto è stato impresso in qualche modo a livello molecolare, e che questa impressione si rende visibile con una eccitazione termica.

Anche nel vostro caso, quindi, sono solamente le fibre superficiali ad essere « colorate »?

Dr. Baldacchini: Questo è l’altro aspetto molto importante, che dipende dalla radiazione ultravioletta. Se lei usa una radiazione nel visibile, non funziona perché la radiazione visibile penetra dappertutto, mentre invece la radiazione ultravioletta si ferma sulla superficie.Su questo punto stiamo ancora indagando, perché noi abbiamo usato la lunghezza d’onda di 308 nanometri, che è già nell’ultravioletto, quindi non viene vista dall’occhio, ma pensiamo che andando più in basso con la lunghezza d’onda, sui 200/250 nanometri, si otterranno dei risultati ancora più superficiali, quindi ancora più simili a quelli della Sindone.

Preciso che non abbiamo realizzato delle immagini della Sindone; abbiamo solamente « colorato » i tessuti e abbiamo osservato microscopicamente i tessuti, se fossero o no analoghi a quelli della Sindone.

Il fascicolo del 20 marzo 2008 di Applied Optics

, con i nostri risultati, riporta proprio nel frontespizio la fotografia di una delle fibrille colorate nell’esperimento. E’ una ricerca che a noi ha divertito e interessato moltissimo. Anche se, devo dire, all’inizio è stata molto più complessa di quanto le stavo raccontando. Non per nulla, a Los Alamos molti anni fa questi esperimenti erano gi

à stati realizzati, ma senza ottenere nulla. Ricerche realizzate con tutte le sorgenti di radiazioni elettromagnetiche, ma forse fatte in una maniera non troppo approfondita, per cui non è venuto fuori nessun risultato, eccetto che o bruciavano la tela, o non succedeva nulla.

Per quanto ne sappiamo, il nostro è il primo caso, e anche per questo lo presenteremo ad una conferenza che si terrà ad agosto negli Stati Uniti.

Vorrei porle una domanda personale: lei è credente?

Dr. Baldacchini: Io sono un credente, però queste misure le faccio come uno scienziato. Mi sono completamente sdoppiato perché quello che penso come credente non deve assolutamente entrare nell’analisi di un fenomeno, perché si farebbe troppa confusione.

Come vive il suo essere scienziato e credente? Le crea a volte difficoltà?

Dr. Baldacchini: Personalmente non ho assolutamente nessuna difficoltà, posso dire che dormo sonni tranquillissimi. In realtà non ci sono contrasti tra scienza e fede, perché si muovono su due piani completamente diversi. Mi dispiace che storicamente sia accaduto che si siano scontrate, però se lei va a vedere, nel corso della storia, sono accadute delle cose molto diverse, in epoche diverse.

Senza arrivare a 2000 anni fa, si sa che la scienza è nata nella Chiesa…

Dr. Baldacchini: Le prime università sono state fondate dalla Chiesa, in Europa, durante il Medioevo. E specialmente la fisica venne subito ammessa nel corso di studi, perché, si diceva, aiutava il credente a capire come il mondo era fatto. E questo l’ha detto San Tommaso d’Aquino, che era uno degli insegnanti all’Università di Parigi.

I primi scienziati che adottarono il metodo sperimentale moderno, sono nati proprio all’interno di queste istituzioni cattoliche; poi vi sono stati dei grandi equivoci, come nel caso Galileo.

Papa Benedetto con un aborigeno

Papa Benedetto con un aborigeno dans immagini del Papa

An Australian Aboriginal man embraces Pope Benedict XVI in Sydney, July 17, 2008.
REUTERS/Osservatore Romano/Pool (AUSTRALIA)

http://news.yahoo.com/nphotos/Papacy-and-Vatican-Pope-Benedict-XVI/ss/events/wl/033002pope/im:/080717/ids_photos_wl/r1475607787.jpg/;_ylt=AjkWQBx.hDWlT3gpzaqR8UJgWscF

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JMJ 2008 – Il Papa accolto dai giovani al molo di Barangaroo

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Il Papa accolto dai giovani al molo di Barangaroo

SYDNEY, giovedì, 17 luglio 2008 (ZENIT.org).- Pubblichiamo di seguito il discorso di Benedetto XVI in occasione della festa di accoglienza dei giovani al molo di Barangaroo, a Sydney.

* * *

Cari giovani,

quale gioia è potervi salutare qui a Barangaroo, sulle sponde della magnifica baia di Sydney, con il famoso ponte e l’Opera House. Molti di voi sono di questo Paese, dall’interno o dalle dinamiche comunità multiculturali delle città australiane. Altri di voi sono giunti dalle isole sparse dell’Oceania, altri ancora dall’Asia, dal Medio Oriente, dall’Africa e dalle Americhe. Un certo numero di voi, in verità, è arrivato da così lontano quanto me, dall’Europa! Qualunque sia il Paese da cui proveniamo, finalmente siamo qui, a Sydney! E insieme siamo presenti in questo nostro mondo come famiglia di Dio, quali discepoli di Cristo, confermati dal suo Spirito per essere testimoni del suo amore e della sua verità davanti a tutti.

Desidero anzitutto ringraziare gli Anziani degli Aborigeni che mi hanno dato il benvenuto prima che io salissi sul battello nella Rose Bay. Sono profondamente commosso di trovarmi nella vostra terra, sapendo delle sofferenze e delle ingiustizie che essa ha sopportato, ma cosciente anche del risanamento e della speranza ora in atto, di cui giustamente tutti i cittadini australiani possono essere fieri. Ai giovani indigeni – aborigeni e abitanti delle Isole dello Stretto di Torres –

e Tokelauani esprimo il mio grazie per il toccante benvenuto. Attraverso di voi, invio cordiali saluti ai vostri popoli.Signor Cardinale Pell e Mons. Arcivescovo Wilson: vi ringrazio per le vostre calde espressioni di benvenuto. So che i vostri sentimenti riecheggiano nel cuore dei giovani qui radunati questa sera, e perci

ò vi ringrazio tutti. Di fronte a me vedo un’immagine vibrante della Chiesa universale. La varietà di Nazioni e di culture dalle quali voi provenite dimostra che davvero la Buona Novella di Cristo è per tutti e per ciascuno; essa ha raggiunto i confini della terra. E tuttavia so anche che un buon numero fra voi è tuttora alla ricerca di una patria spirituale. Alcuni fra voi, assolutamente benvenuti tra noi, non sono cattolici o cristiani. Altri tra voi, forse, si muovono ai confini della vita della parrocchia e della Chiesa. A voi desidero offrire il mio incoraggiamento: avvicinatevi all’amorevole abbraccio di Cristo; riconoscete la Chiesa come vostra casa. Nessuno è obbligato a rimanere all’esterno, poiché dal giorno di Pentecoste la Chiesa è una e universale.

Questa sera desidero includere anche quanti non sono presenti fra di noi. Penso specialmente ai malati o ai disabili psichici, ai giovani in prigione, a quanti faticano ai margini delle nostre società ed a coloro che per una qualche ragione si sentono alienati dalla Chiesa. A loro dico: Gesù ti è

vicino! Sperimenta il suo abbraccio che guarisce, la sua compassione, la sua misericordia!Quasi duemila anni orsono gli Apostoli, radunati nella sala superiore della casa insieme con Maria (cfr

At 1,14) e con alcune donne fedeli, furono riempiti di Spirito Santo (cfr At 2,4). In quello straordinario momento, che segnò la nascita della Chiesa, la confusione e la paura che avevano afferrato i discepoli di Cristo si trasformarono in una vigorosa convinzione e in consapevolezza di uno scopo. Si sentirono spinti a parlare del loro incontro con Gesù risorto, che oramai chiamavano affettuosamente il Signore. In molti modi gli Apostoli erano persone ordinarie. Nessuno poteva affermare di essere il discepolo perfetto. Avevano mancato di riconoscere Cristo (cfr Lc 24,13-32), avevano dovuto vergognarsi della loro ambizione (cfr Lc 22,24-27), lo avevano anche rinnegato (cfr Lc 22,54-62). E tuttavia, quando furono ripieni di Spirito Santo, furono trafitti dalla verità del Vangelo di Cristo e ispirati a proclamarlo senza timore. Rinfrancati, gridarono: pentitevi, fatevi battezzare, ricevete lo Spirito Santo (cfr At 2,37-38)! Fondata sull’insegnamento degli Apostoli, sull’adesione a loro, sullo spezzare il pane e sulla preghiera (cfr At 2,42), la giovane comunità cristiana si fece avanti per opporsi alla perversità della cultura che la circondava (cfr At 2,40), per prendersi cura dei propri membri (cfr At 2,44-47), per difendere la propria fede in Gesù di fronte alle ostilità (cfr At 4,33) e per guarire i malati (cfr At 5,12-16). E in adempimento del comando di Cristo stesso, partirono, testimoniando la storia più grande di tutti i tempi: quella che Dio si è fatto uno di noi, che il divino è entrato nella storia umana per poterla trasformare, e che siamo chiamati ad immergerci nell’amore salvifico di Cristo che trionfa sul male e sulla morte. Nel suo famoso discorso all’areopago, san Paolo introdusse il messaggio così: Dio dona ogni cosa, compresa la vita e il respiro, a ciascuno, così che tutte le Nazioni possano ricercare Dio, se mai arrivino a trovarlo andando come a tentoni. Infatti egli non è lontano da ciascuno di noi, poiché in lui viviamo, ci muoviamo ed esistiamo (cfr At 17, 25-28).

Da quel momento, uomini e donne sono usciti fuori per raccontare la stessa vicenda, testimoniando l’amore e la verità di Cristo, e contribuendo alla missione della Chiesa. Oggi pensiamo a quei pionieri – sacerdoti, suore e frati – che giunsero a questi lidi e in altre parti del Pacifico, dall’Irlanda, dalla Francia, dalla Gran Bretagna e da altre parti d’Europa. La maggior parte di loro erano giovani, alcuni persino non ancora ventenni, e quando salutarono per sempre i genitori, i fratelli, le sorelle, gli amici, ben sapevano che sarebbe stato improbabile per loro ritornare a casa. Le loro vite furono una testimonianza cristiana priva di interessi egoistici. Divennero umili ma tenaci costruttori di così gran parte dell’eredità sociale e spirituale che ancora oggi reca bontà, compassione e scopo a queste Nazioni. E furono capaci di ispirare un’altra generazione. Viene alla mente immediatamente la fede che sostenne la beata Mary MacKillop nella sua decisa determinazione di educare specialmente i poveri, e il beato Peter To Rot nella sua ferma convinzione che la guida di una comunità deve sempre rifarsi al Vangelo. Pensate anche ai vostri nonni e ai vostri genitori, i vostri primi maestri nella fede. Anch’essi hanno fatto innumerevoli sacrifici di tempo e di energia, mossi dall’amore per voi. Con il sostegno dei sacerdoti e degli insegnanti della vostra parrocchia, essi hanno il compito, non sempre facile ma altamente gratificante, di guidarvi verso tutto ciò che è

buono e vero, mediante il loro esempio personale, il loro modo di insegnare e di vivere la fede cristiana.Oggi

è il mio turno. Ad alcuni di noi può sembrare di essere giunti alla fine del mondo! Per le persone della vostra età, comunque, ogni volo è una prospettiva eccitante. Ma per me, questo volo è stato in qualche misura causa di apprensione. E tuttavia la vista del nostro pianeta dall’alto è stata davvero magnifica. Il luccichio del Mediterraneo, la magnificenza del deserto nordafricano, la lussureggiante foresta dell’Asia, la vastità dell’Oceano Pacifico, l’orizzonte sul quale il sole sorge e cala, il maestoso splendore della bellezza naturale dell’Australia, di cui ho potuto godere nei trascorsi due giorni; tutto ciò suscita un profondo senso di reverente timore. È come se uno catturasse rapide immagini della storia della creazione raccontata nella Genesi: la luce e le tenebre, il sole e la luna, le acque, la terra e le creature viventi. Tutto ciò è « buono » agli occhi di Dio (cfr Gn 1,1–2,4). Immersi in simile bellezza, come si potrebbe non far eco alle parole del Salmista nel lodare il Creatore: « Quanto è grande il tuo nome su tutta la terra » (Sal 8,2)?

Ma vi è di più, qualcosa di difficile percezione dall’alto dei cieli: uomini e donne creati niente di meno che ad immagine e somiglianza di Dio (cfr Gn

1,26). Al cuore della meraviglia della creazione ci siamo voi ed io, la famiglia umana « coronata di gloria e di onore » (cfr Sal 8,6). Quale meraviglia! Con il Salmista sussurriamo: « Che cosa è l’uomo perché te ne curi? » (cfr Sal 8,5). Introdotti nel silenzio, in uno spirito di gratitudine, nella potenza della santità, noi riflettiamo.Che cosa scopriamo? Forse con riluttanza giungiamo ad ammettere che vi sono anche delle ferite che segnano la superficie della terra: l

’erosione, la deforestazione, lo sperpero delle risorse minerali e marine per alimentare un insaziabile consumismo. Alcuni di voi giungono da isole-Stato, la cui esistenza stessa è minacciata dall’aumento dei livelli delle acque; altri da Nazioni che soffrono gli effetti di siccità devastanti. La meravigliosa creazione di Dio viene talvolta sperimentata come una realtà quasi ostile per i suoi custodi, persino come qualcosa di pericoloso. Come può ciò che è « buono » apparire così minaccioso?

E c’è di più. Che dire dell’uomo, del vertice della creazione di Dio? Ogni giorno incontriamo il genio delle conquiste umane. Dai progressi nelle scienze mediche e dalla sapiente applicazione della tecnologia fino alla creatività riflessa nelle arti, in molti modi cresce costantemente la qualità e la soddisfazione della vita della gente. Anche tra voi vi è una pronta disponibilità ad accogliere le abbondanti opportunità che vi vengono offerte. Alcuni di voi eccellono negli studi, nello sport, nella musica, o nella danza e nel teatro, altri tra voi hanno un acuto senso della giustizia sociale e dell’etica e molti di voi si assumono impegni di servizio e di volontariato. Tutti noi, giovani e vecchi, abbiamo momenti nei quali la bontà innata della persona umana – percepibile forse nel gesto di un piccolo bambino o nella disponibilità

di un adulto a perdonare – ci riempie di profonda gioia e gratitudine.E tuttavia tali momenti non durano a lungo. Perci

ò, ancora, riflettiamo. E scopriamo che non soltanto l’ambiente naturale, ma anche quello sociale – l’habitat che ci creiamo noi stessi – ha le sue cicatrici; ferite che stanno ad indicare che qualcosa non è a posto. Anche qui nelle nostre vite personali e nelle nostre comunità possiamo incontrare ostilità a volte pericolose; un veleno che minaccia di corrodere ciò che è buono, riplasmare ciò che siamo e distorcere lo scopo per il quale siamo stati creati. Gli esempi abbondano, come voi ben sapete. Fra i più in evidenza vi sono l’abuso di alcool e di droghe, l’esaltazione della violenza e il degrado sessuale, presentati spesso dalla televisione e da internet come divertimento. Mi domando come potrebbe uno che fosse posto faccia a faccia con persone che soffrono realmente violenza e sfruttamento sessuale spiegare che queste tragedie, riprodotte in forma virtuale, sono da considerare semplicemente come « divertimento ».

Vi è anche qualcosa di sinistro che sgorga dal fatto che libertà e tolleranza sono così spesso separate dalla verità. Questo è alimentato dall’idea, oggi ampiamente diffusa, che non vi sia una verità assoluta a guidare le nostre vite. Il relativismo, dando valore in pratica indiscriminatamente a tutto, ha reso l’ »esperienza » importante più di tutto. In realtà, le esperienze, staccate da ogni considerazione di ciò che è buono o vero, possono condurre non ad una genuina libertà, bensì ad una confusione morale o intellettuale, ad un indebolimento dei principi, alla perdita dell’

autostima e persino alla disperazione.Cari amici, la vita non

è governata dalla sorte, non è casuale. La vostra personale esistenza è stata voluta da Dio, benedetta da lui e ad essa è stato dato uno scopo (cfr Gn 1,28)! La vita non è un semplice succedersi di fatti e di esperienze, per quanto utili molti di tali eventi possano essere. È una ricerca del vero, del bene e del bello. Proprio per tale fine compiamo le nostre scelte, esercitiamo la nostra libertà e in questo, cioè nella verità, nel bene e nel bello, troviamo felicità e gioia. Non lasciatevi ingannare da quanti vedono in voi semplicemente dei consumatori in un mercato di possibilità indifferenziate, dove la scelta in se stessa diviene il bene, la novità si contrabbanda come bellezza, l’esperienza soggettiva soppianta la verità.

Cristo offre di più! Anzi, offre tutto! Solo lui, che è la Verità, può essere la Via e pertanto anche la Vita. Così la « via » che gli Apostoli recarono sino ai confini della terra è la vita in Cristo. È la vita della Chiesa. E l’ingresso in questa vita, nella via cristiana, è

il Battesimo.Questa sera desidero pertanto ricordare brevemente qualcosa della nostra comprensione del Battesimo, prima di considerare domani lo Spirito Santo. Nel giorno del Battesimo Dio vi ha introdotto nella sua santit

à (cfr 2 Pt 1,4). Siete stati adottati quali figli e figlie del Padre e siete stati incorporati in Cristo. Siete divenuti abitazione del suo Spirito (cfr 1 Cor 6,19). Il Battesimo non è un compimento né una ricompensa: è una grazia, è opera di Dio. Perciò, verso la fine del rito del Battesimo, il sacerdote si è rivolto ai vostri genitori e ai partecipanti, e chiamandovi per nome ha detto: « Sei diventato nuova creatura » (Rito del Battesimo, 99).

Cari amici, a casa, a scuola, all’università, nei luoghi di lavoro e di svago, ricordatevi che siete creature nuove. Non state soltanto di fronte al Creatore pieni di stupore, rallegrandovi per le sue opere, ma tenete presente che il fondamento sicuro dell’umana solidarietà sta nell’origine comune di ogni persona, il vertice del disegno creativo di Dio per il mondo. Come cristiani, voi siete in questo mondo sapendo che Dio ha un volto umano – Gesù Cristo – la « via » che soddisfa ogni anelito umano, e la « vita » della quale siamo chiamati a dare testimonianza, camminando sempre nella sua luce (cfr ibid.

, 100).Il compito di testimone non

è facile. Vi sono molti, oggi, i quali pretendono che Dio debba essere lasciato « in panchina » e che la religione e la fede, per quanto accettabili sul piano individuale, debbano essere o escluse dalla vita pubblica o utilizzate solo per perseguire limitati scopi pragmatici. Questa visione secolarizzata tenta di spiegare la vita umana e di plasmare la società con pochi riferimenti o con nessun riferimento al Creatore. Si presenta come una forza neutrale, imparziale e rispettosa di ciascuno. In realtà, come ogni ideologia, il secolarismo impone una visione globale. Se Dio è irrilevante nella vita pubblica, allora la società potrà essere plasmata secondo un’immagine priva di Dio, e il dibattito e la politica riguardanti il bene comune saranno condotti più alla luce delle conseguenze che dei principi radicati nella verità.

Tuttavia l’esperienza mostra che il discostarsi dal disegno di Dio creatore provoca un disordine che ha inevitabili ripercussioni sul resto del creato (cfr Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace 1990

, 5). Quando Dio viene eclissato, la nostra capacità di riconoscere l’ordine naturale, lo scopo e il « bene » comincia a svanire. Ciò che ostentatamente è stato promosso come umana ingegnosità si è ben presto manifestato come follia, avidità e sfruttamento egoistico. E così ci siamo resi sempre più conto del bisogno di umiltà di fronte alla delicata complessità del mondo di Dio.E che dire del nostro ambiente sociale? Siamo ugualmente vigili quanto ai segni del nostro volgere le spalle alla struttura morale di cui Dio ha dotato l

’umanità (cfr Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace 2007, 8)? Sappiamo riconoscere che l’innata dignità di ogni individuo poggia sulla sua più profonda identità, quale immagine del Creatore, e che perciò i diritti umani sono universali, basati sulla legge naturale, e non qualcosa dipendente da negoziati o da condiscendenza, men che meno da compromesso? E così siamo condotti a riflettere su quale posto hanno nelle nostre società i poveri, i vecchi, gli immigranti, i privi di voce. Come può essere che la violenza domestica tormenti tante madri e bambini? Come può essere che lo spazio umano più mirabile e sacro, il grembo materno, sia diventato luogo di violenza indicibile?

Cari amici, la creazione di Dio è unica ed è buona. Le preoccupazioni per la non violenza, lo sviluppo sostenibile, la giustizia e la pace, la cura del nostro ambiente sono di vitale importanza per l’umanità. Tutto ciò non può però essere compreso a prescindere da una profonda riflessione sull’innata dignità di ogni vita umana dal concepimento fino alla morte naturale, una dignità che è conferita da Dio stesso e perciò inviolabile. Il nostro mondo si è stancato dell’avidità, dello sfruttamento e della divisione, del tedio di falsi idoli e di risposte parziali, e della pena di false promesse. Il nostro cuore e la nostra mente anelano ad una visione della vita dove regni l’amore, dove i doni siano condivisi, dove si edifichi l’unità, dove la libertà trovi il proprio significato nella verità, e dove l’identità sia trovata in una comunione rispettosa. Questa è opera dello Spirito Santo! Questa è la speranza offerta dal Vangelo di Gesù Cristo! È per rendere testimonianza a questa realtà

che siete stati ricreati nel Battesimo e rafforzati mediante i doni dello Spirito nella Cresima. Sia questo il messaggio che voi portate da Sydney al mondo!

Mi rivolgo ora con affetto ai giovani di lingua italiana. Cari amici, anche questa volta avete risposto numerosi al mio invito, nonostante le difficoltà dovute alla distanza. Vi ringrazio, e voglio salutare anche i vostri coetanei che dall’Italia sono spiritualmente uniti a noi. Vi invito a vivere con grande impegno interiore queste giornate: aprite il cuore al dono dello Spirito Santo, per essere rafforzati nella fede e nella capacità di rendere testimonianza al Signore risorto. Arrivederci!

[Chers jeunes francophones, poussés par le désir d’approfondir votre foi, vous êtes venus des extrémités de la terre pour vivre à Sydney l’expérience unique et communautaire d’une rencontre privilégiée avec le Seigneur. C’est l’Esprit Saint qui vous a rassemblés ici. Puisse-t-Il vous permettre de expérimenter sa présence dans votre cœur et vous pousser à rendre témoignage avec ardeur de Jésus-Christ mort et ressuscité pour vous!

Liebe Freunde, die ihr mich in meiner Muttersprache versteht, von Herzen grüße ich euch alle. Erweist euch überall als freudige Zeugen der frohmachenden Botschaft Jesu! Sprecht mutig von eurem Glauben, auch wenn ihr zuweilen auf Widerspruch stößt und das Kreuz der Ablehnung erfährt. Der Herr, der für uns ein größeres Kreuz getragen hat, wird euch beistehen. Gott schenke euch eine gute, gesegnete Zeit hier in Australien.

Queridos jóvenes de lengua española, la misión de ser testigos del Señor en todos los lugares de la tierra es una apasionante tarea, que exige acoger su Palabra e identificarse con Él, compartiendo con los demás la alegría de haber encontrado al verdadero amigo que nunca defrauda. Que este reto agrande vuestra generosidad. Un saludo muy cordial a todos.

Queridos amigos dos vários países de língua oficial portuguesa, bem-vindos a Sidney! A todos saúdo com afecto: os de perto e os de longe. Lá, na vossa Pátria, tereis ouvido Jesus segredar-vos: «Sereis minhas testemunhas… até aos confins do mundo» (Act 1, 8). A viagem mais ou menos longa que enfrentastes para chegar até aqui, à Austrália ou – de seu nome cristão completo – «Terra Austral do Espírito Santo», não deixou em vós a sensação de terdes chegado aos confins do mundo? Pois bem! É com grande alegria que o Papa vos acolhe para vos

Publié dans:JMJ - 2008, ZENITH |on 17 juillet, 2008 |Pas de commentaires »

buona notte (foto mia di questa mattina, per chi conosce Roma a Porta Latina)

buona notte (foto mia di questa mattina, per chi conosce Roma a Porta Latina) dans immagini buon...notte, giorno

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« Imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete riposo per le vostre anime »

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San Silvano (1886-1938), monaco ortodosso
Scritti

« Imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete riposo per le vostre anime »

Il Signore ama gli uomini, e tuttavia permette che le afflizioni li sconvolgano affinché riconoscano la loro impotenza e diventino umili, e a causa dell’umiltà ricevano lo Spirito santo. Con lo Spirito santo tutto diventa bello, gioioso, meraviglioso… Chi si fa umile è contento in ogni situazione, perché il Signore sarà la sua ricchezza e la sua felicità, e tutti gli uomini stupiranno per la bellezza della sua anima.

Tu dici che la tua vita è piena di sofferenza, ma io ti dirò, o meglio il Signore ti dice: «Umiliati e vedrai che tutte le tue sventure si trasformeranno in serenità», così che tu stesso, sbalordito, dirai: « Perché dunque prima mi torturavo così e mi affliggevo tanto? » Ma ora gioisci, perché ti sei umiliato e la grazia di Dio è venuta. Ora, anche se al mondo rimanessi solo tu povero, la gioia non ti abbandonerà, perché hai ricevuto nell’anima tua quella pace di cui il Signore ha detto: « Vi do la mia pace » (Gv 14,27). Così ad ogni anima umile il Signore dona la sua pace.

Publié dans:Bibbia: commenti alla Scrittura |on 17 juillet, 2008 |Pas de commentaires »

Madonna del Carmelo

Madonna del Carmelo dans immagini sacre

http://santiebeati.it/

Publié dans:immagini sacre |on 16 juillet, 2008 |Pas de commentaires »

Il Papa incontra alcuni esemplari di animali australiani

dal sito: 

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Il Papa incontra alcuni esemplari di animali australiani

A Kenthrust, ricevendo una decina di giovani operatori dello zoo di Sydney

SYDNEY, mercoledì, 16 luglio 2008 (ZENIT.org).- Benedetto XVI ha incontrato questo mercoledì alcuni ospiti speciali, tra cui un koala, un wallaby e altri animali australiani, al Kenthurst Study Centre.

Volevamo offrire al Santo Padre l’opportunità di vedere una parte della fauna australiana, e siamo stati entusiasti quando i nostri partner del Taronga Zoo si sono offerti di aiutarci, ha detto p. Mark Podesta, portavoce della GMG08.

Il Santo Padre ha affermato che voleva vedere alcuni dei nostri animali tipici, per cui siamo stati più che felici di offrirgli questa esperienza, ha rivelato.

Il sacerdote ha detto che lo staff dello zoo è stato molto professionale e ha mostrato grande amore nei confronti degli animali di cui si prende cura, tra un cui koala, un wallaby, un pitone, una lucertola, un coccodrillo e un echidna. Il Papa ha accarezzato gli animali e ha ringraziato la squadra del Taronga Zoo.Prima di incontrare gli animali, il Papa ha inviato il suo sms quotidiano:

Lo Spirito Santo ha dato agli Apostoli & dà a voi il potere di proclamare con coraggio che Cristo è risorto! BXVI ».

Intorno a Sydney, i pellegrini hanno ricevuto un vero trattamento australiano quando in più di 200 luoghi sono state offerte oltre 220.000 fette di pane con salsicce e salsa di pomodoro.L’ambasciatore della Giornata Mondiale della Giovent

ù Jared Crouch ha servito salsicce ai pellegrini all’Università di Notre Dame, Broadway.

Se le 220.000 fette di pane venissero allineate attraverserebbero il Sydney Harbour Bridge 21 volte.

Le catechesi di questo mercoledì si sono concentrate sulla chiamata a vivere nello Spirito Santo. Le isole Wallis e Fortuna, una delle Nazioni più piccole che partecipano alla GMG, sono state rappresentate dal Vescovo locale De Rasille, che ha parlato in francese nella parrocchia di St Joseph a Oyster Bay.

Per questo mercoledì sono previsti in tutta Sydney più di 150 eventi del Festival della Gioventù. Dalle 14.00 alle 22.00 sono state organizzate danze tradizionali di Figi, Samoa, Tonga, Polinesia e degli aborigeni australiani. La band cristiana italiana di heavy metal Metatrone si esibir

à al Tumbalong Park. Il sacerdote rapper del Bronx Stan Fortuna riunirà una grande folla nei suoi concerti alla Royal Hall of Industries, al Moore Park e a Bondi Beach.

Un grande raduno di cattolici italiani si svolgerà al Sydney Convention and Exhibition Centre e verrà trasmesso in Italia dalle 16.30 alle 18.30. All’evento parteciperà Richard Campbell, con esibizioni di Gary Pinto e dei Metatrone. Sarà presente anche l’ambasciatore italiano in Australia. Questo gioved

ì sarà il Super Holy Thursday: il Papa visiterà il santuario di Mary MacKillop e poi attraverserà il porto di Sydney in nave prima di ricevere il benvenuto a Barangaroo.

Il suo ultimo evento sarà un corteo ufficiale da Barangaroo alla Cattedrale di St Mary.

Per vedere il video di questa notizia: http://www.h2onews.org

Publié dans:JMJ - 2008 |on 16 juillet, 2008 |Pas de commentaires »

buona notte

buona notte dans immagini buon...notte, giorno

http://www.morguefile.com/archive/index.php?MORGUEFILE=cg5mfmq6hfehcircmuj8bevb27&search_log=true&terms=sunflower

Publié dans:immagini buon...notte, giorno |on 16 juillet, 2008 |Pas de commentaires »

c’è il testo del messaggio del Papa per la XXIII giornata mondiale della gioventù, metto il link

http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/messages/youth/documents/hf_ben-xvi_mes_20070720_youth_it.html

MESSAGGIO DI SUA SANTITÀ
BENEDETTO XVI
PER LA XXIII GIORNATA MONDIALE DELLA GIOVENTÙ

«Avrete forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi
e mi sarete testimoni» (At 1,8)

Publié dans:JMJ - 2008 |on 16 juillet, 2008 |Pas de commentaires »

« Nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare »

dal sito: 

http://www.levangileauquotidien.org/www/main.php?language=FR&localTime=07/16/2008#

Giovanni Taulero (circa 1300-1361), domenicano a Strasburgo
Omelia 29

« Nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare »

Ci è impossibile trovare i termini adatti per parlare della gloriosa Trinità, eppure bisogna comunque dire qualcosa su di essa… È assolutamente impossibile ad ogni intelligenza capire come l’ alta ed essenziale unità sia unità semplice riguardo all’essenza e triplice riguardo alle Persone, come le Persone si distinguono, come il Padre genera il Figlio, come il Figlio procede dal Padre pur dimorando in lui; e come, dalla conoscenza che esce da lui, sgorga un torrente di amore inesprimibile che è lo Spirito Santo; come queste effusioni meravigliose rifluiscono nell’ineffabile compiacenza che la Trinità ha di se stessa e nel piacere di cui la Trinità gode di se stessa e in una unità essenziale… È meglio sentire tutte queste cose che doverle esporre…

Questa Trinità, dobbiamo considerarla in noi stessi, accorgerci quanto siamo davvero fatti a sua immagine (Gen 1,26); troviamo infatti nell’animo, nel suo stato naturale, l’immagine propria di Dio, immagine vera, netta, pur non avendo tutta la nobiltà dell’oggetto che rappresenta. I dotti dicono che essa risiede nelle facoltà superiori dell’anima, nella memoria, nell’intelligenza, nella volontà… Altri maestri invece dicono, e tale opinione e di gran lunga superiore, che l’immagine della Trinità risiederebbe nel più intimo, nel più segreto, nel più profondo dell’animo… Sicuramente in questa intimità dell’animo il Padre genera il Figlio suo unigenito… Chi vuole gustare questo si volga al di dentro di sè, al di sopra delle immagini e di quanto gli è mai stato portato dal di fuori, e si immerga nel fondo del suo animo. La potenza del Padre allora lo raggiunge, e il Padre chiama l’uomo in lui mediante il Figlio suo unigenito, e come il Figlio nasce dal Padre e rifluisce nel Padre, così anche l’uomo, nel Figlio, nasce dal Padre e rifluisce nel Padre con il Figlio, divenendo una cosa sola con lui. Lo Spirito Santo si diffonde allora in una carità e in una gioia inesprimibili e traboccanti. Egli invade e penetra il fondo dell’uomo con i suoi doni diletti.

Publié dans:Bibbia: commenti alla Scrittura |on 16 juillet, 2008 |Pas de commentaires »
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