Archive pour le 27 juin, 2008

San Cirillo D’Alessandria (27 giugno mf)

San Cirillo D'Alessandria (27 giugno mf) dans immagini sacre

http://santiebeati.it/

Publié dans:immagini sacre |on 27 juin, 2008 |Pas de commentaires »

San Cirillo d’Alessandria Vescovo e dottore della Chiesa

dal sito:

http://www.santiebeati.it/dettaglio/27950

San Cirillo d’Alessandria Vescovo e dottore della Chiesa

27 giugno – Memoria Facoltativa 

Nato nel 370, dal 412 al 444 guidò con coraggio la Chiesa d’Egitto, impegnandosi in particolare nella lotta per l’ortodossia, in una delle epoche più difficili nella storia della Chiesa d’Oriente. Per la difesa dell’ortodossia, si oppose con vigore a Nestorio, che discuteva la maternità divina di Maria, e per questo sperimentò per qualche mese l’umiliazione del carcere. Al concilio di Efeso però le tesi di Nestorio furono sconfitte, grazie soprattutto agli sforzi di Cirillo che elaborò in quell’occasione una convincente teologia dell’Incarnazione. Il vescovo di Alessandria è anche ricordato come uno dei padri del culto mariano. Teologo profondo, egli fu al tempo stesso un vigile pastore d’anime come dimostrano numerose sue omelie di carattere pratico. Il culto della sua santità venne esteso a tutta la Chiesa latina sotto il pontificato di Leone XIII che gli accordò il titolo di «dottore». (Avvenire)

Etimologia: Cirillo = che ha forza, signore, dal greco

Emblema: Bastone pastorale

Martirologio Romano: San Cirillo, vescovo e dottore della Chiesa, che, eletto alla sede di Alessandria d’Egitto, mosso da singolare sollecitudine per l’integrità della fede cattolica, sostenne nel Concilio di Efeso i dogmi dell’unità e unicità della persona in Cristo e della divina maternità della Vergine Maria.
 

S. Cirillo, nato nel 370, dal 412 al 444, anno della morte, tenne fermamente in mano le redini della Chiesa d’Egitto, impegnandosi al tempo stesso in una delle epoche più difficili nella storia della Chiesa d’Oriente, nella lotta per l’ortodossia, in nome del papa S. Celestino. In questa fermezza al servizio della dottrina e nel coraggio dimostrato nella difesa della verità cattolica sta la santità del battagliero vescovo di Alessandria, anche se tardivamente riconosciuta, almeno in Occidente. Infatti, soltanto sotto il pontificato di Leone XIII il suo culto venne esteso a tutta la Chiesa latina, ed egli ebbe il titolo di « dottore ».
Per la difesa dell’ortodossia, contro l’errore di Nestorio, vescovo di Costantinopoli, egli rischiò di essere mandato in esilio e per qualche mese sperimentò l’umiliazione del carcere: « Noi, – scrisse – per la fede di Cristo, siamo pronti a subire tutto: le catene, il carcere, tutti gli incomodi della vita e la stessa morte ». Al concilio di Efeso, di cui Cirillo fu un protagonista, venne sconfitto il suo avversario Nestorio, che aveva sollevato una vera tempesta in seno alla Chiesa, mettendo in discussione la divina maternità di Maria.
Titolo di gloria per il vescovo di Alessandria fu di avere elaborato in questa occasione una autentica e limpida teologia dell’Incarnazione. « L’Emmanuele consta con certezza di due nature: di quella divina e di quella umana. Tuttavia il Signore Gesù è uno, unico vero figlio naturale di Dio, insieme Dio e uomo; non un uomo deificato, simile a quelli che per grazia sono resi partecipi della divina natura, ma Dio vero che per la nostra salvezza apparve nella forma umana ». Di particolare interesse è la quarta delle sette omelie pronunciate durante il concilio di Efeso, il celebre “Sermo in laudem Deiparae”. In questo importante esempio di predicazione mariana, che dà l’avvio a una ricca fioritura di letteratura in lode della Vergine, Cirillo celebra le grandezze divine della missione della Madonna, che è veramente Madre di Dio, per la parte che Ella ha avuto nella concezione e nel parto dell’umanità del Verbo fatto carne.
Controversista di classe, Cirillo riversò i fiumi della sua faconda oratoria. Teologo dallo sguardo acuto, egli fu al tempo stesso un vigile pastore d’anime. Infatti accanto alle trattazioni esclusivamente dottrinali abbiamo di lui 156 Omelie su S. Luca a carattere pastorale e pratico e le più note Lettere pastorali, espresse in 29 omelie pasquali.

Autore: Piero Bargellini 

Publié dans:Santi |on 27 juin, 2008 |Pas de commentaires »

Iniziato con la celebrazione del « Vespro ecumenico » il Triduo di preparazione all’apertura dell’Anno Paolino.

dal sito della radio vaticana:

http://www.oecumene.radiovaticana.org/it1/Articolo.asp?c=21486727/06/2008

Iniziato con la celebrazione del « Vespro ecumenico » il Triduo di preparazione all’apertura dell’Anno Paolino. La figura dell’Apostolo nel pensiero di p. Cesare Atuire

Il Triduo di preghiere nella Basilica Papale di San Paolo fuori le Mura, che sarà concluso dalla solenne apertura che Benedetto XVI farà sabato prossimo dell’Anno Paolino, ha avuto inizio ieri pomeriggio con la celebrazione di un “Vespro ecumenico”. Presieduto dall’Abate benedettino, padre Edmund Power, il rito ha riunito dinanzi al Sepolcro dell’Apostolo autorità ecclesiali e fedeli cattolici, ortodossi e protestanti. Ce ne parla Alessandro De Carolis:

Nel rivolgere ai presenti un caloroso saluto, il cardinale Walter Kasper, presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani, ha detto: “Quest’ Anno Paolino è un invito e una sfida a leggere e a meditare di nuovo le Lettere dell’Apostolo, ad approfondire la nostra conoscenza e il nostro amore per Cristo, a diventare come Paolo coraggiosi testimoni di Cristo, a diventare una fiaccola che dà luce e orientamento al mondo e un legame di unità fra i cristiani divisi, affinché siano segno e strumento di pace nel mondo e diventino una sola cosa perché il mondo creda. In questo senso, vi auguro un benedetto Anno Paolino che deve essere anche un anno ecumenico”. In precedenza, dopo aver ricordato che domenica scorsa aveva avuto la gioia di inaugurare l’Anno Paolino a Tarso – città dove San Paolo è nato duemila anni fa – il cardinale Kasper ha affermato: “Paolo era di casa nel mondo ebraico e greco, ha fatto il passo dall’Oriente all’Occidente, da Gerusalemme a Roma e come testimone di Cristo è il testimone dell’universalità di Cristo che trascende le culture e costituisce, fino ad oggi, un legame che unisce tutte le Chiese e tutta la cristianità. Lui è l’apostolo dell’unità di tutti i battezzati. Di più, fervido ebreo, Paolo ha dato testimonianza che ebrei e cristiani fanno parte dell’una ed unica alleanza di Dio e sono l’uno ed unico popolo di Dio. Lui è maestro dell’abbondante grazia di Dio per tutti gli uomini e intanto testimone dell’uguale dignità di ogni persona”.


Riflessioni condivise, nell’Omelia dei Vespri, dal metropolita Gennadios, arcivescovo ortodosso d’Italia e Malta, Esarca per l’Europa meridionale del Patriarcato ecumenico, che ha esaltato San Paolo come “predicatore della verità, angelo dell’amore, difensore dell’unità dei cristiani e fondatore del monachesimo” e ricordato che “ci ha lasciato lo spirito di amore, di libertà e di ecumenicità perché Cristo si formi in noi”. In particolare, ha parlato di “una visione ecumenica che abbia San Paolo come base e fondamento”, perché “la Chiesa non si fermi su discussioni accademiche ma giunga a sostanziali risultati”.


I Vespri sono stati animati dai Monaci benedettini dell’Abbazia, dalle comunità greco ortodossa, metodista valdese, episcopaliana, e da quella cattolica di San’Egidio. Antifone, salmi, intercessioni sono stati cantati in latino, greco, italiano. Un canto in onore dei Santi Pietro e Paolo è stato eseguito secondo la tradizione ortodossa eritrea in lingua giiz. Dopo la recita del “Padre Nostro”, il padre abate e i rappresentanti delle altre comunità cristiane, fra i quali il vescovo ortodosso bulgaro Tichon, si sono recati in processione dinanzi alla Tomba di San Paolo per la Confessio Paulina: ognuno di ha letto l’ »Inno alla Carità », il celebre brano paolino della prima Lettera ai Corinzi.

La Basilica di S. Paolo Fuori le Mura ma anche gli altri luoghi della presenza dell’Apostolo a Roma – come l’Abbazia delle Tre Fontane, che sorge sul luogo del martirio di San Paolo – si preparano ad accogliere le folle di pellegrini attese per questo anno giubilare. Al microfono di Luca Collodi, l’amministratore delegato dell’Opera romana pellegrinaggi, padre Cesare Atuire, si sofferma sui tratti salienti della complessa figura dell’Apostolo delle genti:

R. – Paolo è un entusiasta della fede. E’ una persona che, come noi, non ha conosciuto Gesù quando viveva sulla terra. Paolo ha incontrato il Risorto e sopratutto ha fatto un’esperienza molto particolare. Ha cominciato a perseguitare i cristiani e Gesù gli ha detto: « Perchè mi perseguiti? ». Vuol dire che la presenza di Gesù continua nei cristiani e, pertanto, Paolo dopo questa esperienza ha sentito una forza liberatrice ed è diventato un grande comunicatore di questa esperienza credo soprattutto in Occidente, dove abbiamo bisogno di riscoprire l’entusiasmo e la giovinezza della fede.


D. – Periodicamente, si torna a parlare della questione che Paolo sia il secondo « fondatore » del cristianesimo. Cosa ne pensa lei, padre Cesare?


R. – Paolo è stato il grande missionario della fede, perchè uno che ha macinato più di 14 mila chilometri in quel tempo è stato certamente una persona grande. Che Paolo sia stato il fondatore del cristianesimo non regge, perchè Paolo stesso nella Lettera ai Corinzi insiste quando parla delle esperienze dell’Eucarestia dicendo: « Io vi trasmetto quello che a mia volta ho ricevuto ». Non c’è poi evidenza che Paolo abbia creato una gerarchia. Per introdurre delle novità all’interno della fede – nella vicenda dei « gentili », i pagani convertiti – Paolo si è rivolto agli altri Apostoli per chiedere consiglio e ciò vuol dire che Paolo guardava al collegio apostolico per prendere le sue decisioni.


D. – Secondo lei, il pensiero di Paolo era già definito nella sua prima Lettera, che è abbastanza recente dopo la conversione?


R. – C’è un pensiero definito, ma anche in Paolo si coglie una evoluzione. Se uno prende le sue ultime Lettere, vede un Paolo molto più maturo, anche meno aggressivo nelle espressioni, vede uno che elabora molto. C’è da dire che l’esperienza di base di Paolo è la Risurrezione. Paolo prende da dove i Vangeli si sono fermati. Loro hanno raccontato dall’inizio della missione di Gesù fino alla morte e alla Risurrezione. Paolo prende la vita di Gesù ma soprattutto riflette attorno alla Risurrezione, e sulla Chiesa che nasce grazie alla Risurrezione e alla venuta dello Spirito Santo.

Publié dans:ANNO PAOLINO |on 27 juin, 2008 |Pas de commentaires »

buona notte

buona notte dans immagini buon...notte, giorno

http://www.flickr.com/

questi giorni fa molto caldo e non solo a Roma, così ho potuto fare delle foto solo vicino casa, non sono lontana dal Parco del Colle Oppio, anzi è il girdiano più vicino a me, così ho scattato questa foto, è una delle tante del Colosseo, ma io quando cammino li, mi sento felice

« Gesù stese la mano e lo toccò »

dal sito: 

http://www.levangileauquotidien.org/www/main.php?language=FR&localTime=06/27/2008#

Beata Teresa di Calcutta (1910-1997), fondatrice delle Suore Missionarie della Carità
A Simple Path

« Gesù stese la mano e lo toccò »

Ai nostri giorni, la malattia più terribile in occidente non è la tuberculosi o la lebbra, ma il fatto di sentirsi indesirabile, non amato e abbandonato. Sappiamo curare le malattie del corpo con la medicina, ma l’unico rimedio alla solitudine, allo smarrimento, alla disperazione, è l’amore. Molti muoiono sulla terra per mancanza di un pezzo di pane, ma più ancora, per mancanza di un po’ di amore. La povertà in occidente è un’altra specie di povertà ; non è soltanto una povertà di solitudine, ma anche di spiritualità. C’è una fame di amore come c’è una fame di Dio.

In te l’aiuto e il conforto

dal sito:

http://www.novena.it/preghiere/preghiere5.htm

In te l’aiuto e il conforto

Signore, nel momento della prova,
ora che il dolore e la trepidazione
gravano sul mio cuore,
guidami con la chiarezza della fede
a trovare in te l’aiuto e il conforto.

Lo Spirito Santo
mantenga in me la certezza
di essere tuo figlio
aiutandomi ad accettare tutto
dalla tua mano.
Persuadimi che tu, Padre,
disponi gli avvenimenti al mio bene,
rispettando la libertà umana.

Fa’, o Cristo,
che nella certezza del tuo amore
io trovi la risposta a quelle domande
che superano questo mistero umano.
Fa’ che senta
sulla mia strada dolorosa,
il tuo passo sicuro che non mi abbandona.

Credo in te, o Gesù,
perché sei la Verità.
Spero in te perché sei fedele.
Amo te, perché sei l’Amore.

CARD. GIOVANNI BATTISTA MONTINI

Publié dans:preghiere |on 27 juin, 2008 |Pas de commentaires »

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