Archive pour le 27 mai, 2008

non mi domandate dove si trova la fontana, non lo so, l’ho semplicemente « presa », bella vero? buona notte

non mi domandate dove si trova la fontana, non lo so, l'ho semplicemente

http://www.bigfoto.com/themes/fountains/

« Già al presente cento volte tanto »

dal sito: 

http://www.levangileauquotidien.org/www/main.php?language=FR&localTime=05/27/2008#

San Bernardo (1091-1153), monaco cistercense e dottore della Chiesa
Discorsi 37 sul Cantico dei Cantici

« Già al presente cento volte tanto »

«Seminate nella giustizia, dice il Signore, e raccoglierete la speranza della vita». Non vi rimanda nell’ultimo giorno, quando tutto vi sarà dato realmente e non più nella speranza; egli parla del presente. Certo, grande sarà la nostra gioia, infinita la nostra esultanza, quando comincerà la vita vera. Ma già la speranza di una tale gioia non può essere senza gioia. «Siate lieti nella speranza», dice l’apostolo Paolo (Rm 12,12). E Davide non dice che sarà nella gioia, bensì che vi è stato il giorno in cui ha sperato di entrare nella casa del Signore (Sal 121,1). Non possedeva ancora la vita, eppure aveva già mietuto la speranza della vita. E faceva l’esperienza della verità della Scrittura che dice che non soltanto la ricompensa ma anche «l’attesa dei giusti finirà in gioia» (Prv 10,28).Questa gioia è prodotta, nell’animo di chi ha seminato per la giustizia, dalla convinzione che i suoi peccati sono perdonati…

Chiunque tra voi, dopo gli inizi amari della conversione, ha la fortuna di vedersi alleggerito dalla speranza dei beni che attende… ha mietuto fin d’ora il frutto delle sue lacrime. Ha visto Dio e lo ha sentito dire: «Dategli del frutto delle sue mani» (Prv 31,31). Come colui che ha «gustato e visto quanto è soave il Signore» (Sal 33,9) non avrebbe veduto Dio? Il Signore Gesù sembra molto soave a chi riceve da lui non soltanto la remissione delle sue colpe, ma anche il dono della santità e, meglio ancora, la promessa della vita eterna. Beato chi ha già raccolto una così bella messe… Il profeta dice il vero: «Chi semina nelle lacrime mieterà con giubilo» (Sal 125,2)… Nessun profitto né onore terreno ci sembrerà superare la nostra speranza e questa gioia di sperare, ormai profondamente radicata nei nostri cuori: «La speranza non delude, perché l’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato» (Rm 5,5).

Mons. Gianfranco Ravasi : Isola verdeggiante

 

dal sito:

http://www.avvenire.it/

 

Mons. Gianfranco Ravasi

30/05/2006

ISOLA VERDEGGIANTE

 

Il nostro destino viaggia su un mare mai attraversato, dove le onde si susseguono in un gioco incessante di rimpiattino. È l’inquieto mare del mutamento. Al centro di questo mare travolgente, tra l’alba e la notte, Amore, tu sei l’isola verdeggiante dove il sole bacia l’ombra vaporosa, dove gli uccelli sono amanti che cantano il silenzio. In un’antologia di poesie d’amore del popolare poeta indiano Tagore, intitolata Hai colorato i miei pensieri e i miei sogni (Salani), trovo questi versi che vorrei dedicare a tutte quelle coppie che si uniscono in matrimonio in questo periodo, tradizionalmente scelto come tempo nuziale, anche per il nesso con la primavera che – come insegna il Cantico dei cantici – è per eccellenza la stagione dell’amore. Nella poesia citata c’è un’immagine che definisce l’amore e l’amato o l’amata: «Tu sei l’isola verdeggiante», posta «al centro del mare travolgente» del destino della vita. È, questo, un mare misterioso che non è possibile attraversare se non una sola volta. È, quindi, colmo di sorprese, di inquietudini, di rischi. Ma, a un certo momento, si ha la fortuna di intravedere un’«isola verdeggiante», il cui nome è Amore. Essa è avvolta in un sole dolce che non elide l’ombra ma la irradia, è una terra in cui il silenzio è canto armonioso. L’amore autentico, che non è solo incontro di corpi, di sensazioni e di interessi, ma è tenerezza e donazione, bellezza e abbandono, fascino e comunione, rivela proprio questa sua mirabile capacità. È un approdo sicuro in mezzo alle turbolenze della vita, è una luce che rischiara le perplessità e le preoccupazioni, è dialogo che conosce parole ma si nutre anche di silenzi. Proprio come fanno due innamorati che si guardano negli occhi.

Publié dans:CAR. GIANFRANCO RAVASI |on 27 mai, 2008 |Pas de commentaires »

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