Archive pour le 17 mai, 2008

deserto del Sahara, duna – buona notte

deserto del Sahara, duna - buona notte dans immagini buon...notte, giorno

http://www.immagini.net/

« È bello per noi stare qui »

dal sito:

http://www.levangileauquotidien.org/www/main.php?language=FR&localTime=05/17/2008#

Pietro il Venerabile (1092-1156), abate di Cluny
Discorso 1 sulla Trasfigurazione ; PL 189, 959

« È bello per noi stare qui »

«Il suo volto brillò come il sole» (Mt 17,2)… Rivestita della nube della carne, oggi la luce che illumina ogni uomo (Gv 1,9) risplende. Oggi essa glorifica questa stessa carne, la mostra deificata agli apostoli affinché gli apostoli la rivelino al mondo. E tu, città beata, godrai eternamente della contemplazione di questo Sole, quando «scenderai dal cielo, da Dio, pronta come una sposa adorna per il suo sposo» (Ap 21,2). Per te, questo Sole non tramonterà più; eternament se stesso, irradierà un mattino eterno. Questo Sole non sarà più velato da alcuna nuvola; risplendendo senza sosta, ti rallegrerà di una luce senza tramonto. Questo sole non abbaglierà più i tuoi occhi, bensì ti darà la forza di guardarlo e ti entusiasmerà con il suo splendore divino… «Non ci sarà più la morte, né lutto, né lamento, né affanno» (Ap 21,4) che possa oscurare il chiarore che Dio ti ha dato, perché, come è stato detto a Giovanni: «Le cose di prima sono passate».

Ecco il Sole di cui parla il profeta: «Il sole non sarà più la tua luce di giorno, né ti illuminerà più il chiarore della luna, ma il Signore sarà per te luce eterna, il tuo Dio sarà il tuo splendore» (Is 60,19). Ecco questa luce eterna che risplende per te sul volto del Signore. Odi la voce del Signore, contempli il suo volto splendente, e diventi come il sole. Infatti riconosciamo una persona dal suo volto, e riconoscerlo è come esserne illuminati. Quaggiù credi nella fede; lassù lo riconoscerai. Qui afferralo con l’intelligenza; là ne sarai afferrato. Qui vedi «come in uno specchio», là vedrai «faccia a faccia» (1 Cor 13,12)… Allora sarà compiuto il desiderio del profeta: «Su di noi faccia splendere il suo volto» (Sal 66,2)… In questa luce, ti rallegrerai senza fine; in questa luce, camminerai senza fatica. In questa luce, vedrai la luce eterna.

Mons. Gianfranco Ravasi : Gli scarti (2007)

dal sito: 

dal giornale « Avvenire », il « Mattutino di Gianfranco Ravasi »:

Mons. Gianfranco Ravasi

14/12/2007

gli scarti

È assurdo comportarsi secondo un’unica rigida regola su ciò che andrebbe conservato e su ciò che bisognerebbe scartare, perché il più della cultura moderna dipende proprio dagli scarti. Non c’è bisogno di toccare il tasto dolente, soprattutto nel nostro Mezzogiorno, riguardante il problema dei rifiuti. È indubbio, comunque, che siamo immersi in una società dei consumi e degli sprechi che genera un’abnorme massa di scarti, capaci di assediare proprio chi li produce rendendo la vita difficile. Ma la considerazione sopra desunta dallo scrittore inglese Oscar Wilde va in un’altra direzione e assegna un valore un po’ ironico e un po’ positivo allo «scarto», inteso in senso metafisico. Dicevo ironico, perché – secondo l’autore citato – la nostra società purtroppo si regge spesso su veri e propri cascami intellettuali, spirituali e umani: si va alla ricerca di ciò che una volta si buttava via senza tante storie, si pesca nel torbido e nello stravagante, si ama l’eccesso ignorando la sobrietà che è appunto eliminazione del superfluo e del vano. Ma l’annotazione di Wilde potrebbe persino avere una coloritura religiosa, se pensiamo all’atteggiamento di Cristo che ricorre agli «scarti» umani di peccatori, di poveri, di modesti lavoratori, di donne umiliate per costituire il suo ideale uditorio. San Paolo non esiterà a scrivere che «Dio ha scelto ciò che nel mondo è stolto per confondere i sapienti, ciò che debole per confondere i forti, ciò che è ignobile e disprezzato e ciò che è nulla per ridurre al nulla le cose che sono» (1 Corinzi 1, 27-28). Le selezioni degli spettacoli premiano i soliti dotati di bellezza esteriore e benessere, ma poveri di valori umani; il cristianesimo seleziona gli emarginati della società per trasformarli negli uomini e donne delle beatitudini.

Publié dans:CAR. GIANFRANCO RAVASI |on 17 mai, 2008 |Pas de commentaires »

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