Archive pour le 9 mai, 2008

buona notte

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Hygrocybe coccinea

http://www.ubcbotanicalgarden.org/potd/2006/10/

« Signore tu sai tutto ; tu sai che ti voglio bene »

dal sito EAQ: 

Sant’Agostino (354-430), vescovo d’Ippona (Africa del Nord) e dottore della Chiesa
Disorso Guelferbytanus 16, 1; PLS 2, 579

« Signore tu sai tutto ; tu sai che ti voglio bene »

Il Signore, dopo la sua risurrezione, si presenta di nuovo ai suoi discepoli. Interroga l’apostolo Pietro, costringe a confessare il suo amore, colui che, dalla paura, lo aveva rinnegato tre volte. Cristo è risuscitato secondo la carne, e Pietro secondo lo spirito. Così come Cristo è morto soffrendo, Pietro è morto rinnegando. Il Signore Cristo, essendo risuscitato dai morti, ha risuscitato Pietro grazie all’amore che egli nutriva per lui. Ha interrogato l’amore di colui che ora lo confessava, e ha affidato a lui il suo gregge.

Quale vantaggio procura a Cristo il fatto che Pietro lo ami ? Se Cristo ti ama, il profitto è per te, non per Cristo. Se tu ami Cristo, il profitto è ancora per te, non per lui. Tuttavia, il Signore volendo mostrarci come occorra che gli uomini gli diano una prova del loro amore, ce lo rivela chiaramente : amando le sue pecore.

« Simone di Giovanni, mi vuoi bene ? – ti voglio bene. – Pasci le mie pecorelle. » E questo una volta, due volte, tre volte. Pietro non dice altro che il suo amore. Il Signore non gli chiede altro che il suo amore ; non gli affida altro che le sue pecore. Amiamoci dunque gli uni gli altri, e ameremo Cristo.

Mons. Gianfranco Ravasi : La riva di fronte

dal sito:

http://www.avvenire.it/

MONS. GIANFRANCO RAVASI – 23/05/2004

LA RIVA DI FRONTE

Ti ho visto sulla riva di fronte: come fare per venire fino a Te? I venti hanno strappato le mie vele, le onde hanno consumato i remi del mio naviglio. Come gettare ponti? Su quali pilastri costruirli? Ti ho udito » ecco la Tua voce, è nel fruscio dell’acqua » E io, prigioniero della riva dove sono, aspiro a venire a Te. Potrei farlo attraversando l’acqua ma a ogni passo rischio di annegare. Tendi le tue braccia verso di me » Sì, nell’ascensione Cristo sembra essere sull’altra riva, quella dell’eternità e dell’infinito. Irraggiungibile: non è, infatti, possibile gettare ponti tra la nostra e quella riva. Eppure una soluzione è possibile. Ce la ricorda in questa preghiera Georges Kerbaj, un monaco maronita libanese, nel volumetto Il mio passaggio a Te (ed. Messaggero, Padova), una bella e intensa raccolta orante. Sulla scia dell’episodio evangelico del Cristo che cammina sulle acque e va incontro a Pietro esitante, noi tentiamo di avviarci verso il mistero che sta al di là delle nostre sponde terrene. E’ quell’itinerario che si compie ora nella fede e che un giorno, alla nostra morte, si attuerà nella visione diretta. Sarà, infatti, Cristo stesso, che ha già varcato quello spazio uscendo dalla morte, a venirci incontro, a prenderci per mano, a impedire che la nostra esistenza affondi nel gorgo del nulla. Allora egli si mostrerà « a faccia a faccia » e non più «come in uno specchio, in maniera confusa» (1 Corinzi 13, 12). Questa è, dunque, una giornata di speranza: dalla nostra riva guardiamo verso quella meta lontana e luminosa e non disperiamo di poterla un giorno anche noi raggiungere. A quel punto, come diceva s. Paolo, «saremo sempre col Signore».

Publié dans:CAR. GIANFRANCO RAVASI |on 9 mai, 2008 |Pas de commentaires »

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