Archive pour le 5 mai, 2008

Ascensione del Signore

Ascensione del Signore dans immagini sacre

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DOMENICA 4 APRILE – ASCENSIONE DEL SIGNORE – SANT’AGOSTINO

DOMENICA 4 APRILE – ASCENSIONE DEL SIGNORE

ufficio delle letture

Seconda Lettura
Dai «Discorsi» di sant’Agostino, vescovo
(Disc. sull’Ascensione del Signore, ed. A. Mai, 98, 1-2; PLS 2, 494-495)

Oggi nostro Signore Gesù Cristo è asceso al cielo. Con lui salga pure il nostro cuore.
Ascoltiamo l’apostolo Paolo che proclama: «Se siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove si trova Cristo assiso alla destra di Dio. Pensate alle cose di lassù, non a quelle della terra» (Col 3, 1-2). Come egli è asceso e non si è allontanato da noi, così anche noi già siamo lassù con lui, benché nel nostro corpo non si sia ancora avverato ciò che ci è promesso.
Cristo è ormai esaltato al di sopra dei cieli, ma soffre qui in terra tutte le tribolazioni che noi sopportiamo come sue membra. Di questo diede assicurazione facendo sentire quel grido: «Saulo, Saulo, perché mi perseguiti?» (At 9, 4). E così pure: «Io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare»(Mt 25, 35).
Perché allora anche noi non fatichiamo su questa terra, in maniera da riposare già con Cristo in cielo, noi che siamo uniti al nostro Salvatore attraverso la fede, la speranza e la carità? Cristo, infatti, pur trovandosi lassù, resta ancora con noi. E noi, similmente, pur dimorando quaggiù, siamo già con lui. E Cristo può assumere questo comportamento in forza della sua divinità e onnipotenza. A noi, invece, è possibile, non perché siamo esseri divini, ma per l’amore che nutriamo per lui. Egli non abbandonò il cielo, discendendo fino a noi; e nemmeno si è allontanato da noi, quando di nuovo è salito al cielo. Infatti egli stesso dà testimonianza di trovarsi lassù mentre era qui in terra: Nessuno è mai salito al cielo fuorché colui che è disceso dal cielo, il Figlio dell’uomo, che è in cielo (cfr. Gv 3, 13).
Questa affermazione fu pronunciata per sottolineare l’unità tra lui nostro capo e noi suo corpo. Quindi nessuno può compiere un simile atto se non Cristo, perché anche noi siamo lui, per il fatto che egli è il Figlio dell’uomo per noi, e noi siamo figli di Dio per lui.
Così si esprime l’Apostolo parlando di questa realtà: «Come infatti il corpo, pur essendo uno, ha molte membra e tutte le membra, pur essendo molte, sono un corpo solo, così anche Cristo» (1 Cor 12,12). L’Apostolo non dice: «Così Cristo», ma sottolinea: «Così anche Cristo». Cristo dunque ha molte membra, ma un solo corpo.
Perciò egli è disceso dal cielo per la sua misericordia e non è salito se non lui, mentre noi unicamente per grazia siamo saliti in lui. E così non discese se non Cristo e non è salito se non Cristo. Questo non perché la dignità del capo sia confusa nel corpo, ma perché l’unità del corpo non sia separata dal capo.

Publié dans:liturgia, Sant'Agostino |on 5 mai, 2008 |Pas de commentaires »

GLI SCIENZIATI HANNO PORTATO ALLA LUCE IL PIÙ ANTICO TRA GLI ALFABETI EBRAICI CONOSCIUTI

dal sito:

http://198.62.75.4/www1/ofm/sbf/taccuino/pagine/20051111/alfabeto.html

GLI SCIENZIATI HANNO PORTATO ALLA LUCE IL PIÙ ANTICO TRA GLI ALFABETI EBRAICI CONOSCIUTI

GLI SCIENZIATI HANNO PORTATO ALLA LUCE IL PIÙ ANTICO TRA GLI ALFABETI EBRAICI CONOSCIUTI dans ebraismo Image177

Nel decimo secolo a.C., nella regione collinare meridionale di Gerusalemme, uno scrivano intagliò il suo ABC su una pietra di calcare – realmente le sue aleph-beth-gimel, dal momento che la serie di lettere sembra essere una prima resa dell’emergente alfabeto ebraico.

Gli archeologi, che stavano scavando a luglio nel sito di Tel Zayit, hanno trovato la pietra con le iscrizioni nella parete di un’antica costruzione. Dopo un’analisi delle ceramiche connesse e della posizione della parete negli strati delle rovine, gli scopritori hanno concluso che questo era lo specimen più antico conosciuto dell’alfabeto ebraico ed un punto di riferimento importante nella storia della scrittura.

Se gli scopritori hanno ragione, la pietra porta il più antico esempio di un abbecedario datato con attendibilità – le lettere dell’alfabeto sono scritte dall’inizio alla fine nella loro successione tradizionale. Diversi studiosi che hanno esaminato l’iscrizione tendono a sostenere questo punto di vista.

Gli esperti in scrittura antica hanno affermato che il ritrovamento ha dimostrato che in questa fase l’alfabeto ebraico era ancora in una condizione di transizione rispetto alle sue radici fenicie, ma un ebraico riconoscibile. I fenici vissero lungo la costa a nord di Israele, nell’odierno Libano, e sono considerati gli artefici della scrittura alfabetica, parecchi secoli prima.

La scoperta della pietra di Tel Zayit sarà resa pubblica nei particolari la settimana prossima ai congressi di Filadelfia, ma ne ha riferito in interviste Ron Tappy, l’archeologo del Pittsburgh Theological Seminary in Pensilvania, che ha diretto gli scavi.

« Tutti i successivi alfabeti del mondo antico, compreso quello greco, derivano da questo antenato a Tel Zayit, » ha dichiarato.

La ricerca è sostenuta da un anonimo benefattore del seminario presbiteriano affiliato, che ha una lunga storia in scavi archeologici sul campo e che non ha imposto, come Tappy ha precisato, rivendicazioni ideologiche o politiche ai ricercatori. Il progetto è inoltre condotto in collaborazione con l’American Schools of Oriental Research e il W.F. Albright Institute for Archaeological Research di Gerusalemme.

Frank Moore Cross Jr., un esperto di iscrizioni ebraiche antiche di Harvard, non coinvolto nella ricerca, ha affermato che l’iscrizione « è un alfabeto ebraico molto antico, forse il più antico, e le lettere che ho studiate sono ciò che mi sarei aspettato di trovare nel decimo secolo » prima di Cristo.

P. Kyle McCarter Jr., un’autorità nel campo della scrittura antica medio-orientale all’università Johns Hopkins di Baltimora, è stato un po’ più cauto, descrivendo l’iscrizione come « un tipo fenicio d’alfabeto adattato. » Ma ha aggiunto: « Credo che sia proto-Ebraico, ma non posso provarlo con certezza. »

Lawrence Stager, un archeologo di Harvard impegnato in altri scavi in Israele, ha detto che gli stili delle ceramiche del sito « si adattano perfettamente con il decimo secolo, il che rende questa iscrizione straordinariamente rara. » Tuttavia ha aggiunto che sarebbe necessaria una più estesa datazione con il radiocarbonio per stabilire la cronologia del sito.

La pietra di Tel Zayit è stata scoperta in un sito di più di tre ettari, o otto acri, nella regione dell’antico regno di Giuda, a sud di Gerusalemme e a ventinove chilometri, o diciotto miglia all’interno di Ashkelon, un antico porto filisteo.

Le due linee di lettere incise, a quanto pare i 22 simboli dell’alfabeto ebraico, si trovavano su una faccia della pietra. Nell’altra parte è intagliata una cavità concava, che lascia intendere che la pietra fu un contenitore per bere in rituali di culto, secondo il parere di Tappy. La pietra, ha aggiunto, potrebbe essere stata incastonata nella parete a motivo dell’antica credenza nella forza magica dell’alfabeto nel respingere il male.

In uno studio approfondito sull’alfabeto McCarter ha notato che le lettere a base fenicia « stavano cominciando a mostrare le loro proprie caratteristiche. » Il simbolo fenicio per ciò che è equivalente a K è un tridente a tre tratti; nell’iscrizione di transizione, il tratto destro è prolungato, cominciando ad assomigliare a una K a rovescio.

L’iscrizione è stata trovata nel contesto di una considerevole rete di costruzioni nel sito, il che ha condotto Tappy a suggerire che Tel Zayit fu probabilmente un’importante città di confine fondata da un regno israelita in espansione con sede a Gerusalemme.

Una città di confine di tali dimensioni e cultura, osserva Tappy, fa pensare a una burocrazia centralizzata, a una leadership politica e a un livello letterario che sembrano dare sostegno alla rappresentazione biblica del regno unificato di Davide e di Salomone nel decimo secolo a.C. « Ciò ci pone proprio al centro della disputa riguardante se, in quel secolo, accadde qualcosa di importante in Israele, » afferma Stager.

Una rumorosa minoranza di studiosi obietta che l’immagine del decimo secolo a.C. offerta dalla Bibbia, come età aurea nella storia israelitica, non è sostenibile.

Adattamento di R.P.

Fonte: John Noble Wilford, Scientists unearth earliest known Hebrew ABCs, International Herald Tribune

Altri articoli (con fotografie):
The oldest Hebrew alphabet?,

Language Log
A Is for Ancient, Describing an Alphabet Found Near Jerusalem,
The New York Times

Publié dans:ebraismo |on 5 mai, 2008 |Pas de commentaires »

buona notte (risveglio!!!!)

buona notte (risveglio!!!!) dans immagini buon...notte, giorno baby-alligators-nest-johns-492927-ga

Hatchling Alligators, Big Cypress Swamp, Florida, 1994
Photograph by Chris Johns

Hatchling alligators break free of their shells in Big Cypress Swamp in the Florida Everglades. Babies who have trouble emerging get a surprisingly delicate assist from the tooth-lined jaws of their mother.

(Photo shot on assignment for, but not published in, « Everglades: Dying for Help, » April 1994, National Geographic magazine)

http://photography.nationalgeographic.com/photography/photo-of-the-day/baby-alligators-nest-johns.html

« Vi ho detto queste cose perché abbiate pace in me »

dal sito: 

http://www.levangileauquotidien.org/www/main.php?language=FR&localTime=05/05/2008#

San Silvano (1886-1938), monaco ortodosso
Scritti

« Vi ho detto queste cose perché abbiate pace in me »

Non ha detto forse il Signore stesso : « Il Regno di Dio è in mezzo a voi ? » (Lc 17,21). Adesso comincia la vita eterna… Vi prego fratelli miei, fatene la prova ! Se qualcuno vi offende, vi calunnia, vi toglie ciò che è vostro, persino se questi è un persecutore della santa Chiesa, pregate Dio e dite : « Signore, tutti siamo le tue creature, abbi pietà dei tuoi servi e porta il loro cuore alla penitenza ». Allora sentirai la grazia nel tuo animo. Certo, all’inizio devi sforzarti di amare i tuoi nemici ; ma il Signore vedendo la tua bontà ti aiuterà in ogni cosa e l’esperienza stessa ti indicherà la strada. Chi invece medita cattivi pensieri contro i suoi nemici, non può possedere l’amore, e quindi conoscere Dio.

Non essere mai violento con tuo fratello; non giudicarlo mai; ma convincilo nella dolcezza e nell’amore. La superbia e la durezza tolgono la pace. Ama dunque chi non ti ama e prega per lui; allora la pace non sarà turbata.

Cromazio di Aquileia: La preghiera del Padre nostro

dal sito:

http://www.novena.it/padri/29.htm

Cromazio di Aquileia, Sermone 40,2

La preghiera del Padre nostro

«Padre nostro che sei nei cieli» (Mt 6,9).

È un’espressione di libertà, colma di fiducia.

Dunque, dovete avere questa condotta di vita, per poter essere figli di Dio e fratelli di Cristo. Infatti, chi oserà chiamare temerariamente Dio suo Padre, se trasgredisce la sua volontà?

Di conseguenza, carissimi, mostratevi degni dell’adozione divina, poiché sta scritto: « A quanti hanno creduto in lui, ha dato il potere di diventare figli di Dio»
(Gv 1,12).

«Sia santificato il tuo nome» (Mt 6,9):

non perché Dio venga santificato con le nostre preghiere, lui che è sempre santo, bensì chiediamo che il suo nome sia santificato in noi, affinché mentre veniamo santificati nel suo battesimo, siamo perseveranti in ciò che abbiamo iniziato a essere.

« E rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori »

Il significato di questo insegnamento è che noi non possiamo ottenere il perdono dei peccati se prima non perdoniamo coloro che hanno commesso una colpa contro di noi, in conformità a quanto il Signore dice nel Vangelo: « Se non perdonerete agli uomini le loro colpe, neppure il Padre vostro perdonerà agli uomini le vostre colpe» (Mt 6,15).

«E non indurci in tentazione»:

non permettere che siamo ingannati da colui che ci tenta, dall’autore della perversità. Dice, infatti, la Scrittura: «Dio non può essere tentato dal male» (Gc 1,13). Il diavolo, invece, è il tentatore; e per poterlo sconfiggere il Signore dice: «Vigilate e pregate per non cadere in tentazione » (Mt 26,41).

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