Archive pour le 4 mai, 2008

buona notte

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http://www.geocities.com/charneski/mark/page6/marks6.htm

La nostra vita « ormai nascosta con Cristo in Dio » (Col 3,3)

dal sito:

http://www.levangileauquotidien.org/www/main.php?language=FR&localTime=05/04/2008#

Cardinal John Henry Newman (1801-1890), sacerdote, fondatore di una comunità religiosa, teologo
Lectures on Justification, n° 9,9

La nostra vita « ormai nascosta con Cristo in Dio » (Col 3,3)

Cristo che aveva promesso di fare dei suoi discepoli una cosa sola in Dio insieme a lui, che aveva promesso che saremmo stati in Dio e Dio in noi, ha realizzato questa promessa. In un modo misterioso ha compiuto per noi questa grande opera, questo privilegio stupendo. E sembra che l’abbia compiuto proprio salendo al Padre, che la sua ascensione corporea sia stata la sua discesa spirituale, che la sua assunzione della nostra natura in Dio sia stata allo stesso tempo la discesa di Dio fino a noi. Potremmo dire che ci ha veramente, benché in modo nascosto, portati fino a Dio, e che ha condotto Dio fino a noi, secondo il punto di vista che adottiamo.

Così dunque, quando san Paolo dice che «la nostra vita è ormai nascosta con Cristo in Dio» (Col 3,3) possiamo intendere che vuole dire che il nostro principio di esistenza non è più un principio mortale e terreno, tale quello di Adamo dopo la caduta, bensì che siamo battezzati e nascosti nuovamente nella gloria di Dio, in questa pura luce della sua presenza che avevamo persa durante la caduta di Adamo. Siamo creati nuovamente, trasformati, spiritualizzati, glorificati nella natura divina. Attraverso Cristo riceviamo come attraverso un canale, la vera presenza di Dio, dentro di noi e fuori di noi; siamo impregnati di santità e di immortalità.

E questa è la nostra giustificazione: la nostra salità mediante Cristo fino a Dio o la discesa di Dio mediante Cristo fino a noi, possiamo dirlo in un senso o nell’altro… Siamo in lui e lui in noi; Cristo è «il solo mediatore» (1 Tm 2,5), «La Via, la verità e la vita» (Gv 14,6), unendo il cielo e la terra. Questa è la nostra vera giustificazione – non soltanto il perdono o il favore, non soltanto una santificazione interiore – bensì proprio l’abitazione in noi del nostro Signore glorificato. Questo è il grande dono di Dio.

DANTE ALIGHIERI: GUIDO , IO VORREI CHE TU LAPO ED IO..

du site:

http://balbruno.altervista.org/index-181.html

DANTE ALIGHIERI:

GUIDO , IO VORREI CHE TU LAPO ED IO..

La prima parte del sonetto è incentrata sull’amicizia e circoscrive un universo esclusivamente maschile ; nella seconda entra l’amore e compaiono le donne amate dai poeti.Si mantiene , però, la distinzione: la vera comunione è fra i tre amici, le donne costituiscono un altro schieramento.

La compagnia è più forte della coppia , il senso di solidarietà maschile vince il senso d’intimità amorosa, com’è ribadito dal finale « noi », che raggruppa Dante , Lapo e Guido ( contrapposto a « loro » che identifica le tre donne).

Nel tema del desiderio, che si attualizza nel sogno , si sottolinea una comunione d’intenti: Dante parte da un desiderio individuale,  » vorrei » , che poi si estende ai due amici, « voler vostro e mio  » , sino a fondersi in un’unica volontà, in « un talento », destinata ad accrescersi,  » crescesse ‘l desio » .

Nel sonetto compaiono elementi fiabeschi che richiamano la lirica provenzale « la magia  » , »il vascello incantato » ,  » il mago benefico (Merlino) » .E’ di un certo interesse la frase « io vorrei » presente nella prima strofa , ma che si sottindende comunque ripetutamente nelle altre.

Guido, i’ vorrei che tu e Lapo ed io
fossimo presi per incantamento,
e messi in un vasel ch’ad ogni vento
per mare andasse al voler vostro e mio,

sì che fortuna od altro tempo rio
non ci potesse dare impedimento,
anzi, vivendo sempre in un talento,
di stare insieme crescesse ’l disio1.

E monna Vanna e monna Lagia poi
con quella ch’è sul numer de le trenta
con noi ponesse il buono incantatore2:

e quivi ragionar sempre d’amore,
e ciascuna di lor fosse contenta,
sì come i’ credo che saremmo noi3.

Publié dans:letteratura |on 4 mai, 2008 |Pas de commentaires »

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