Archive pour avril, 2008

La preghiera è luce per l’anima

dal sito: 

http://www.novena.it/padri/35.htm

Dalle « Omelie » di san Giovanni Crisostomo, vescovo (Om. 6 sulla preghiera; PG 64, 462-466)i Crisostomo, vescovo (Om. 6 sulla preghiera; PG 64, 462-466)

La preghiera è luce per l’anima

« La preghiera, o dialogo con Dio,

è un bene sommo. È, infatti, una comunione intima con Dio. Come gli occhi del corpo vedendo la luce ne sono rischiarati, così anche l’anima che è tesa verso Dio viene illuminata dalla luce ineffabile della preghiera. Deve essere, però, una preghiera non fatta per abitudine, ma che proceda dal cuore.
Non deve essere circoscritta a determinati tempi od ore, ma fiorire continuamente, notte e giorno.

Non bisogna infatti innalzare il nostro animo a Dio solamente quando attendiamo con tutto lo spirito alla preghiera. Occorre che, anche quando siamo occupati in altre faccende, sia nella cura verso i poveri, sia nelle altre attività, impreziosite magari dalla generosità verso il prossimo, abbiamo il desiderio e il ricordo di Dio, perché, insaporito dall’amore divino, come da sale, tutto diventi cibo gustosissimo al Signore dell’universo. Possiamo godere continuamente di questo vantaggio, anzi per tutta la vita, se a questo tipo di preghiera dedichiamo il più possibile del nostro tempo.

La preghiera è luce dell’anima, vera conoscenza di Dio, mediatrice tra Dio e l’uomo. L’anima, elevata per mezzo suo in alto fino al cielo, abbraccia il Signore con amplessi ineffabili. Come il bambino, che piangendo grida alla madre, l’anima cerca ardentemente il latte divino, brama che i propri desideri vengano esauditi e riceve doni superiori ad ogni essere visibile.

La preghiera funge da augusta messaggera dinanzi a Dio, e nel medesimo tempo rende felice l’anima perché appaga le sue aspirazioni. Parlo, però, della preghiera autentica e non delle sole parole.

Essa è un desiderare Dio, un amore ineffabile che non proviene dagli uomini, ma è prodotto dalla grazia divina. Di essa l’Apostolo dice: Non sappiamo pregare come si conviene, ma lo Spirito stesso intercede per noi con gemiti inesprimibili (cfr. Rm 8, 26b). Se il Signore dà a qualcuno tale modo di pregare, è una ricchezza da valorizzare, è un cibo celeste che sazia l’anima; chi l’ha gustato si accende di desiderio celeste per il Signore, come di un fuoco ardentissimo che infiamma la sua anima.

Abbellisci la tua casa di modestia e umiltà mediante la pratica della preghiera. Rendi splendida la tua abitazione con la luce della giustizia; orna le sue pareti con le opere buone come di una patina di oro puro e al posto dei muri e delle pietre preziose colloca la fede e la soprannaturale magnanimità, ponendo sopra ogni cosa, in alto sul fastigio, la preghiera a decoro di tutto il complesso. Così prepari per il Signore una degna dimora, così lo accogli in splendida reggia. Egli ti concederà di trasformare la tua anima in tempio della sua presenza. »

Dalle « Omelie » di san Giovanni Crisostomo, vescovo (Om. 6 sulla preghiera; PG 64, 462-466)

Crucifix from Limoges

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Crucifix from Limoges Images of Religious and Theological Iconography Vanderbilt University, Divinity Library Nashville,

http://www.artbible.net/3JC/-Mat-27,32_Crucifixion/index.html

Publié dans:immagini sacre |on 23 avril, 2008 |Pas de commentaires »

Sant’Agostino: Amore, altro nome di Dio

dal sito: 

http://www.sant-agostino.it/varie/pasqua/pasqua.htm

Dal « Commento alla Prima Lettera di S. Giovanni » di sant’Agostino, vescovo (In Io. Ep. tr. 7, 10)

Amore, l’altro nome di Dio

Se vuoi vedere Dio, hai a disposizione l’idea giusta: Dio è amore

. Quale volto ha l’amore? quale forma, quale statura, quali piedi, quali mani? Nessuno lo può dire. Esso tuttavia ha i piedi, che conducono alla Chiesa; ha le mani, che donano ai poveri; ha gli occhi, coi quali si viene a conoscere colui che è nel bisogno; dice il salmo: Beato colui che pensa al povero ed all’indigente (Sal 40, 2). La carità ha orecchie e ne parla il Signore: Colui che ha orecchie da intendere, intenda (Lc 8, 8). Queste varie membra non si trovano separate in luoghi diversi, ma chi ha la carità vede con la mente il tutto e allo stesso tempo. Tu dunque abita nella carità ed essa abiterà in te; resta in essa ed essa resterà in te. È mai possibile, o fratelli, che uno ami ciò che non vede? Perché allora, quando si fa la lode della carità, vi sollevate in piedi, acclamate, date lodi? Che cosa vi ho mostrato? Vi ho forse mostrato alcuni colori? Vi ho messo innanzi oro e argento? Vi ho sottoposto delle gemme tolte da un tesoro? Che cosa di grande ho mostrato ai vostri occhi? Forse che il mio volto nel parlarvi si è mutato? Io sono qui in carne ed ossa, sono qui nella stessa forma in cui ho fatto il mio ingresso; anche voi siete qui nella stessa forma in cui siete venuti. Ma si fa la lode della carità e uscite in acclamazioni. Certamente i vostri occhi non vedono nulla. Ma come essa vi piace quando la lodate, così vi piaccia di conservarla nel cuore. Capite, o fratelli, ciò, che voglio dire: io vi esorto, per quanto il Signore lo concede, a procurarvi un grande tesoro. [...] A voi vien fatto lelogio dellacarità. Se essa vi piace, abbiatela, possedetela; non è necessario che facciate un furto a qualcuno, non è necessario che pensiate di comprarla. Essa è gratuita. Tenetela, abbracciatela: niente è più dolce di essa. Se di tal pregio essa è quando viene presentata a voce, quale sarà il suo pregio quando è posseduta?

Publié dans:Sant'Agostino |on 23 avril, 2008 |Pas de commentaires »

Dalla «Lettera a Diogneto»

MERCOLEDÌ 23 APRILE 2008 

UFFICIO DELLE LETTURE

Seconda Lettura
Dalla «Lettera a Diogneto»
I cristiani nel mondo

I cristiani non si differenziano dal resto degli uomini né per territorio, né per lingua, né per consuetudini di vita. Infatti non abitano città particolari, né usano di un qualche strano linguaggio, né conducono uno speciale genere di vita. La loro dottrina non è stata inventata per riflessione e indagine di uomini amanti delle novità, né essi si appoggiano, come taluni, sopra un sistema filosofico umano.
Abitano in città sia greche che barbare, come capita, e pur seguendo nel vestito, nel vitto e nel resto della vita le usanze del luogo, si propongono una forma di vita meravigliosa e, per ammissione di tutti, incredibile. Abitano ciascuno la loro patria, ma come forestieri; partecipano a tutte le attività di buoni cittadini e accettano tutti gli oneri come ospiti di passaggio. Ogni terra straniera è patria per loro, mentre ogni patria è per essi terra straniera. Come tutti gli altri si sposano e hanno figli, ma non espongono i loro bambini. Hanno in comune la mensa, ma non il talamo.
Vivono nella carne, ma non secondo la carne. Trascorrono la loro vita sulla terra, ma la loro cittadinanza è quella del cielo. Obbediscono alle leggi stabilite, ma, con il loro modo di vivere, sono superiori alle leggi.
Amano tutti e da tutti sono perseguitati. Sono sconosciuti eppure condannati. Sono mandati a morte, ma con questo ricevono la vita. Sono poveri, ma arricchiscono molti. Mancano di ogni cosa, ma trovano tutto in sovrabbondanza. Sono disprezzati, ma nel disprezzo trovano la loro gloria. Sono colpiti nella fama e intanto si rende testimonianza alla loro giustizia.
Sono ingiuriati e benedicono, sono trattati ignominiosamente e ricambiano con l’onore. Pur facendo il bene, sono puniti come malfattori; e quando sono puniti si rallegrano, quasi si desse loro la vita. I giudei fanno loro guerra, come a gente straniera, e i pagani li perseguitano. Ma quanti li odiano non sanno dire il motivo della loro inimicizia.
In una parola i cristiani sono nel mondo quello che è l’anima nel corpo. L’anima si trova in tutte le membra del corpo e anche i cristiani sono sparsi nelle città del mondo. L’anima abita nel corpo, ma non proviene dal corpo. Anche i cristiani abitano in questo mondo, ma non sono del mondo. L’anima invisibile è racchiusa in un corpo visibile, anche i cristiani si vedono abitare nel mondo, ma il loro vero culto a Dio rimane invisibile.
La carne, pur non avendo ricevuto ingiustizia alcuna, si accanisce con odio e muove guerra all’anima, perché questa le impedisce di godere dei piaceri sensuali; così anche il mondo odia i cristiani pur non avendo ricevuto ingiuria alcuna, solo perché questi si oppongono al male.
Sebbene ne sia odiata, l’anima ama la carne e le sue membra, così anche i cristiani amano coloro che li odiano. L’anima è rinchiusa nel corpo, ma essa a sua volta sorregge il corpo. Anche i cristiani sono trattenuti nel mondo come in una prigione, ma sono essi che sorreggono il mondo. L’anima immortale abita in una tenda mortale, così anche i cristiani sono come dei pellegrini in viaggio tra cose corruttibili, ma aspettano l’incorruttibilità celeste.
L’anima, maltrattata nei cibi e nelle bevande, diventa migliore. Così anche i cristiani, esposti ai supplizi, crescono di numero ogni giorno. Dio li ha messi in un posto così nobile, che non è loro lecito abbandonare.

Publié dans:Padri Apostolici |on 23 avril, 2008 |Pas de commentaires »

buona notte

buona notte dans immagini buon...notte, giorno androcymbium_palaestinum2

Androcymbium palaestinum

http://www.ubcbotanicalgarden.org/potd/

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« Io sono la vite, voi i tralci »

dal sito: 

http://www.levangileauquotidien.org/www/main.php?language=FR&localTime=04/23/2008#

Santa Teresa Benedetta della Croce [Edith Stein] (1891-1942), carmelitana, martire, compatrona d’Europa
La donna e il suo destino, raccolto di sei conferenze

« Io sono la vite, voi i tralci »

Per quanto riguarda la Chiesa, la concezione più accessibile al pensiero umano e quella di una comunità di credenti. Chiunque crede in Gesù Cristo e nel suo Vangelo e spera nell’adempimento delle sue promesse, chiunque gli è unito con un legame di amore e obbedisce ai suo comandamenti, deve essere unito a quanti condividono lo stesso spirito mediante una profonda comunione spirituale e un attaccamento di amore. Coloro che hanno seguito il Signore durante il suo soggiorno sulla terra, erano i primi nuovi germogli della comunità cristiana; l’hanno diffusa loro e hanno trasmesso in eredità, in seguito e fino a oggi, le ricchezze di fede da cui traevano la loro coesione.

Eppure anche una comunità umana naturale può essere già molto di più di una semplice associazione di individui distinti; essa può avere una concordia stretta, anzi una unità organica; tanto più questo sia vero per la comunità soprannaturale che è la Chiesa. L’unione dell’anima con Cristo è una cosa differente della comunione fra due persone terrene; quest’unione, iniziata con il battesimo e costantemente rinforzata con gli altri sacramenti, è un’integrazione e una spinta di linfa – come ci dice il simbolo della vite e dei tralci. Questo atto di unione con Cristo produce un riavvicinamento di membro a membro tra tutti i cristiani. Così la Chiesa prende la figura del corpo mistico di Cristo. Questo corpo è un corpo vivo e lo spirito che lo anima è lo Spirito di Cristo che, partendo dal capo, scorre verso tutte le membra (Ef 5,23). Lo spirito che emana da Cristo è lo Spirito Santo e la Chiesa è dunque il tempio dello Spirito Santo.

oggi: Sant’Alessandra e Compagni martiri a Nicomedia (Bitinia), 18 e 22 aprile 303

oggi: Sant'Alessandra e Compagni martiri a  Nicomedia (Bitinia), 18 e 22 aprile 303  dans immagini sacre

http://www.santiebeati.it/04/22/

Publié dans:immagini sacre |on 22 avril, 2008 |Pas de commentaires »

Gli occhiali di Dio

dal sito: 

http://www.novena.it/preghiere/preghiere53.htm

 

Gli occhiali di Dio

Nella redazione del cielo si è liberato
un posto di giornalista,

come inviato speciale sulla terra.

Io sono pronto per il grande esame.

So benissimo che lo stile del Padre Eterno è molto

diverso

da quello degli uomini sulla terra.

Ogni fatto va narrato solo al positivo.

Arriva il momento tanto atteso.

Sono nell’ufficio di Dio.

E al suo cospetto supero a pieni voti la prova teorica.

Mi compiaccio e, in un momento di paura,

sfruttando la sua assenza

frugo furtivamente con lo sguardo le sue cose.

Scorgo, sulla scrivania, i suoi occhiali.

La tentazione è forte.

L’euforia del momento mi fa esitare,

in un attimo, ecco inforcati gli occhiali.

Rimango letteralmente estasiato.

Con gli occhiali vedo tutto chiaro e trasparente.

Di ogni cosa mi appare la realtà più profonda.

Nessun segreto si nasconde ai miei occhi.

Guardo all’ingiù e fermo lo sguardo

su un possidente terriero,

che sfrutta gli extracomunitari

per lavori massacranti

senza un’assicurazione, né compenso.

In questo momento, ne sta proprio assoldando uno.

Non sopporto oltre.

E senza esitazione alcuna raccolgo lo sgabello

sotto la scrivania

e glielo scaravento in testa.

Ma ecco che ritorna Dio.

Testimone invisibile e silenzioso di tutto mi chiede

spiegazione di tal gesto.

Ma è chiaro:”Quel disonesto va punito!”

Esclamo con voce forte e assetata di giustizia.

“Ah, no. Non ti rendi conto

che ti sei messo i miei occhiali,

ma non il mio cuore?”.

“Ha diritto di giudicare,

solo chi ha il potere di salvare”.

Mi sorride e come un buon padre mi raccomanda:

“E ora va, e scrivi con il cuore”…

Don Renzo Zocca

dal libro di Pietro Lombardo, « Verso il cielo », ed. VITA-NUOVA
 

Publié dans:poesie, preghiere |on 22 avril, 2008 |Pas de commentaires »

Padre Cantalamessa: Con Cristo non abbiamo nulla da temere

dal sito: 

http://www.cantalamessa.org/it/omelieView.php?id=253

Con Cristo non abbiamo nulla da temere

I Domenica di Quaresima
A – 2008-02-10
Genesi 2, 7-9;3.1-7; Romani 5, 12-19; Matteo 4,1-11

Il demonio, il satanismo e altri fenomeni connessi sono oggi di grande attualità, e inquietano non poco la nostra società. Il nostro mondo tecnologico e industrializzato pullula di maghi, stregoni di città, occultismo, spiritismo, dicitori di oroscopi, venditori di fatture, di amuleti, nonché di sette sataniche vere e proprie. Scacciato dalla porta, il diavolo è rientrato dalla finestra. Cioè, scacciato dalla fede, è rientrato con la superstizione.

Lepisodio delle tentazioni di Gesù nel deserto che si legge nella prima Domenica di Quaresima ci aiuta a fare un po di chiarezza su questo tema. Anzitutto, esiste il demonio? Cioè, la parola demonio indica davvero una qualche realtà personale, dotata di intelligenza e volontà, o è semplicemente un simbolo, un modo di dire per indicare la somma del male morale del mondo, linconscio collettivo, lalienazione collettiva e via dicendo? Molti, tra gli intellettuali, non credono nel demonio inteso nel primo senso. Però si deve notare che grandi scrittori e pensatori, come Goethe, Dostoevskij hanno preso assai sul serio lesistenza di satana. Baudelaire, che non era certo uno stinco di santo, ha detto che la più grande astuzia del demonio è far credere che egli non esiste.

La prova principale dellesistenza del demonio nei vangeli non è nei numerosi episodi di liberazione di ossessi, perché nellinterpretare questi fatti possono aver influito le credenze antiche sullorigine di certe malattie. Gesù che è tentato nel deserto dal demonio, questa è la prova. La prova sono anche i tanti santi che hanno lottato nella vita con il principe delle tenebre. Essi non sono dei Don Chisciotte che hanno lottato contro mulini a vento. Al contrario, erano uomini molto concreti e dalla psicologia sanissima.

Se tanti trovano assurdo credere nel demonio è perché si basano sui libri, passano la vita nelle biblioteche o a tavolino, mentre al demonio non interessano i libri, ma le persone, specialmente, appunto, i santi. Cosa può saperne su Satana chi non ha mai avuto a che fare con la realtà di satana, ma solo con la sua idea, cioè con le tradizioni culturali, religiose, etnologiche su satana? Costoro trattano di solito questo argomento con grande sicurezza e superiorità, liquidando tutto come oscurantismo medievale. Ma è una falsa sicurezza. Come chi si vantasse di non aver alcuna paura del leone, adducendo come prova il fatto che lo ha visto tante volte dipinto o in fotografia è non si è mai spaventato. Daltra parte, è del tutto normale e coerente che non creda nel diavolo, chi non crede in Dio. Sarebbe addirittura tragico se qualcuno che non crede in Dio credesse nel diavolo!
La cosa pi
ù importante che la fede cristiana ha da dirci non è però che il demonio esiste, ma che Cristo ha vinto il demonio. Cristo e il demonio non sono per i cristiani due principi uguali e contrari, come in certe religioni dualistiche. Gesù è lunico Signore; Satana non è che una creatura andata a male. Se gli è concesso potere sugli uomini, è perché gli uomini abbiano la possibilità di fare liberamente una scelta di campo e anche perché non montino in superbia (cf. 2 Cor 12,7), credendosi autosufficienti e senza bisogno di alcun redentore. Il vecchio Satana è matto -dice un canto spiritual negro. Ha sparato un colpo per distruggere la mia anima, ma ha sbagliato mira e ha distrutto invece il mio peccato
.

Con Cristo non abbiamo nulla da temere. Niente e nessuno può farci del male, se noi stessi non lo vogliamo. Satana, diceva un antico padre della Chiesa, dopo la venuta di Cristo, è come un cane legato sullaia: può latrare e avventarsi quanto vuole; ma, se non siamo noi ad andargli vicino, non può mordere. Gesù nel deserto si è liberato da Satana per liberarci da satana! È la gioiosa notizia con cui iniziamo il nostro cammino quaresimale verso la Pasqua.

Publié dans:Padre Cantalamessa |on 22 avril, 2008 |Pas de commentaires »

buona notte

buona notte dans immagini buon...notte, giorno akebia_quinata_shirobana

Akebia quinata ‘Shirobana’

http://www.ubcbotanicalgarden.org/potd/2005/04/

Publié dans:immagini buon...notte, giorno |on 22 avril, 2008 |Pas de commentaires »
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