Archive pour avril, 2008

buona notte

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Publié dans:immagini buon...notte, giorno |on 29 avril, 2008 |Pas de commentaires »

Santa Caterina da Siena: una vita mistica e una vita di azione

dal sito: 

http://www.levangileauquotidien.org/www/main.php?language=FR&localTime=04/29/2008

Giovanni Paolo II
Lettera apostolica per il 6° centenario del transito di Santa Caterina da Siena, 29/04/1980 ( © Libreria Editrice Vaticana)

Santa Caterina da Siena: una vita mistica e una vita di azione

Le condizioni d’Italia e dell’Europa non erano felici, quando venne alla luce in Siena, nel 1347, la piccola Caterina. Già si profilava all’orizzonte la tristemente famosa «peste nera», che l’anno dopo infierì dovunque e seminò la desolazione e la morte in ogni paese e quasi in ogni famiglia. Altri mali funestavano il mondo civile, come le guerre, particolarmente quella dei cento anni tra Francia e Inghilterra, e le incursioni delle compagnie di ventura. Nel mondo religioso tutto quel secolo è riempito, per tre quarti, dal soggiorno dei Papi in Avignone, e poi dal grande scisma d’occidente, che si prolungò fino al 1417. Figlia di un tintore di panni, penultima di 25 nati, Caterina prese molto presto coscienza dei bisogni del mondo e, attratta dall’ideale apostolico domenicano, volle entrare nelle file del terz’ordine o, come allora si diceva in Siena, tra «le mantellate», le quali, pur non essendo suore né vivendo in comunità, portavano l’abito bianco e il mantello nero dell’ordine dei predicatori…

Le si raggruppava poi intorno una varia accolta di discepoli d’ogni ceto, attratti dalla sua pura fede e dalla schietta accoglienza della parola di Dio, senza mezzi termini e senza compromessi… Il progresso spirituale culminò con lo sposalizio nella fede, che poteva sembrare il sigillo di una vita votata all’isolamento e alla contemplazione. Invece il Signore, nel darle l’anello invisibile, intendeva unirla a sé nelle imprese del suo regno. La popolana ventenne vedeva ciò in termini di separazione dallo Sposo celeste, ma egli invece la rassicurava che intendeva stringerla di più a sé «mediante la carità del prossimo», cioè contemporaneamente sul piano della mistica interiore e su quello dell’azione esteriore o della «mistica sociale», com’è stato detto…

Passò dalla conversione di singoli peccatori alla riconciliazione tra persone o famiglie avversarie; alla rappacificazione fra città e repubbliche… L’impulso del maestro divino svelò in lei come un’umanità d’accrescimento. Per lei, figlia d’artigiani e donna senza lettere, cioè senza scuola né istruzione, la visione del mondo e dei suoi problemi superò enormemente i limiti del suo quartiere, fino a progettare la sua azione in termini mondiali.

Publié dans:catechesi del mercoledì |on 29 avril, 2008 |Pas de commentaires »

La Chiesa del Gesù a Roma

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Publié dans:immagini sacre |on 29 avril, 2008 |Pas de commentaires »

CHIESA DEL GESÙ A ROMA – QUANDO ERO GIOVANE CI ANDAVO SPESSO A PREGARE

CHIESA DEL GESÙ A ROMA – QUANDO ERO GIOVANE CI ANDAVO SPESSO A PREGARE 

 

questa sera ho voglia di raccontarvi, magari solo in parte poi continuo un’altra volta, della Chiesa del Gesù, si trova, per chi conosce Roma almeno un po’, non lontana da Piazza Venezia, vicina c’è Piazza Argentina, anche essa molto centrale ed importante dove si trovano degli scavi anticho-romani e il Teatro Argentina restaurato alcuni anno fa, in una delle strade che danno a Largo Argentina sono nata io (così è diventata importante… ehmmm); 

quando ero piccola, giovane… piccola ci andavo spesso a pregare, è molto bella, è in stile barocco che a me non piace più di tanto però nell’insieme è bella, a sinistra c’è una cappellina dedicata alla madonna veramente incantevole e che invita alla preghiera; 

insomma ci andavo spesso, anche perché la parrocchia era un po’ più lontana e, sinceramente, un po’ meno bella, vicino, sulla Piazza c’è anche la Chiesa delle Stimmate dei frati francescani cappuccini, anche li andavo spesso; 

quando ero piccola i gesuiti facevano quello che allora erano i « quaresimali »: prediche, io me le ricordo molto belle, che mi hanno aiutato molto; poi c’è il crocifisso che ha un volto di uno che sta morendo o morto, molto veritiero, quando morì papà io ero lì in ospedale e il suo viso mi ha ricordato quello di quel Crocifisso; 

un certo periodo della mia giovinezza, ma non ricordo l’età, ho avuto dei problemi seri, era un periodo difficile, la guerra non era ancora molto lontana, difficoltà di ordine finanziario, di lavoro che era difficile trovare anche allora, di persone che, magari solo a causa delle loro sofferenze insultavano gli altri e, facilmente, le bambine venivano prese di petto con le leggi più strane e con un moralismo (moralismo poi!) che con la fede non aveva nulla a che fare, insomma soffrivo molto e non avevo voglia di uscire di casa, ma desideravo, comunque, andare alla Chiesa del Gesù, così piano, piano, ho ritrovato la serenità, questo periodo della vita mi è rimasto dentro, e, ogni tanto ci vado a pregare, solo che fino a qualche anno fa c’era la messa ogni mezz’ora sempre piena, poi è successo qualcosa, la Chiesa ultimamente è diventata quasi un museo, celebrano in una cappella della sacrestia, ci ho sofferto molto; 

questi giorni so che ci è andato Mons. Ravasi per il restauro di non so quale opera d’arte forse per la statua,  complesso statuario di Santa Teresa d’Avila, ma non sono sicura; così mi sono consolata un po’, Ravasi è in grado… e in fede per aiutare la Chiesa del Gesù, perlomeno ci spero; questa sera mi vengono in mente questi ricordi, se mi ricorderò ancora qualcosa la scrivo, perché per me è importante, e lo è anche per molti, tanti che hanno pregato nella Chiesa del Gesù e sono stati aiutati dai religiosi gesuiti; 

spero di raccontarvi gli sviluppi di questi lavori perché veramente su Mons. Ravasi ci conto un po’; 

di immagini ce ne sono diverse, ma non danno veramente il senso della conformazione e della bellezza della chiesa, comunque ho trovato un sito sul quale vedere qualcosa e metto il link; 

 

c’è l’archivio fotografico e, a sinistra la visita virtuale; 

 

http://www.chiesadelgesu.org/html/archivio_fotografico_001_it.html

 

 

buona notte

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Caesalpinia gilliesii

http://www.ubcbotanicalgarden.org/potd/2008/04/caesalpinia_gilliesii.php#002517

Publié dans:immagini sacre |on 28 avril, 2008 |Pas de commentaires »

« Lo Spirito di verità… mi renderà testimonianza »

dal sito: 

http://www.levangileauquotidien.org/www/main.php?language=FR&localTime=04/28/2008#

Sant’Antonio di Padova (circa 1195 – 1231), francescano, dottore della Chiesa
Discorsi per la domenica

« Lo Spirito di verità… mi renderà testimonianza »

Lo Spirito Santo è un «fiume di fuoco» (Dn 7,10), un fuoco divino. Come il fuoco agisce sul ferro, così il fuoco divino agisce sui cuori macchiati, freddi e duri. A contatto con questo fuoco, l’anima perde poco a poco la sua sporcizia, la sua freddezza, la sua durezza. Si trasforma interamente a somiglianza del fuoco che sta infiammandola. Infatti lo Spirito è dato all’uomo, gli è effuso proprio per trasformarlo a sua somiglianza, per quanto questo sia possibile. Sotto l’azione del fuoco divino, l’uomo si purifica, si scalda, si scioglie, giunge all’amore di Dio, secondo la parola dell’apostolo Paolo: «L’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato» (Rm 5,5).

Fioretti di San Francesco: Come santa Chiara mangiò con santo Francesco e co’ suoi compagni frati in Santa Maria degli Agnoli.

dal sito:

http://www.sanpiodapietrelcina.org/fiorettisanfrancesco.htm

FIORETTI DI SAN FRANCESCO

CAPITOLO 15

Come santa Chiara mangiò con santo Francesco e co’ suoi compagni frati in Santa Maria degli Agnoli.

Santo Francesco, quando stava a Sciesi, ispesse volte visitava santa Chiara dandole santi ammaestramenti. Ed avendo ella grandissimi desideri di mangiare una volta con lui, e di ciò pregandolo molte volte, egli non le volle mai fare questa consolazione. Onde vedendo li suoi compagni il desiderio di santa Chiara, dissono a santo Francesco: « Padre, a noi non pare che questa rigidità sia secondo la carità divina, che suora Chiara, vergine così santa, a Dio diletta tu non esaudisca in così piccola cosa, come è mangiare teco; e spezialmente considerando ch’ella per le tue predicazioni abbandonò le ricchezze e le pompe del mondo. E di vero, s’ella ti domandasse maggiore grazia che questa non è, sì la doveresti fare alla tua pianta spirituale ». Allora santo Francesco rispuose: « Pare a voi ch’io la debba esaudire? ». Rispondono li compagni: « Padre, sì, degna cosa è che tu le faccia questa grazia e consolazione ». Disse allora santo Francesco: « Da poi che pare a voi, pare anche a me. Ma acciò ch’ella sia più consolata, io voglio che questo mangiare si faccia in Santa Maria degli Agnoli, imperò ch’ella è stata lungo tempo rinchiusa in santo Damiano, sicché le gioverà di vedere il luogo di Santa Maria, dov’ella fu tonduta e fatta isposa di Gesù Cristo; ed ivi mangeremo insieme al nome di Dio ».

Venendo adunque il dì ordinato a ciò, santa Chiara escì del monistero con una compagna, accompagnata di compagni di santo Francesco, e venne a Santa Maria degli Agnoli. E salutata divotamente la Vergine Maria dinanzi al suo altare, dov’ella era stata tonduta e velata, sì la menorono vedendo il luogo, infino a tanto che fu ora da desinare. E in questo mezzo santo Francesco fece apparecchiare la mensa in sulla piana terra, siccome era usato di fare. E fatta l’ora di desinare si pongono a sedere insieme santo Francesco e santa Chiara, e uno delli compagni di santo Francesco e la compagna di santa Chiara, e poi tutti gli altri compagni s’acconciarono alla mensa umilmente. E per la prima vivanda santo Francesco cominciò a parlare di Dio sì soavemente, sì altamente, sì maravigliosamente, che discendendo sopra di loro l’abbondanza della divina grazia, tutti furono in Dio ratti.

E stando così ratti con gli occhi e con le mani levate in cielo, gli uomini da Sciesi e da Bettona e que’ della contrada dintorno, vedeano che Santa Maria degli Agnoli e tutto il luogo e la selva, ch’era allora allato al luogo, ardeano fortemente, e parea che fosse un fuoco grande che occupava la chiesa e ‘l luogo e la selva insieme. Per la qual cosa gli Ascesani con gran fretta corsono laggiù per ispegnere il fuoco, credendo veramente ch’ogni cosa ardesse. Ma giugnendo al luogo e non trovando ardere nulla, entrarono dentro e trovarono santo Francesco con santa Chiara con tutta la loro compagnia ratti in Dio per contemplazione e sedere intorno a quella mensa umile. Di che essi certamente compresono che quello era stato fuoco divino e non materiale, il quale Iddio avea fatto apparire miracolosamente, a dimostrare e significare il fuoco del divino amore, del quale ardeano le anime di questi santi frati e sante monache; onde si partirono con grande consolazione nel cuore loro e con santa edificazione.

Poi, dopo grande spazio tornando in sé santo Francesco e santa Chiara insieme con li altri, e sentendosi bene confortati del cibo spirituale, poco si curarono del cibo corporale. E così compiuto quel benedetto disinare, santa Chiara bene accompagnata si ritornò a Santo Damiano. Di che le suore veggendola ebbono grande allegrezza; però ch’elle temeano che santo Francesco non l’avesse mandata a reggere qualche altro monisterio, siccome egli avea già mandata suora Agnese, santa sua sirocchia, abbadessa a reggere il monisterio di Monticelli di Firenze; e santo Francesco alcuna volta avea detto a santa Chiara: « Apparecchiati, se bisognasse ch’io ti mandassi in alcuno luogo »; ed ella come figliuola di santa obbidienza avea risposto: « Padre, io sono sempre apparecchiata ad andare dovunque voi mi manderete ». E però le suore sì si rallegrarono fortemente, quando la riebbono; e santa Chiara rimase d’allora innanzi molto consolata.

A laude di Gesù Cristo e del poverello Francesco. Amen.

Publié dans:meditazioni, Santi |on 28 avril, 2008 |Pas de commentaires »

Atti degli apostoli (8, 5-8. 14-17)

Atti degli apostoli (8, 5-8. 14-17) dans immagini sacre 20080427_s

http://www.evangile-et-peinture.org/static/dossiers/img_jour/2008-04/20080427_s.jpg

Publié dans:immagini sacre |on 27 avril, 2008 |Pas de commentaires »

Per i giovani riuniti a Lourdes, dal 22 al 27 aprile, in occasione del centenario del « Frat », LINK

A Sua Eminenza il Cardinale
André VINGT-TROIS
Arcivescovo di Parigi
Presidente della Conferenza
dei Vescovi di Francia

Per i giovani riuniti a Lourdes,
dal 22 al 27 aprile, in occasione del centenario del « Frat »,
organizzato dalle diocesi dell’Île-de-France.

OSSERVATORE ROMANO 27 APRILE 2008

terzo articolo

http://www.vatican.va/news_services/or/or_quo/text.html#2

Dalla « Lettera alla beata Agnese di Praga » di santa Chiara, vergine

dal sito: 

http://www.prayerpreghiera.it/padri/padri.html

 

Dalla « Lettera alla beata Agnese di Praga » di santa Chiara, vergine
(Ed. I. Omaechevarria, Escritos de Santa Clara, Madrid 1970, pp. 339-341)
Rifletti sulla povertà, umiltà e carità di Cristo

 

 

Felice certamente chi può esser partecipe del sacro convito, in modo da aderire con tutti i sentimenti del cuore a Cristo, la cui bellezza ammirano senza sosta tutte le beate schiere dei cieli, la cui tenerezza commuove i cuori, la cui contemplazione reca conforto, la cui bontà sazia, la cui soavità ricrea, il cui ricordo illumina dolcemente, al cui profumo i morti riacquistano la vita e la cui beata visione renderà felici tutti i cittadini della celeste Gerusalemme. Poiché questa visione è splendore di gloria eterna, « riflesso della luce perenne, uno specchio senza macchia » (Sap 7,26), guarda ogni giorno in questo specchio, o regina, sposa di Gesù Cristo. Contempla continuamente in esso il tuo volto, per adornarti così tutta interiormente ed esternamente, rivestirti e circondarti di abiti multicolori e ricamati, abbellirti di fiori e delle vesti di tutte le virtù, come si addice alla figlia e sposa castissima del sommo Re. In questo specchio rifulge la beata povertà, la santa umiltà e l’ineffabile carità. Contempla lo specchio in ogni parte e vedrai tutto questo. Osserva anzitutto l’inizio di questo specchio e vedrai la povertà di chi è posto in una mangiatoia ed avvolto in poveri panni. O meravigliosa umiltà, o stupenda povertà! Il Re degli angeli, il Signore del cielo e della terra è adagiato in un presepio.
Al centro dello specchio noterai l’umiltà, la beata povertà e le innumerevoli fatiche e sofferenze che egli sostenne per la redenzione del genere umano. Alla fine dello stesso specchio potrai contemplare l’ineffabile carità per cui volle patire sull’albero della croce ed in esso morire con un genere di morte di tutti il più umiliante. Perciò lo stesso specchio, posto sul legno della croce, ammoniva i passanti a considerare queste cose, dicendo: « Voi tutti che passate per la via, considerate e osservate se c’è un dolore simile al mio dolore! » (Lam 1,12). Rispondiamo dunque a lui, che grida e si lamenta, con un’unica voce ed un solo animo: « Ben se ne ricorda e si accascia dentro di me la mia anima » (Lam 3,20). Così facendo ti accenderai di un amore sempre più forte, o regina del Re celeste. Contempla inoltre le sue ineffabili delizie, le ricchezze e gli eterni onori, sospira con ardente desiderio ed amore del cuore, ed esclama: « Attirami dietro a te, corriamo al profumo dei tuoi aromi » (Ct 1, 3 volg.), o Sposo celeste. Correrò, né verrò meno fino a che non mi abbia introdotto nella tua dimora, fino a che la tua sinistra non stia sotto il mio capo e la tua destra mi cinga teneramente con amore (cfr. Ct 2,4.6).
Nella contemplazione di queste cose, ricordati di me, tua madre, sapendo che io ho scritto in modo indelebile il tuo ricordo sulle tavolette dei mio cuore, ritenendoti fra tutte la più cara.
 

Publié dans:meditazioni, Santi |on 27 avril, 2008 |Pas de commentaires »
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