Archive pour mars, 2008

Papa Benedetto – Angelus 2.3.08

02/03/2008, dal sito:

http://www.zenit.org/article-13676?l=italian

 

Benedetto XVI: “lasciamoci guarire da Gesù” 

 

Intervento in occasione dell’Angelus domenicale 

 

CITTA’ DEL VATICANO, domenica, 2 marzo 2008 (ZENIT.org).- Pubblichiamo di seguito le parole pronunciate questa domenica da Benedetto XVI in occasione della recita della preghiera mariana dell’Angelus insieme ai fedeli e ai pellegrini riuniti in Piazza San Pietro in Vaticano. 

 

Cari fratelli e sorelle, 

in queste domeniche di Quaresima, attraverso i testi del Vangelo di Giovanni, la liturgia ci fa percorrere un vero e proprio itinerario battesimale: domenica scorsa, Gesù ha promesso alla Samaritana il dono dell’ »acqua viva »; oggi, guarendo il cieco nato si rivela come « la luce del mondo »; domenica prossima, risuscitando l’amico Lazzaro, si presenterà come « la risurrezione e la vita ». Acqua, luce, vita: sono simboli del Battesimo, sacramento che « immerge » i credenti nel mistero della morte e resurrezione di Cristo, liberandoli dalla schiavitù del peccato e donando loro la vita eterna. 

Soffermiamoci brevemente sul racconto del cieco nato (Gv 9,1-41). I discepoli, secondo la mentalità comune del tempo, danno per scontato che la sua cecità sia conseguenza di un peccato suo o dei suoi genitori. Gesù invece respinge questo pregiudizio e afferma: « Né lui ha peccato né i suoi genitori, ma è così perché si manifestassero in lui le opere di Dio » (Gv 9,3). Quale conforto ci offrono queste parole! Esse ci fanno sentire la viva voce di Dio, che è Amore provvido e sapiente! Di fronte all’uomo segnato dal limite e dalla sofferenza, Gesù non pensa ad eventuali colpe, ma alla volontà di Dio che ha creato l’uomo per la vita. E perciò dichiara solennemente: « Dobbiamo compiere le opere di colui che mi ha mandato… Finché sono nel mondo, sono la luce del mondo » (Gv 9,5). E subito passa all’azione: con un po’ di terra e di saliva fa del fango e lo spalma sugli occhi del cieco. Questo gesto allude alla creazione dell’uomo, che la Bibbia racconta con il simbolo della terra plasmata e animata dal soffio di Dio (cfr Gn 2,7). « Adamo » infatti significa « suolo », e il corpo umano in effetti è composto di elementi della terra. Guarendo l’uomo, Gesù opera una nuova creazione. Ma quella guarigione suscita un’accesa discussione, perché Gesù la compie di sabato, trasgredendo, secondo i farisei, il precetto festivo. Così, alla fine del racconto, Gesù e il cieco si ritrovano entrambi « cacciati fuori » dai farisei: uno perché ha violato la legge e l’altro perché, malgrado la guarigione, rimane marchiato come peccatore dalla nascita. 

Al cieco guarito Gesù rivela che è venuto nel mondo per operare un giudizio, per separare i ciechi guaribili da quelli che non si lasciano guarire, perché presumono di essere sani. E’ forte infatti nell’uomo la tentazione di costruirsi un sistema di sicurezza ideologico: anche la stessa religione può diventare elemento di questo sistema, come pure l’ateismo, o il laicismo, ma così facendo si resta accecati dal proprio egoismo. Cari fratelli, lasciamoci guarire da Gesù, che può e vuole donarci la luce di Dio! Confessiamo le nostre cecità, le nostre miopìe, e soprattutto quello che la Bibbia chiama il « grande peccato » (cfr Sal 18,14): l’orgoglio. Ci aiuti in questo Maria Santissima, che generando Cristo nella carne ha dato al mondo la vera luce. 

[DOPO L'ANGELUS:]

 

Con profonda tristezza seguo la drammatica vicenda del rapimento di Mons. Paulos Faraj Rahho, arcivescovo di Mossul dei Caldei, in Iraq. Mi unisco all’appello del Patriarca, il Cardinale Emmanuel III Delly, e dei suoi collaboratori, affinché il caro Presule, oltretutto in precarie condizioni di salute, sia prontamente liberato. Elevo, in pari tempo, la mia preghiera di suffragio per le anime dei tre giovani uccisi, che erano con lui al momento del rapimento. Esprimo, inoltre, la mia vicinanza a tutta la Chiesa in Iraq ed in particolare alla Chiesa caldea, ancora una volta duramente colpite, mentre incoraggio i Pastori e i fedeli tutti ad essere forti e saldi nella speranza. Si moltiplichino gli sforzi di quanti reggono le sorti del caro popolo iracheno, affinché grazie all’impegno e alla saggezza di tutti ritrovi pace e sicurezza, e non venga ad esso negato il futuro a cui ha diritto. 

Purtroppo in questi ultimi giorni la tensione tra Israele e la Striscia di Gaza ha raggiunto livelli assai gravi. 

Rinnovo il mio pressante invito alle Autorità, sia israeliane che palestinesi, perché si fermi questa spirale di violenza, unilateralmente, senza condizioni: solo mostrando un rispetto assoluto per la vita umana, fosse anche quella del nemico, si potrà sperare di dare un futuro di pace e di convivenza alle giovani generazioni di quei popoli che, entrambi, hanno le loro radici nella Terra Santa. Invito tutta la Chiesa a elevare suppliche all’Onnipotente per la pace nella terra di Gesù e a mostrare solidarietà attenta e fattiva ad entrambe le popolazioni, israeliana e palestinese. 

Nel corso della settimana la cronaca italiana ha appuntato la sua attenzione sulla triste fine di due bambini, noti come Ciccio e Tore. Una fine che ha profondamente colpito me come tante famiglie e persone. Vorrei cogliere l’occasione per lanciare un grido a favore dell’infanzia: prendiamoci cura dei piccoli! Bisogna amarli e aiutarli a crescere. Lo dico ai genitori, ma anche alle istituzioni. Nel lanciare questo appello, il mio pensiero va all’infanzia di ogni parte del mondo, particolarmente a quella più indifesa, sfruttata e abusata. Affido ogni bambino al cuore di Cristo, che ha detto: « Lasciate che i bambini vengano a me! » (Lc 18,16) 

Publié dans:Angelus Domini, ZENITH |on 2 mars, 2008 |Pas de commentaires »

buona notte

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The Queen of Sweden Roses

http://www.freephotos.se/view_photo.asp?photo=305&cat=3&order=down

« Si lavò e tornò che ci vedeva »

du site:

http://levangileauquotidien.org/

Gregorio di Narek (circa 944 – vers 1010), monaco e poeta armeno
Il libro di preghiere, n° 40 ; SC 78, 237

« Si lavò e tornò che ci vedeva »

Dio onnipotente, Benefattore, Creatore dell’universo,
ascolta i miei gemiti poiché sono in pericolo.
Liberami dal timore e dall’angoscia;
liberami con la tua forza potente, tu che puoi tutto…
Signore Cristo, togli la rete che mi avvinghia con la spada della tua croce vittoriosa, l’arma della vita.
Da ogni parte quella rete mi cinge, prigioniero, per farmi perire; conduci i miei passi malfermi e sbieci.
Guarisci la febbre del mio cuore che soffoca.
Sono colpevole verso di te, togli da me il turbamento, frutto dell’intervento diabolico,
fa scomparire l’oscurità della mia anima angosciata…

Rinnova nella mia anima l’immagine di luce della gloria del tuo nome, grande e potente.
Fa crescere il chiarore della tua grazia sulla bellezza del mio volto
e sull’effigie degli occhi del mio spirito, perché sono nato dalla terra (Gen 2,7).
Correggi in me, ristabilisci più fedelmente, l’immagine che riflette la tua immagine (Gen 1,26).
Con una purezza luminosa, fa scomparire le mie tenebre, che sono peccatore.
Invadi la mia anima con la tua luce divina, vivente, eterna, celeste, perché cresca in me la somiglianza con il Dio Trine.
Tu solo, o Cristo, sei benedetto con il Padre
per la lode del tuo Spirito Santo
nei secoli dei secoli. Amen.

buona notte

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Big three-rose-flowers

http://7art-screensavers.com/free-clipart/flowers-13.shtml

« Abbi pietà di me peccatore »

dal sito:

http://levangileauquotidien.org/

San Giovanni Climaco (circa 575-circa 650), monaco nel Monte Sinai
La scala santa, cap. 28

« Abbi pietà di me peccatore »

La vostra preghiera sia semplicissima; una sola parola è stata sufficiente al pubblicano e al figlio prodigo per ottenere il perdono di Dio (Lc 15,31)… Non ci sia ricercatezza nelle parole della vostra preghiera; tante volte, i balbettamenti semplici e monotoni dei bambini persuadono il padre! Non lanciatevi in lunghi discorsi, per non dissipare lo spirito con la ricerca delle parole. Una sola parola piena di fede ha salvato il buon ladrone (Lc 23,42). La prolissità nella preghiera spesso riempie lo spirito di immagini e lo dissipa mentre spesso una sola parola ha per effetto di raccoglierlo. Se vi sentite consolati, afferrati da una parola della preghiera, fermatevi ad essa, poiché allora sta pregando con noi il nostro angelo. Non abbiate troppa franchezza, anche se avete ottenuto la purezza, ma piuttosto una grande umiltà, e sentirete allora una fiducia più grande. Anche se avete salito la scala della perfezione, pregate per ottenere il perdono dei vostri peccati; ascoltate il grido di san Paolo: « Dei peccatori, il primo son io » (Tm 1,15)… Se sarete rivestiti di mitezza e liberi da ogni ira, non vi costerà molto di più per liberare il vostro spirito dalla schiavitù.

Finché non avremo ottenuto la vera preghiera, assomiglieremo a coloro che insegnano ai bambini a fare i primi passi. Lavorate a elevare il vostro pensiero, o meglio a contenerlo nelle parole della preghiera; se la debolezza dell’infanzia lo fa cadere, rialzatelo. Lo spirito infatti è instabile per natura, ma colui che può rafforzare tutto, può anche fissare lo spirito… Il primo grado della preghiera consiste dunque nello scacciare con una parola semplice, le suggestioni della mente appena si presentano. Il secondo consiste nel mantenere il nostro pensiero solo in ciò che diciamo e pensiamo. Il terzo, è il rapimento dell’animo nel Signore.

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