Archive pour le 5 février, 2008

un embrione di 6 settimane

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embrione di 6 settimane

http://www.korazym.org/news1.asp?Id=5515

 

Publié dans:immagini |on 5 février, 2008 |Pas de commentaires »

TU SOLO PUOI GUARIRMI

dal sito: 

http://www.novena.it/pentimento/01.htm

 

 

 TU SOLO PUOI GUARIRMI

O Dio e Signore di tutte le cose,
che hai potere su ogni vita e su ogni anima,
tu solo puoi guarirmi:
ascolta dunque la preghiera di me infelice.
Per intervento del tuo divino Spirito
fa’ morire e scomparire
il serpente che si nasconde in me…

Concedi, Signore,
l’umiltà di cuore e pensieri convenienti
a un peccatore deciso di ritornare a te.

Non abbandonare per sempre un’anima
che una volta si è sottomessa a te,
ti ha confessato, ti ha scelto e onorato
al di sopra del mondo intero.

Tu, o Signore, sai che voglio essere salvato,
anche se il mio malvagio tenore di vita
mi è di ostacolo;
ma a te, Signore, è possibile
tutto ciò che è impossibile ai mortali.


SIMEONE IL NUOVO TEOLOGO
 

Publié dans:preghiere |on 5 février, 2008 |Pas de commentaires »

“Non una massa di cellule, ma uomo e figlio”

04/02/2008, dal sito: 

http://www.zenit.org/article-13382?l=italian 

“Non una massa di cellule, ma uomo e figlio” 

Il Cardinale Caffarra invoca la luce della cultura della vita 

BOLOGNA, lunedì, 4 febbraio 2008 (ZENIT.org).- Nell’omelia per la celebrazione eucaristica del 2 febbraio, nel Santuario di San Luca, sul colle della Guardia che sovrasta Bologna, il Cardinale Carlo Caffarra ha ribadito che il concepito è “uomo e figlio”, e che le tenebre della cultura della morte verranno illuminate dalla cultura della vita. 

Prendendo spunto dalla lettura del Vangelo (Gv 10,14) in cui il Signore, prendendo la posizione di chi è calpestato e ucciso, afferma “io sono il buon pastore … io offro la mia vita per le pecore”, l’Arcivescovo di Bologna ha sottolineato che “la rivelazione che Dio fa di se stesso (…) è la radice più profonda della nostra testimonianza al valore assoluto ed incondizionato della persona già concepita e non ancora nata”. 

Secondo il porporato, “la misteriosa identificazione che Cristo pone fra Sé ed il ‘piccolo’, è eminente nel caso del concepito”, per questo anche oggi “Egli è qui: è presente nella persona più povera, più debole, più indifesa che esista, quella già concepita e non ancora nata”. 

Del concepito, ha spiegato il Cardinale Caffarra, “è stato detto che è una ‘massa di cellule’, ma nella realtà egli è una persona umana. E chi dice persona umana dice ‘ciò che di più perfetto esista nell’universo’”, ha detto citando San Tommaso d’Aquino. 

L’Arcivescovo di Bologna ha quindi affermato che “di fronte al concepito non ancora nato si svelano i pensieri di molti cuori” cioè “si svela ciò che il cuore dell’uomo pensa dell’uomo; si svela quale sia la misura di cui si serve per misurare la sua dignità”. 

“Il concepito è solamente ‘uomo’ – ha sottolineato il cardinale Caffarra –, con una sola qualifica, quella di ‘figlio’. La prima basta per denotare una dignità che non ha prezzo; la seconda che merita di essere voluto ed amato”. 

“Dio ci liberi, miei cari fratelli e sorelle, dalle tenebre di una ‘cultura della morte’ e ci faccia passare alla luce di una ‘cultura della vita’”, ha quindi concluso. 

Publié dans:cultura della vita, dalla Chiesa, ZENITH |on 5 février, 2008 |Pas de commentaires »

Benedetto XVI: tutti devono “amare e servire la vita” – Angelus 3.2.2008

04/02/2008, dal sito:
http://www.zenit.org/article-13387?l=italian 

Benedetto XVI: tutti devono “amare e servire la vita” 

Discorso introduttivo alla preghiera dell’Angelus 

CITTA’ DEL VATICANO, lunedì, 4 febbraio 2008 (ZENIT.org).- Pubblichiamo di seguito il discorso introduttivo di Benedetto XVI alla preghiera mariana dell’Angelus recitata con i fedeli ed i pellegrini convenuti questa domenica in Piazza San Pietro. 

Cari fratelli e sorelle! 

Quest’oggi, vorrei affidare alla vostra preghiera varie intenzioni. In primo luogo, ricordando che ieri, festa liturgica della Presentazione del Signore, abbiamo celebrato la Giornata della Vita Consacrata, vi invito a pregare per coloro che Cristo chiama a seguirlo più da vicino con una speciale consacrazione. A questi nostri fratelli e sorelle, che si dedicano al totale servizio di Dio e della Chiesa con i voti di povertà, castità e obbedienza, va la nostra gratitudine. La Vergine Santa ottenga molte e sante vocazioni alla vita consacrata, che costituisce una ricchezza inestimabile per la Chiesa e per il mondo. 

Un’altra intenzione di preghiera ce l’offre la Giornata per la vita, che si celebra oggi in Italia, e che ha come tema Servire la vita. Saluto e ringrazio quanti sono convenuti qui, in Piazza San Pietro, per testimoniare il loro impegno a difesa e promozione della vita e per ribadire che « la civiltà di un popolo si misura dalla sua capacità di servire la vita » (Messaggio della CEI per la XXX Giornata nazionale per la vita). Ognuno, secondo le proprie possibilità, professionalità e competenze, si senta sempre spinto ad amare e servire la vita, dal suo inizio al suo naturale tramonto. E’ infatti impegno di tutti accogliere la vita umana come dono da rispettare, tutelare e promuovere, ancor più quando essa è fragile e bisognosa di attenzioni e di cure, sia prima della nascita che nella sua fase terminale. Mi unisco ai Vescovi italiani nell’incoraggiare quanti, con fatica ma con gioia, senza clamori e con grande dedizione, assistono familiari anziani o disabili, e a coloro che consacrano regolarmente parte del proprio tempo per aiutare quelle persone di ogni età la cui vita è provata da tante e diverse forme di povertà. 

Preghiamo anche perché la Quaresima, che avrà inizio mercoledì prossimo con il Rito delle Ceneri – che io celebrerò come ogni anno nella Basilica di Santa Sabina all’Aventino – sia un tempo di autentica conversione per tutti i cristiani, chiamati ad una sempre più autentica e coraggiosa testimonianza della propria fede. Affidiamo queste intenzioni di preghiera alla Madonna. Da ieri fino all’intero giorno dell’11 febbraio, memoria della Beata Vergine di Lourdes e 150° anniversario delle Apparizioni, è possibile ricevere l’indulgenza plenaria, applicabile ai defunti, alle solite condizioni – Confessione, Comunione e preghiera secondo le intenzioni del Papa – e sostando in orazione dinanzi ad un’immagine benedetta della Madonna di Lourdes esposta alla pubblica venerazione. Per gli anziani e gli ammalati ciò è possibile mediante il desiderio del cuore. Maria, Madre e Stella della Speranza, illumini i nostri passi e ci renda sempre più fedeli discepoli di Gesù Cristo. 

[Dopo l'Angelus parlando in italiano:] 

Vi invito ad unirvi ai fratelli e alle sorelle del Kenya – alcuni dei quali sono qui presenti in Piazza San Pietro – nella preghiera per la riconciliazione, la giustizia e la pace nel loro Paese. Assicurando a tutti la mia vicinanza, auspico che gli sforzi di mediazione attualmente in atto possano avere successo e condurre, grazie alla buona volontà e alla collaborazione di tutti, ad una rapida soluzione del conflitto, che ha già provocato troppe vittime. 

La malvagità, con il suo carico di dolore, sembra non conoscere limiti nell’Iraq, come ci dicono le tristissime notizie di questi giorni. Elevo di nuovo la mia voce in favore di quella popolazione duramente provata e per essa invoco la pace di Dio. 

Nel mio Messaggio per la recente Giornata Mondiale della Pace ho sottolineato il fatto che è nella famiglia che si apprende il lessico della convivenza civile e si scoprono i valori umani. Le festività del capodanno lunare vedranno riunite nella gioia, nei prossimi giorni, le famiglie di vari Paesi asiatici. Auguro a tutti loro ogni bene e prosperità ed auspico che sappiano conservare e valorizzare queste belle e fruttuose tradizioni di vita familiare, a beneficio delle loro rispettive Nazioni e di quei Paesi in cui si trovano attualmente a vivere. 

Nella Diocesi di Roma inizia oggi la « Settimana diocesana della vita e della famiglia », che culminerà domenica prossima, presso il Santuario della Madonna del Divino Amore, con la celebrazione della « Festa diocesana della famiglia ». Incoraggio tutti i genitori a riscoprire la grandezza e la bellezza della missione educativa. Sì, educare è molto impegnativo ma entusiasmante! Fate sperimentare ai vostri figli, fin dalla più tenera età, quella vicinanza che testimonia l’amore, donate voi stessi, affinché a loro volta si aprano agli altri e al mondo con serenità e generosità. Anima dell’educazione sia sempre la fiducia in Dio, che « dà speranza al nostro futuro »! 

Rivolgo un cordiale saluto ai pellegrini di lingua italiana, in particolare alle numerose Figlie della Carità, venute in occasione della Beatificazione della loro consorella Giuseppina Nicòli, che proprio stamani è stata celebrata a Cagliari. Saluto inoltre il folto gruppo di ragazzi e ragazze « GEN 3″ del Movimento dei Focolari, i cresimandi di Galzignano Terme e di Saccolongo, in diocesi di Padova, e quelli di Lazise, presso Verona, i fedeli provenienti da Perugia e dalla parrocchia romana di San Mauro, la Corale Sacro Cuore di Gesù di Bellizzi e i partecipanti al convegno promosso dalle Facoltà di Medicina e Chirurgia delle Università romane in occasione della Giornata della Vita. A tutti auguro una buona domenica. 

Publié dans:Angelus Domini, Papa Benedetto XVI, ZENITH |on 5 février, 2008 |Pas de commentaires »

buona notte

buona notte dans immagini buon...notte, giorno gladiolus_flanaganii

Gladiolus flanaganii

http://www.ubcbotanicalgarden.org/potd/2005/10/

Publié dans:immagini buon...notte, giorno |on 5 février, 2008 |Pas de commentaires »

« Se riuscirò anche solo a toccare il suo mantello, sarò guarito »

dal sito: 

http://levangileauquotidien.org/

Sant’Ambrogio (circa 340-397), vescovo di Milano e dottore della Chiesa
Commento sul vangelo di Luca, 6, 57-59 ; SC 45, 248

« Se riuscirò anche solo a toccare il suo mantello, sarò guarito »

È la fede che tocca Cristo ; è la fede che lo vede. Non lo tocca il nostro corpo ; non lo afferrano gli occhi della nostra natura. Infatti vedere senza percepire, non è vedere ; sentire senza comprendere, non è sentire, né è toccare se non tocchiamo con la fede…

Se considereremo la misura della nostra fede e se comprenderemo la grandezza del Figlio di Dio, vedremo che, in rapporto a lui, possiamo toccare soltanto la frangia ; la parte superiore del suo mantello, non la possiamo raggiungere. Se dunque vogliamo anche noi essere guariti, tocchiamo mediante la fede, la frangia di Cristo. Egli non ignora quanti toccano la sua frangia, anche se la toccano mentre è voltato di spalle. Infatti Dio non ha bisogno di occhi per vedere ; non ha sensi corporali, invece possiede in lui la conoscenza di ogni cosa. Beato dunque chi tocca almeno l’estremità del Verbo ; chi può infatti afferrarlo interamente ?

Publié dans:Bibbia: commenti alla Scrittura |on 5 février, 2008 |Pas de commentaires »

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