Archive pour le 24 novembre, 2007

Cardinali: Andre Vinght-Trois e Emmanuel III

Cardinali: Andre Vinght-Trois e Emmanuel III dans CONCISTORO

New cardinal Andre Vingt-Trois of France receives the biretta, a four-cornered red hat, from Pope Benedict XVI during the Consistory ceremony in Saint Peter’s Basilica at the Vatican November 24, 2007. Pope Benedict, elevating 23 prelates from around the world to the elite rank of cardinal, made a pressing appeal on Saturday for an end to the war in Iraq and decried the plight of the country’s Christian minority. REUTERS/Tony Gentile (ITALY)

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 dans CONCISTORO

Iraq’s newly appointed cardinal Emmanuel III Delly gets his red hat — symbolising the blood of the martyrs — from Pope Benedict XVI at the Vatican. Twenty-three new cardinals knelt before the pontiff to accept their birettas — square red hats — during a time-honoured ceremony inducting them into the elite body that advises and elects popes.(AFP/Christophe Simon)

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Papa: ai 23 nuovi cardinali, sappiate essere “servi” di amore

da Asia News: 

http://www.asianews.it/index.php?l=it&art=10888&theme=3&size=A

24/11/2007 12:07 


VATICANO 

Papa: ai 23 nuovi cardinali, sappiate essere “servi” di amore

Nella solenne cerimonia in San Pietro, Benedetto XVI ricorda le sofferenze dei cristiani del Medio Oriente ed in particolare dell’Iraq. Con la “creazione”, dei nuovi porporati il Collegio cardinalizio è composto di 201 cardinali, 120 dei quali sono “elettori”, potrebbero cioè eleggere il nuovo papa.

Città del Vaticano (AsiaNews) – La Chiesa cattolica ha 23 nuovi cardinali. Una cerimonia suggestiva, con più di 100 porporati e centinaia di vescovi, scandita dalle formule latine e dai canti ha segnato il loro ingresso in quello che un tempo era il clero romano ed oggi rappresenta l’universalità della Chiesa. Amore, dedizione, fedeltà, servizio: sono le virtù che, nelle parole che il Papa ha rivolto loro oggi, debbono caratterizzare l’operato di chi, nell’abito, mostra l’impegno a servire il Vangelo fino “all’effusione del sangue”, come recita la formula latina del giuramento.   

A rendere concreto il richiamo, sia Benedetto XVI che il neo-cardinale Leonardo Sandri, che a nome dei nuovi porporati lo ha ringraziato, hanno evocato le sofferenze che colpiscono i cristiani in tante parti del mondo e specialmente in Iraq, le violazioni alla libertà di religione, le offese alla dignità dell’uomo.   

Cerimonia solenne, dunque, nella basilica di San Pietro, per il secondo Concistoro ordinario pubblico per la creazione di cardinali – come recita la denominazione ufficiale – di Benedetto XVI. Rito nel corso del quale il Papa “crea” il cardinale e gli consegna la berretta, ossia il cappello e gli assegna il “titolo” ossia la titolarità di una chiesa di Roma. In tal modo essi divengono formalmente parte di quel clero romano al quale da sempre spetta la scelta del vescovo della città, che è il papa. Domani, nel corso della messa che i nuovi porporati celebreranno con Benedetto XVI, quest’ultimo consegnerà loro l’anello.   

Oggi, come ha notato il Papa, “i tempi sono mutati e la grande famiglia dei discepoli di Cristo è disseminata in ogni continente”. “La diversità dei membri del Collegio Cardinalizio, sia per provenienza geografica che culturale, – ha proseguito – pone in rilievo questa crescita provvidenziale ed evidenzia al tempo stesso le mutate esigenze pastorali a cui il Papa deve rispondere. L’universalità, la cattolicità della Chiesa ben si riflette pertanto nella composizione del Collegio dei Cardinali”. In effetti, con le nuove nomine, esso è composto di 201 membri, 120 dei quali, non avendo ancora compiuto 80 anni, potrebbero entrare in un conclave per l’elezione del papa. Dei 201 cardinali, 104 sono europei, 20 dell’America settentrionale, 34 dell’America latina, 18 africani, 21 asiatici e 4 dell’Oceania. Gli asiatici provengono da India (6), Filippine (3), Vietnam (2), Corea (2). Giappone, Thailandia, Indonesia, Siria, Cina, Taiwan, Libano ed Iraq ne hanno uno ciascuno. Vengono dall’Asia due dei nuovi cardinali, l’indiano Oswald Gracias e l’iracheno Emmanuel III Delly.   

Proprio riferendosi a quest’ultimo, il Papa ha parlato delle “care comunità cristiane che si trovano in Iraq”. “Questi nostri fratelli e sorelle nella fede – ha aggiunto – sperimentano nella propria carne le conseguenze drammatiche di un perdurante conflitto e vivono al presente in una quanto mai fragile e delicata situazione politica. Chiamando ad entrare nel Collegio dei Cardinali il Patriarca della Chiesa Caldea – ha detto ancora – ho inteso esprimere in modo concreto la mia vicinanza spirituale e il mio affetto per quelle popolazioni. Vogliamo insieme, cari e venerati Fratelli, riaffermare la solidarietà della Chiesa intera verso i cristiani di quella amata terra e invitare ad invocare da Dio misericordioso, per tutti i popoli coinvolti, l’avvento dell’auspicata riconciliazione e della pace”. Dell’Iraq, poco prima, il card. Sandri aveva evocato “lacrime e sangue” e il “doloroso esodo di tanti cristiani dalla terra che vide un tempo partire Abramo”.   

A tutti i nuovi cardinali, Benedetto XVI ha ricordato che “ogni vero discepolo di Cristo può aspirare ad una cosa sola: a condividere la sua passione, senza rivendicare alcuna ricompensa. Il cristiano è chiamato ad assumere la condizione di ‘servo’ seguendo le orme di Gesù, spendendo cioè la sua vita per gli altri in modo gratuito e disinteressato. Non la ricerca del potere e del successo, ma l’umile dono di sé per il bene della Chiesa deve caratterizzare ogni nostro gesto ed ogni nostra parola. La vera grandezza cristiana, infatti, non consiste nel dominare, ma nel servire”.   

“Cari Fratelli – ha detto poi – entrando a far parte del Collegio dei Cardinali, il Signore vi chiede e vi affida il servizio dell’amore: amore per Dio, amore per la sua Chiesa, amore per i fratelli con una dedizione massima ed incondizionata, usque ad sanguinis effusionem, come recita la formula per l’imposizione della berretta e come mostra il colore rosso degli abiti che indossate. Siate apostoli di Dio che è Amore e testimoni della speranza evangelica: questo attende da voi il popolo cristiano”.    

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Suggestioni e colori del Concistoro.

dal sito:

http://www.radiovaticana.org/it1/Articolo.asp?c=169415

Suggestioni e colori del Concistoro. Il saluto del Papa ai fedeli in Piazza San Pietro: la Chiesa abbraccia tutti i popoli 

La commozione per la situazione della Chiesa in Iraq ha caratterizzato in modo particolare la creazione dei nuovi cardinali presieduta da Benedetto XVI. Ritorniamo allora su questo e sugli aspetti salienti della cerimonia di stamattina nel racconto di Alessandro De Carolis:

(canto)

(In latino: Benedetto XVI chiama i neo-cardinali)
Ogni applauso è l’eco di un affetto e un segno di riconoscenza. Ma in quello, più simile a un’ovazione, che riverbera nella Basilica al nome del patriarca di Babilonia dei Caldei, Emmanuel III Delly, è celata anche l’eco di un dolore che viene da lontano, e il segno è quello impresso per emblema sul rosso della veste patriarcale: il colore del “sangue” e delle “lacrime” del popolo iracheno, dei cristiani rimasti in Iraq e di quelli resi senza terra da un conflitto che da anni demolisce la terra di Abramo. E’ qui, in questo squarcio di consapevole durezza che irrompe nella solennità del rito, la nota simbolica più intensa del Concistoro dell’anno 2007. La pioggia minacciata ma rimasta solo nelle previsioni ha dato un inconsapevole contributo allo svolgersi di una cerimonia altamente suggestiva, prevista inizialmente in Piazza San Pietro – comunque affollata – ma poi per precauzione spostata nella splendida cornice della Basilica, anch’essa stipata di fedeli e oggi simmetricamente suddivisa, nelle prime file, dal rosso dei cardinali, a sinistra dell’altare della Cattedra, e a destra dal viola dei presuli.
Due tonalità e due simmetrie che danno l’idea del succedersi gerarchico e dell’unità con il Pontefice, significato questo che oggi, più di ogni altra circostanza – specie nel rapporto privilegiato tra il Papa e le porpore – è al centro dei pensieri di Benedetto XVI e dei 23 nuovi cardinali. Le nuove nomine riportano a 120 il numero degli elettori, secondo il limite stabilito da Paolo VI, ma soprattutto portano a 69 Paesi i Paesi rappresentati qui, a fianco del Papa, nel cuore Chiesa universale. Uomini che hanno dimostrato di aver servito con dedizione la causa del Vangelo e che oggi – come reciterà alla fine una intenzione della preghiera universale – devono considerare “la dignità alla quale sono stati chiamati, come segno che sollecita un più grande amore per la Chiesa”. Una responsabilità espressa con le parole dell’antica formula latina: “Prometto e giuro di rimanere, da ora e per sempre finché avrò vita, fedele a Cristo e al suo Vangelo…”.
(In latino: formula di giuramento dei cardinali)
L’applauso torna a riempire le volte di San Pietro quando, uno alla volta, i nuovi cardinali vanno ad inginocchiarsi davanti a Benedetto XVI, ricevono da lui la berretta rossa e il possesso di una Chiesa romana, dove si recano subito dopo. Negli occhi di chi è presente e di chi guarda la cerimonia in televisione resta l’abbraccio, prolungato, commosso, del Papa con il patriarca Delly. Un abbraccio che si prolunga idealmente quando poco dopo, tra lo sventolio di molte bandiere irachene, Benedetto XVI rivolge questo suo saluto alla folla della Piazza:
« Cari fratelli e sorelle! Benvenuti qui! Grazie per la vostra presenza, per la vostra partecipazione a questo importante evento della Chiesa cattolica, la creazione di nuovi cardinali, che riflettono l’universalità della Chiesa, la sua cattolicità. La Chiesa parla in tutte le lingue, abbraccia tutti i popoli, tutte le culture e preghiamo che il Signore benedica questi nuovi cardinali. A voi tutti auguro una buona domenica, buon ritorno! Grazie per la vostra presenza! » .
(applausi)
Oggi pomeriggio, dalle 16.30 alle 18.30, si svolgeranno le tradizionali visite di cortesia ai nuovi cardinali. Domani mattina, come abbiamo già detto, il Papa presiederà nella Basilica Vaticana la Santa Messa con i nuovi porporati ai quali consegnerà l’anello cardinalizio. La Radio Vaticana trasmetterà la cronaca dell’evento a partire dalle 10.20 sulle consuete frequenze con commenti in italiano, francese, tedesco, inglese, spagnolo e portoghese.

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Concistoro: I nuovi Cardinali

dal sito Vaticano:

 

http://www.vatican.va/news_services/liturgy/2007/documents/ns_lit_doc_20071124_titoli_it.htm

 

CONCISTORO ORDINARIO PUBBLICO DEL 24 NOVEMBRE 2007

ASSEGNAZIONE
DEI TITOLI E DELLE DIACONIE
AI NUOVI CARDINALI

  1. Sua Beatitudine EMMANUEL III DELLY2. Card. LEONARDO SANDRI Diaconia dei Santi Biagio e Carlo ai Catinari

3. Card. JOHN P. FOLEY Diaconia di San Sebastiano al Palatino

4. Card. GIOVANNI LAJOLO Diaconia di Santa Maria Liberatrice a Monte Testaccio

5. Card. PAUL J. CORDES Diaconia di San Lorenzo in Piscibus

6. Card. ANGELO COMASTRI Diaconia di San Salvatore in Lauro

7. Card. STANISLAW RYŁKO Diaconia del Sacro Cuore di Cristo Re

8. Card. RAFFAELE FARINA Diaconia di San Giovanni della Pigna

9. Card. GARCÍA-GASCO VICENTE Titolo di San Marcello

10. Card. SEÀN BAPTISTA BRADY Titolo dei Santi Quirico e Giulitta

11. Card. LLUÍS MARTÍNEZ SISTACH Titolo di San Sebastiano alle Catacombe

12. Card. ANDRÉ VINGT-TROIS Titolo di San Luigi dei Francesi

13. Card. ANGELO BAGNASCO Titolo della Gran Madre di Dio

14. Card. THÉODORE-ADRIEN SARR Titolo di Santa Lucia a Piazza d’Armi

15. Card. OSWALD GRACIAS Titolo di San Paolo della Croce a “Corviale”

16. Card. FRANCISCO ROBLES ORTEGA Titolo di Santa Maria della Presentazione

17. Card. DANIEL N. DiNARDO Titolo di Sant’Eusebio

18. Card. ODILO PEDRO SCHERER Titolo di Sant’Andrea al Quirinale

19. Card. JOHN NJUE Titolo del Preziosissimo Sangue di Nostro Signore Gesù Cristo

20. Card. GIOVANNI COPPA Diaconia di San Lino

21. Card. ESTANISLAO ESTEBAN KARLIC Titolo della Beata Vergine Maria Addolorata a Piazza Buenos Aires

22. Card. URBANO NAVARRETE Diaconia di San Ponziano

23. Card. UMBERTO BETTI Diaconia dei Santi Vito, Modesto e Crescenzia

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buona notte

buona notte dans immagini buon...notte, giorno geum_rivale

http://www.windoweb.it/guida/mondo/foto_di_fiori/geum_rivale.jpg

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Nascere alla nuova creazione

Teodoro di Mopsuestia ( ?-428), vescovo di Mopsuestia in Cilicia e teologo
Commento su San Giovanni, libro 2, ; CSCO 116, 55

Nascere alla nuova creazione

« Quanti siamo stati battezzati in Cristo, siamo stati battezzati nella sua morte. Per mezzo del battesimo siamo stati sepolti insieme a lui nella morte, perché come Cristo fu risuscitato dai morti per mezzo della gloria del Padre, così anche noi possiamo camminare in una vita nuova. Se infatti siamo stati completamente uniti a lui con una morte simile alla sua, lo saremo anche con la sua risurrezione » (Rm 6, 3-5). San Paolo ci mostra chiaramente che la nostra nuova nascita nel battesimo è il simbolo della nostra risurrezione dopo la morte. Questa si realizzerà per noi nella potenza dello Spirito, secondo la parola: « Si semina corruttibile e risorge incorruttibile; si semina ignobile e risorge glorioso, si semina debole e risorge pieno di forze; si semina un corpo animale, risorge un corpo spirituale » (1 Cor 15,42-44). Il che significa: così come quaggiù il nostro corpo, finché l’anima è presente, gode della vita visibile, così allora riceverà la vita eterna incorruttibile nella potenza dello Spirito.

Allo stesso modo, nella nascita che ci viene data nel battesimo, che è il simbolo della risurrezione, riceviamo la grazia con lo Stesso Spirito, ma in una certa misura e come pegno. La riceveremo in pienezza quando risusciteremo realmente e che l’incorruttibilità ci sarà effettivamente comunicata. Per questo, quando l’apostolo Paolo parla della vita futura, vuole rincuorare i suoi uditori con queste parole: « La creazione non è la sola, ma anche noi, che possediamo le primizie dello Spirito, gemiamo interiormente aspettando l’adozione a figli, la redenzione del nostro corpo » (Rm 8,23). Infatti se abbiamo ricevuto fin d’ora le primizie della grazia, aspettiamo di accoglierla in pienezza quando ci verrà data la felicità della risurrezione.

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