La libertà che viene da Dio, una lezione di Beethoven, secondo Benedetto XVI

dal sito:

http://www.zenit.org/article-12385?l=italian 

 

La libertà che viene da Dio, una lezione di Beethoven, secondo Benedetto XVI

 Parla del compositore per il concerto-regalo dell’orchestra e del coro della Radio di Baviera 

 

CITTA’ DEL VATICANO, mercoledì, ottobre 2007 (ZENIT.org).- La “solitudine silenziosa” per cui dovette passare Beethoven gli insegnò “un modo nuovo di ascolto” equiparabile a un dono liberatore di Dio, constata Benedetto XVI.

Il Papa – la cui profonda cultura musicale è ben nota – si è fatto eco della lezione e della testimonianza del geniale compositore nel discorso di ringraziamento pronunciato sabato pomeriggio, dopo il concerto offerto in suo onore dall’orchestra sinfonica e dal coro della Radio di Baviera (“Bayerischer Rundfunk”).

7.000 persone sono accorse in Vaticano, nell’Aula Paolo VI, per ascoltare insieme al Santo Padre la IX sinfonia di Ludwig van Beethoven, eseguita da 174 musicisti sotto la direzione del maestro Mariss Jansons. 

Profondamente riconoscente, il Papa ha affermato nel suo discorso – in tedesco e in italiano –, dopo l’interpretazione, che questo “regalo” rimarrà per molto tempo nella sua memoria.

“Capolavoro imponente”, la IX sinfonia di Beethoven, che “appartiene al patrimonio universale dell’umanità, suscita sempre di nuovo la mia meraviglia”, ha riconosciuto.

“Dopo anni di auto-isolamento e di vita ritirata, in cui Beethoven aveva da combattere con difficoltà interne ed esterne che gli procuravano depressione e profonda amarezza e minacciavano di soffocare la sua creatività artistica, il compositore ormai totalmente sordo, nell’anno 1824, sorprende il pubblico con una composizione che rompe la forma tradizionale della sinfonia” e “si eleva ad uno straordinario finale di ottimismo e di gioia. Che cosa era accaduto?”, ha chiesto il Papa.

La musica offre risposte, perché “lascia intuire qualcosa di ciò che sta alla base di questa esplosione inaspettata di giubilo”, ha spiegato.

“Il travolgente sentimento di gioia trasformato qui in musica non è qualcosa di leggero e di superficiale – ha sottolineato –: è un sentimento conquistato con fatica, superando il vuoto interno di chi dalla sordità era stato spinto nell’isolamento”.

La “solitudine silenziosa” “aveva insegnato a Beethoven un modo nuovo di ascolto che si spingeva ben oltre la semplice capacità di sperimentare nell’immaginazione il suono delle note che si leggono o si scrivono”, ha osservato Benedetto XVI.

Per approfondire questa realtà, il Papa ha alluso a “un’espressione misteriosa del profeta Isaia che, parlando di una vittoria della verità e del diritto, diceva: ‘Udranno in quel giorno i sordi le parole di un libro [cioè parole solamente scritte]; liberati dall’oscurità e dalle tenebre, gli occhi dei ciechi vedranno’ (cfr 29, 18-24)”.

“Si accenna così ad una percettività che riceve in dono chi da Dio ottiene la grazia di una liberazione esterna ed interna”. 

Il Pontefice ha anche ricordato che il coro e l’orchestra della radio bavarese, nel 1989, quando è caduto il muro di Berlino, eseguirono la stessa sinfonia sotto la direzione di Leonard Bernstein, cambiando il testo dell’“Inno alla Gioia” in “Libertà, bella scintilla di Dio”.

Così si è riusciti ad esprimere, “più del semplice sentimento del momento storico”, che “la vera gioia è radicata in quella libertà che, in fondo, solo Dio può donare”, ha sottolineato.

“Egli – a volte proprio attraverso periodi di vuoto e di isolamento interni – vuole renderci attenti e capaci di ‘sentire’ la sua presenza silenziosa non solo ‘sopra la volta stellata’, ma anche nell’intimo del nostro animo. È lì che arde la scintilla dell’amore divino che può liberarci a ciò che siamo veramente”. 

Il concerto ha avuto luogo quasi un anno dopo la visita del Papa in Baviera, sua terra natale. Una visita che, come ha riconosciuto l’Arcivescovo emerito di Monaco e Frisinga – il Cardinale Friedrich Wetter – nel suo saluto al Santo Padre, ha suscitato molta gioia. Ringraziando per questo, e per rinnovare i loro auguri per l’80° compleanno di Benedetto XVI, è stato organizzato questo omaggio musicale.

“Sappiamo che lei è un grande amante e profondo intenditore della musica classica”, ha detto al Papa il presidente della “Bayerischer Rundfunk”, Thomas Gruber, sottolineando che nell’ultima visita pontificia alla Basilica di Ratisbona, per la benedizione del nuovo organo, Benedetto XVI ha osservato che con la loro musica i grandi compositori volevano, ciascuno a proprio modo, glorificare Dio. 

Publié dans : Papa Benedetto XVI |le 31 octobre, 2007 |Pas de Commentaires »

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