Leggere i segni dei tempi

Giovanni Paolo II
Lettera apostolica Novo millenio ineunte, 6/01/2001, § 55-56 (© copyright Libreria Editrice Vaticana)

Leggere i segni dei tempi

Nella condizione di più spiccato pluralismo culturale e religioso, quale si va prospettando nella società del nuovo millennio, il dialogo interreligioso è importante anche per mettere un sicuro presupposto di pace e allontanare lo spettro funesto delle guerre di religione che hanno rigato di sangue tanti periodi nella storia dell’umanità. Il nome dell’unico Dio deve diventare sempre di più, qual è, un nome di pace e un imperativo di pace.

Ma il dialogo non può essere fondato sull’indifferentismo religioso, e noi cristiani abbiamo il dovere di svilupparlo offrendo la testimonianza piena della speranza che è in noi (cfr 1 Pt 3,15)… Il dovere missionario, d’altra parte, non ci impedisce di andare al dialogo intimamente disposti all’ascolto. Sappiamo infatti che, di fronte al mistero di grazia infinitamente ricco di dimensioni e di implicazioni per la vita e la storia dell’uomo, la Chiesa stessa non finirà mai di indagare, contando sull’aiuto del Paraclito, lo Spirito di verità (Gv 14,17), al quale appunto compete di portarla alla « pienezza della verità » (Gv 16,13).

Questo principio è alla base non solo dell’inesauribile approfondimento teologico della verità cristiana, ma anche del dialogo cristiano con le filosofie, le culture, le religioni. Non raramente lo Spirito di Dio, che « soffia dove vuole » (Gv 3,8), suscita nell’esperienza umana universale, nonostante le sue molteplici contraddizioni, segni della sua presenza, che aiutano gli stessi discepoli di Cristo a comprendere più profondamente il messaggio di cui sono portatori. Non è stato forse con questa umile e fiduciosa apertura che il Concilio Vaticano II si è impegnato a leggere i « segni dei tempi » (Gaudium et spes, §4)? Pur attuando un operoso e vigile discernimento, per cogliere i « veri segni della presenza o del disegno di Dio » (§11), la Chiesa riconosce che non ha solo dato, ma anche «ricevuto dalla storia e dallo sviluppo del genere umano» (§44). Questo atteggiamento di apertura e insieme di attento discernimento il Concilio lo ha inaugurato anche nei confronti delle altre religioni.

Publié dans : Bibbia: commenti alla Scrittura |le 26 octobre, 2007 |Pas de Commentaires »

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