Strasburgo Alessio II all’Europa: «Fronte comune sui valori»

 dal sito on line del giornale « Avvenire »

Strasburgo Alessio II all’Europa: «Fronte comune sui valori» 


 DAL NOSTRO INVIATO A STRASBURGO 


 CARLO BARONI 


Viene da Mosca, dal Paese che per settant’anni ha pensato di potere fare a meno di Dio, della religione. Che l’ha soffocata e oppressa.
  Credendo così di ridare «libertà» ai suoi cittadini. Invece ha creato solo milioni di schiavi disperati. E un vuoto che fa paura solo a guardarlo. Il patriarca di Mosca e di tutte le Russie, Alessio II, ieri era nel cuore del continente, ospite del Consiglio d’Europa, a Strasburgo. È in Francia su invito della Chiesa cattolica transalpina.
  Un viaggio, per molti versi, storico. Il leader degli ortodossi ha rivolto un appello all’Assemblea per la «difesa dei valori», una battaglia di civiltà che l’Europa non può permettersi di perdere o, peggio, di non combattere. Nel luogo che ha fatto dei Diritti dell’uomo una bandiera, il patriarca ha ricordato come per il cristianesimo la dignità umana sia un valore imprescindibile. «L’essere umano non deve diventare un bene di consumo, un oggetto di esperimenti, un qualcuno che vive sotto il controllo delle nuove tecnologie» ha detto Alessio II. Già, l’essere umano che non è mai un mezzo, come diceva Kant, filosofo «laico». Il patriarca ha ricordato come dai comportamenti morali discenda un bene per tutta la società: «La moralità è libertà in azione». Concetti che sembrano controcorrente in un’Europa che va in tutt’altra direzione.
  Il leader ortodosso punta il dito contro il «relativismo morale» ma ricorda altresì che la moralità «dipende dalle scelte individuali e non c’è potere dello Stato che possa interferire in ciò». Ma è sbagliato pensare di «estromettere la religione dalla sfera pubblica per relegarla nel privato». Alessio II ha ribadito l’importanza dello studio della religione nelle scuole, strumento, appunto, per indirizzare a quel comportamento morale che è uno dei pilastri sui quali si regge la società.
  Il patriarca ha anche risposto alle domande che gli hanno rivolto i rappresentanti di tutti i gruppi politici presenti al Consiglio d’Europa. Toccando anche temi sociali e politici. Ha opposto un secco «no» alla pena di morte ricordando come la Chiesa sia a «favore della tutela della vita in tutte le sue fasi». Un deputato lo ha accusato di «intolleranza» per aver manifestato contrarietà al gay pride che si era tenuto a Mosca. Alessio II ha ribadito che il cristianesimo insegna «l’amore e la compassione per tutti gli esseri umani. Ma scostarsi dagli insegnamenti morali con l’adulterio, l’infedeltà, rapporti sessuali disordinati, sfruttamento della donna, porta la coscienza dell’uomo a soffrire». Quindi, nessuna discriminazione verso gli omosessuali ma no alla propaganda del gay pride che fa pubblicità ad un comportamento peccaminoso. I comportamenti omossessuali, ha detto, «cambiano la personalità dell’uomo, in questo senso sono una distorsione, una malattia».
  Un accenno anche agli estremismi e alterrorismo che minacciano il vecchio Continente. «Alcuni mascherano sotto spoglie religiose queste azioni – ha detto il leader ortodosso – e un terreno favorevole per questa forza distruttrice è proprio l’ignoranza religiosa ». Infine la vicenda del Kosovo. Il patriarca ha ricordato come la regione sia la «culla della nazione serba», piena di monumenti che testimoniano questo legame profondo. Concetto ripreso più tardi dal primo ministro di Belgrado, Vojislav Kostunica, disposto a concedere uno status privilegiato alla comunità albanese che vive nell’area, ma di indipendenza, nemmeno a parlarne. Per il capo del governo serbo è necessario che la comunità internazionale si spenda per non arrivare a soluzioni unilaterali che avebberol’unico risultato di irrigidire Belgrado e allontanare tutte le parti in causa da uno sbocco positivo. Kostunica ha chiesto al Consiglio d’Europa che nel dirimere la questione del Kosovo si tenga conto di tre principi irrinunciabili: «Il rispetto dei diritti umani, la salvaguardia della democrazia e il rispetto del Diritto intrnazionale».
 Appello davanti al Consiglio di Strasburgo del patriarca ortodosso: «L’essere umano non deve diventare un bene di consumo». Polemica per le dichiarazioni sugli omosessuali «malati»
 

Publié dans : ZENITH |le 3 octobre, 2007 |Pas de Commentaires »

Vous pouvez laisser une réponse.

Laisser un commentaire

PUERI CANTORES SACRE' ... |
FIER D'ÊTRE CHRETIEN EN 2010 |
Annonce des évènements à ve... |
Unblog.fr | Annuaire | Signaler un abus | Vie et Bible
| Free Life
| elmuslima31