Archive pour le 7 septembre, 2007

foto del viaggio del Papa di questa mattina

foto Yahoo USA: 

foto del viaggio del Papa di questa mattina dans immagini del Papa

Pope Benedict XVI, left, kisses a baby prior to a religious mass at the ‘Am Hof’ church in Vienna, Austria, on Friday, Sept. 7, 2007. The Pontiff on Friday arrived to Austria for a three-day long visit to meet pilgrims and celebrate masses in Mariazell, in Heiligenkreuz and in Vienna. Others are not identified. (AP Photo/Robert Jaeger, Pool)

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Pope Benedict XVI waves to the pilgrims during a liturgical opening ceremony at the ‘Am Hof’ square in downtown Vienna, Austria, on Friday Sept. 7, 2007. The pontiff spends a three-day-visit to Austria. Person at left is not identified. (AP Photo/Robert Jaeger, Pool)

Pope Benedict XVI is welcomed by Vienna’s chief Rabbi Paul Chaim Eisenberg (R) before paying tribute in front of a memorial to Holocaust victims in Vienna September 7, 2007. German-born Pope Benedict on Friday said the Roman Catholic Church wanted to show « repentance » for what happened to the Jewish people during the Holocaust in which the Nazis killed some six million of them. The Pontiff is on a three-day visit to Austria. REUTERS/Vatican Pool (AUSTRIA)

Pope Benedict XVI is greeted by Cardinal Christoph Schoenborn (L) during the opening ceremony at the ‘Mariensaeule’ (Column of the Vergin Mary) September 7, 2007. German-born Pope Benedict on Friday said the Roman Catholic Church wanted to show « repentance » for what happened to the Jewish people during the Holocaust in which the Nazis killed some six million of them. The Pontiff is on a three-day visit to Austria. REUTERS/Vatican Pool (AUSTRIA)

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le mie suggestioni del viaggio del Papa di questa mattina

io questa mattina ho guardato in televisione l’arrivo del Papa in Austria, i saluti, poi l’arrivo alla Mariensaule e la sosta davanti al monumento della Shoah; ossia tutto quello che è accaduto questa mattina; io posto i discorsi mano a mano che li trovo; l’impressione è quella, che leggerete nel discorso del Papa all’aeroporto di Vienna: che si trovava come a casa; la solennità delle cerimonie iniziali era come trasfigurata dalla familiarità e dal sorriso sia del Papa  che dei presenti soprattutto del Cardinale Schönborn Arcivescovo di Vienna; arrivati alla Mariensaule si trovavano in uno spazio come un terrazzo esterno della Chiesa perché sotto c’era la folla per pregare e li, appunto, dovevano pregare, tutto è cominciato, ma durante il discorso del Papa si deve essere staccato il collegamento del microfono con la piazza ed il Papa non ha potuto continuare; nell’attesa di un possibile ripristino – che non è avvenuto – il Papa sorrideva ai presenti, il gruppo dei prelati Austriaci gli sorrideva con grande dolcezza, ma come attendendo qualcosa da lui, il Papa ha aspettato un po’ poi si è avvicinato al bordo del terrazzo ed ha benedetto la folla; erano tanti, tutti con quegli impermeabilini trasparenti che vendono anche qui, sorridenti guardavano in su, un po’ dolci ed un po’ meravigliati, così è sembrato a me; c’era molti giovani, si sentivano più che riconoscere, i giovani tedeschi gridavano: Benedikt, Benedikt!, ma, come al solito c’era un gruppo di italiani che gridava (come al solito più forte) Benedetto, Benedetto! 

 

sono un po’ stanca e non riesco a fare di più stasera, magari domani, anche perché per il francese ho tradotto qualcosa, la presentazione del viaggio ed il primo discorso, poi, credo che troverò le traduzioni, ed è faticoso anche se sono contenta di averlo fatto; a domani per gli altri testi e per qualche riflessione se ce l’ho dentro di me, seriamente; 

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Saluto del Papa davanti alla colonna di Maria a Vienna

 dal sito Zenith:

http://www.zenit.org/article-11796?l=italian

 

 Saluto del Papa davanti alla colonna di Maria a Vienna 

Prima tappa del suo pellegrinaggio verso Mariazell 

 

VIENNA, venerdì, 7 settembre 2007 (ZENIT.org).- Riportiamo il testo del saluto pronunciato da Benedetto XVI questo venerdì dalla loggia della facciata della chiesa “Am Hof dei Nove Cori Angelici” di Vienna, davanti alla Mariensäule (colonna di Maria), prima tappa del suo pellegrinaggio verso il Santuario di Mariazell. 

* * * 

Venerato Signor Cardinale,
onorevole Signor Sindaco,
cari fratelli e sorelle!

Come prima tappa del mio pellegrinaggio verso Mariazell ho scelto la Mariensäule, per riflettere un momento con voi sul significato della Madre di Dio per l’Austria del passato e del presente, come anche sul suo significato per ciascuno di noi. Saluto di cuore tutti voi convenuti qui per la preghiera ai piedi della Mariensäule. Ringrazio Lei, caro Signor Cardinale, per le calorose parole di benvenuto all’inizio di questa nostra celebrazione. Saluto il Signor Sindaco e tutte le Autorità presenti. Un particolare saluto rivolgo ai giovani e ai rappresentanti delle comunità di lingue straniere nell’Arcidiocesi di Vienna, che dopo questa liturgia della Parola si raccoglieranno nella chiesa, dove fino a domani rimarranno in adorazione davanti al Santissimo. Così essi realizzeranno in modo molto concreto ciò che in questi giorni vogliamo fare tutti noi: con Maria guardare a Cristo.

Con la fede in Gesù Cristo, il Figlio di Dio incarnato, si collega sin dai primi tempi una venerazione particolare per sua Madre, per quella Donna, nel cui grembo Egli assunse la natura umana partecipando perfino al battito del suo cuore, la Donna che accompagnò con delicatezza e rispetto la sua vita fino alla sua morte in croce, e al cui amore materno Egli alla fine affidò il discepolo prediletto e con lui tutta l’umanità. Nel suo sentimento materno Maria accoglie anche oggi sotto la sua protezione persone di tutte le lingue e culture, per condurle insieme, in una multiforme unità, verso Cristo. A Lei possiamo rivolgerci nelle nostre preoccupazioni e necessità. Da Lei, però, dobbiamo anche imparare ad accoglierci a vicenda con lo stesso amore con cui Ella accoglie tutti noi: ciascuno nella sua singolarità, voluto come tale e amato da Dio. Nella famiglia universale di Dio, nella quale per ogni persona è previsto un posto, ciascuno deve sviluppare i propri doni per il bene di tutti.

La Mariensäule, eretta dall’imperatore Ferdinando III come ringraziamento per la liberazione di Vienna da un grande pericolo e da lui inaugurata proprio 360 anni fa, deve essere anche per noi oggi un segno di speranza. Quante persone, da allora, si sono fermate presso questa colonna e, pregando, hanno levato gli occhi verso Maria! Quanti hanno sperimentato nelle difficoltà personali la forza della sua intercessione! Ma la nostra speranza cristiana si estende ben oltre la realizzazione dei nostri desideri piccoli e grandi. Noi leviamo gli occhi verso Maria, che ci mostra a quale speranza siamo stati chiamati (cfr Ef 1, 18); Lei, infatti, personifica ciò che l’uomo è veramente!

L’abbiamo appena sentito nel brano della Lettera agli Efesini: già prima della creazione del mondo, Dio ci ha scelti in Cristo. Egli conosce ed ama ciascuno di noi fin dall’eternità! E a quale scopo ci ha scelti? Per essere santi e immacolati al suo cospetto nella carità! E ciò non è un compito inattuabile: in Cristo Egli ce ne ha già donato la realizzazione. Noi siamo redenti! In virtù della nostra comunione col Cristo risorto, Dio ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale. Apriamo il nostro cuore, accogliamo l’eredità preziosa! Allora potremo intonare, insieme a Maria, la lode della sua grazia. E se continueremo a portare le nostre preoccupazioni quotidiane davanti alla Madre immacolata di Cristo, Lei ci aiuterà ad aprire le nostre piccole speranze sempre verso la grande, vera speranza che dà senso alla nostra vita e può colmarci di una gioia profonda ed indistruttibile.

In questo senso vorrei ora, insieme a voi, levare gli occhi verso l’Immacolata, affidare a Lei le preghiere che poc’anzi avete pronunciate e chiedere la sua protezione materna per questo Paese e per i suoi abitanti:

Santa Maria, Madre Immacolata del nostro Signore Gesù Cristo, in te Dio ci ha donato il prototipo della Chiesa e del retto modo di attuare la nostra umanità. A te affido il Paese d’Austria e i suoi abitanti: aiuta tutti noi a seguire il tuo esempio e ad orientare la nostra vita totalmente verso Dio! Fa che, guardando a Cristo, diventiamo sempre più simili a Lui: veri figli di Dio! Allora anche noi, pieni di ogni benedizione spirituale, potremo corrispondere sempre meglio alla sua volontà e diventare così strumenti di pace per l’Austria, per l’Europa e per il mondo. Amen.

 

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VIAGGIO APOSTOLICO DI SUA SANTITÀ BENEDETTO XVI CERIMONIA DI BENVENUTO

dal sito vaticano:

http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/speeches/2007/september/documents/hf_ben-xvi_spe_20070907_welcome-austria_it.html 

VIAGGIO APOSTOLICO

DI SUA SANTITÀ BENEDETTO XVI
IN AUSTRIA
IN OCCASIONE DELL’850° ANNIVERSARIO
DELLA FONDAZIONE DEL SANTUARIO DI MARIAZELL 

CERIMONIA DI BENVENUTO 

DISCORSO DI SUA SANTITÀ BENEDETTO XVI  

Aeroporto internazionale di Vienna/Schwechat
Venerdì, 7 settembre 2007 
 

Signor Presidente Federale,
Signor Cancelliere Federale,
venerato Signor Cardinale,
cari Confratelli nell’Episcopato,
illustri Signore e Signori,
cari giovani amici!
 

Con grande gioia metto oggi piede, per la prima volta dopo l’inizio del mio Pontificato, in terra d’Austria, in un Paese che mi è familiare a causa della vicinanza geografica al luogo della mia nascita, e non soltanto per questo. La ringrazio, Signor Presidente Federale, per le cordiali parole con cui, in nome dell’intero Popolo austriaco, mi ha rivolto il Suo benvenuto. Lei sa quanto mi senta legato alla Sua Patria e a molte persone e luoghi del Suo Paese. Questo spazio culturale nel centro dell’Europa supera frontiere e congiunge impulsi e forze di varie parti del Continente. La cultura di questo Paese è essenzialmente permeata dal messaggio di Gesù Cristo e dall’azione che la Chiesa ha svolto nel suo nome. Tutto ciò e ancora molte altre cose mi danno la viva impressione di essere tra voi, cari Austriaci, un po’ “a casa”. 

Il motivo della mia venuta in Austria è l’850o anniversario del luogo sacro di Mariazell. Tale Santuario della Madonna rappresenta in certo qual modo il cuore materno dell’Austria e possiede da sempre una particolare importanza anche per gli Ungheresi e per i Popoli slavi. È simbolo di un’apertura che non supera solo frontiere geografiche e nazionali, ma nella persona di Maria rimanda ad una dimensione essenziale dell’uomo: la capacità di aprirsi alla Parola di Dio ed alla sua verità. 

Con questa prospettiva, durante i prossimi tre giorni, desidero compiere qui in Austria il mio pellegrinaggio verso Mariazell. Negli ultimi anni si costata con gioia un crescente interesse da parte di tante persone per il pellegrinaggio. Nell’essere in cammino durante un pellegrinaggio, proprio anche i giovani trovano una via nuova di riflessione meditativa; fanno conoscenza gli uni degli altri e insieme si ritrovano davanti alla creazione, ma anche davanti alla storia della fede che, non di rado, inaspettatamente sperimentano come una forza per il presente. Intendo il mio pellegrinaggio verso Mariazell come un essere in cammino insieme ai pellegrini del nostro tempo. In questo senso inizierò fra poco al centro di Vienna la preghiera comune che, quasi come pellegrinaggio spirituale, accompagnerà queste giornate in tutto il Paese. 

Mariazell rappresenta non solo una storia di 850 anni, ma in base all’esperienza della storia – e soprattutto in virtù del rimando materno della Statua miracolosa a Cristo – indica anche la strada verso il futuro. In questa prospettiva vorrei oggi, insieme con le Autorità politiche di questo Paese e con i rappresentanti delle Organizzazioni internazionali, gettare ancora uno sguardo sul nostro presente e sul nostro futuro. 

Il giorno di domani mi porterà per la festa della Natività di Maria, la Festa patronale di Mariazell, a quel Luogo di grazia. Nella Celebrazione eucaristica davanti alla Basilica ci riuniremo, secondo l’indicazione di Maria, intorno a Cristo che viene in mezzo a noi. A Lui chiederemo di poterLo contemplare sempre più chiaramente, di riconoscerLo nei nostri fratelli, di servirLo in loro e di andare insieme con Lui verso il Padre. Come pellegrini al Santuario, nella preghiera e attraverso i mezzi di comunicazione, saremo uniti a tutti i fedeli e agli uomini di buona volontà qui nel Paese e ampiamente oltre i suoi confini. 

Pellegrinaggio non significa soltanto cammino verso un Santuario. Essenziale è anche il cammino di ritorno verso la quotidianità. La nostra vita quotidiana di ogni settimana comincia con la Domenica – dono liberatorio di Dio che vogliamo accogliere e custodire. Celebreremo così questa Domenica nella Basilica di Santo Stefano – in comunione con tutti coloro che nelle parrocchie dell’Austria e in tutto il mondo si raccoglieranno per la Santa Messa. 

Signore e Signori! So che in Austria la Domenica, in quanto giorno libero dal lavoro, ed anche i tempi liberi in altri giorni della settimana vengono in parte usati da molte persone per un impegno volontario a servizio degli altri. Anche un simile impegno, offerto con generosità e disinteresse per il bene e la salvezza degli altri, segna il pellegrinaggio della nostra vita. Chi “guarda” al prossimo – lo vede e gli fa del bene – guarda a Cristo e Lo serve. Guidati ed incoraggiati da Maria vogliamo aguzzare il nostro sguardo cristiano in vista delle sfide da affrontare nello spirito del Vangelo e, pieni di gratitudine e di speranza, da un passato a volte difficile, ma sempre anche ricco di grazia, ci incamminiamo verso un futuro colmo di promesse. 

Signor Presidente Federale, cari amici! Mi rallegro di queste giornate in Austria e all’inizio del mio pellegrinaggio saluto Lei e tutti voi con un cordiale “Grüß Gott!”. 

  

 

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VIAGGIO APOSTOLICO DI SUA SANTITÀ BENEDETTO XVI IN AUSTRIA

dal sito Vaticano: 

http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/speeches/2007/september/documents/hf_ben-xvi_spe_20070907_welcome-austria_it.html

UFFICIO DELLE CELEBRAZIONI LITURGICHE
DEL SOMMO PONTEFICE 
VIAGGIO APOSTOLICO
DI SUA SANTITÀ BENEDETTO XVI
IN AUSTRIA IN OCCASIONE
DELL’850° ANNIVERSARIO DELLA FONDAZIONE
 DEL SANTUARIO DI MARIAZELL 
 
 

 Significato del Viaggio Apostolico 

La Visita del Papa Benedetto XVI in Austria, dal 7 al 9 settembre 2007, ha come motto “Guardare a Cristo”. Tale titolo è stato scelto appositamente per indicare quello che è l’atteggiamento fondamentale della fede. Esso richiama inoltre il gesto tipico che vuole mostrare la Statua miracolosa di Mariazell, meta importante del pellegrinaggio del Santo Padre nella sua Visita. Maria, con un gesto forte e discreto, mostra ai fedeli e a tutto il mondo Cristo, Figlio di Dio e Figlio dell’uomo. Guardare a lui, lasciarsi coinvolgere nella comunione con lui, è la radice e il fondamento dell’esistenza cristiana. “Volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto”: così dice il racconto della crocifissione del Vangelo secondo Giovanni (Gv 19, 37) che cita il libro del profeta Zaccaria. Quel libro parla in modo profetico della venuta del Messia e dell’inizio del Regno di Dio. Nel mistero di Gesù Cristo la comunione di Dio con gli uomini è pienamente realizzata. “Chi ha visto me ha visto il Padre” (Gv 14, 9), dice il Signore Gesù ai suoi discepoli alla vigilia del sacrificio della croce. Cristo elevato sulla croce attira tutti a sé (Gv 12, 32) per ricongiungere così i molti popoli nell’unico Popolo di Dio, nella comunione della Chiesa. Lo sguardo fedele e continuo a Cristo nutre e approfondisce la comunione con lui, dà speranza e consolazione: “Rimanete in me e io in voi” (Gv 15, 4). Nel 2007 Mariazell festeggia il suo 850o anniversario di fondazione. Da secoli il santuario è meta di tanti pellegrini che con le loro preoccupazioni e le loro speranze percorrono il cammino, spesso faticoso, verso Cristo; lì lo possono incontrare in modo singolare nella preghiera e nella liturgia. Perciò anche il Papa Benedetto XVI ha deciso, come il suo predecessore Giovanni Paolo II, di recarsi pellegrino a Mariazell per guardare a Cristo, insieme al Popolo di Dio affidato alla sua guida. Dallo sguardo rivolto al Signore scaturiscono la forza e il coraggio di testimoniare il messaggio della fede in famiglia, nel lavoro e nella società. Attraverso l’intima relazione con Cristo crescono nei fedeli e nei loro pastori la gioia del Vangelo e l’unità nella Chiesa. Lo sguardo rivolto al Signore rende i fedeli veri testimoni di Cristo e apostoli nel terzo millennio della storia della Chiesa. Attraverso questo atteggiamento interiore si mantiene viva e si rafforza la grazia del battesimo. Tale testimonianza risplende nel mondo perché “noi non possiamo tacere quello che abbiamo visto e udito” (At 4, 20). Il servizio della Chiesa nel mondo cresce guardando al Signore, nella luce dello Spirito Santo, che dona fede, speranza e carità. L’amore – così scrive il Santo Padre nella sua Enciclica Deus caritas est – “sarà sempre necessario, anche nella società più giusta. […] Ci sarà sempre sofferenza che necessita di consolazione e di aiuto. Sempre ci sarà solitudine”. Guardare a Cristo nella liturgia, soprattutto nella Santa Messa, nella comune fede apostolica e nel prossimo, specie malato, povero e perseguitato, dona la forza e il coraggio di testimoniare il Vangelo nel mondo.   Tappe del Viaggio Apostolico  Il Santo Padre durante il suo soggiorno in Austria visita l’Arcidiocesi di Vienna e la Diocesi di Graz-Seckau. La Diocesi di Vienna fu eretta canonicamente nel 1469 ed elevata ad Arcidiocesi nel 1722. Prima dell’autonomia diocesana i territori dell’Arcidiocesi erano sottoposti alla Diocesi di Passau (eretta nel 739). Dal XIII secolo i sovrani austriaci cercarono di erigere a Vienna una Diocesi indipendente. Nel 1469 l’Imperatore Federico III ottenne finalmente l’erezione della Diocesi di Vienna. Con le riforme dell’Imperatore Giuseppe II il territorio dell’Arcidiocesi di Vienna venne a coincidere con i confini della regione. L’Arcivescovo di Vienna è il Metropolita della Provincia ecclesiastica di Vienna alla quale appartengono le Diocesi suffraganee di Eisenstadt, Linz e St. Pölten. La chiesa cattedrale è il Duomo di Santo Stefano. 

La Diocesi di Graz-Seckau è stata fondata dall’Arcivescovo Eberhard II di Salisburgo con il benestare di Papa Onorio III nel 1218. La chiesa abbaziale di Seckau  fungeva da chiesa cattedrale. I Vescovi di Seckau risiedevano nel castello Seggau nella Stiria meridionale. Nel 1786 Giuseppe II modificò in modo determinante la struttura diocesana e da allora il Vescovo di Seckau risiede a Graz. La chiesa di Sant’Egidio, in precedenza appartenuta ai gesuiti e alla corte, divenne la chiesa cattedrale. Dalla seconda metà del XIX secolo i confini diocesani corrispondono a quelli del Land Stiria.  Celebrazioni liturgiche con il Santo Padre Cuore spirituale del Viaggio Apostolico del Santo Padre in Austria sono le celebrazioni liturgiche che avranno il loro culmine nel giubileo per l’850o anniversario della fondazione di Mariazell. Già prima della sua elezione alla Cattedra di Pietro, il Santo Padre aveva manifestato il desiderio di una sua visita al Santuario. Dopo aver ricevuto, come Successore di Giovanni Paolo II, il Pallio del Principe degli Apostoli, egli ha confermato la sua promessa: “Sì, tornerò alla Magna Mater Austriæ”. Benedetto XVI presiede, inoltre, in occasione del Viaggio Apostolico la celebrazione della Santa Messa a Vienna.  Venerdì, 7 settembre 2007, ore 12.45 Benedetto XVI presiede nella Platz am Hof nel centro di Vienna una liturgia stazionale come apertura del pellegrinaggio a Mariazell. In seguito, nella chiesa dei Nove Cori Angelici, il Santo Padre dà inizio alla veglia di preghiera e all’adorazione del Santissimo Sacramento in preparazione alla festa del giorno seguente. Alla veglia di preghiera si uniscono le comunità parrocchiali in tutto il Paese. Sabato, 8 settembre 2007, ore 9.45  Nella Basilica di Mariazell il Santo Padre compie una sosta all’altare della Cappella del Santuario. Egli prega davanti alla venerata immagine della Beata Vergine Maria. Sabato, 8 settembre 2007, ore 10.30 

Papa Benedetto XVI celebra la Santa Messa sulla piazza antistante la Basilica di Mariazell. Il formulario della Santa Messa è quello della Solennità della Natività della Beata Vergine Maria, festa patronale di Mariazell. Si usa la III preghiera eucaristica con il prefazio della Natività della Beata Vergine di Maria.   Sabato, 8 settembre 2007, ore 16.45 Papa Benedetto celebra i Secondi Vespri della Solennità della Natività della Beata Vergine Maria nella Basilica di Mariazell. La preghiera della sera segna l’incontro del Santo Padre con i Sacerdoti, i Religiosi e le Religiose, i Seminaristi e le Persone di Vita consacrata. Domenica, 9 settembre 2007, ore 10.00  Il Santo Padre Benedetto XVI celebra a Vienna la Santa Messa solenne della domenica nel Duomo di Santo Stefano, insieme ai Rappresentanti delle Organizzazioni ed Associazioni della “Alleanza per la Domenica”. Le modalità rituali della Santa Messa, con la partecipazione della Dommusik, sono quelle consuete della tradizione propria della Cattedrale viennese. Il formulario della Santa Messa è quello della XXIII domenica per annum con il IV prefazio delle domeniche del tempo ordinario e la preghiera eucaristica II. Dopo la Santa Messa il Santo Padre guida la preghiera dell’Angelus con i fedeli nella piazza del Duomo.  Domenica, 9 settembre 2007, ore 16.30  Papa Benedetto XVI prega davanti alla reliquia della Santa Croce nella chiesa abbaziale di Heiligenkreuz, insieme ai monaci, ai Professori e agli Studenti della Facoltà Pontificia. Secondo la tradizione della preghiera corale quotidiana dell’Abbazia, la celebrazione è in latino e in canto gregoriano.   Conclusione  Dalla Visita di Papa Benedetto XVI in Austria derivano numerosi stimoli sia per la comunità ecclesiale che per la società. Si potrà riconoscere quale forza e quale fiducia si irradiano da una vita illuminata dalla fede. Il Santo Padre, insieme al Popolo di Dio, va pellegrino a Mariazell, dal Figlio di Dio fatto uomo, per pregare con i fedeli per la salvezza del mondo. L’immagine miracolosa di Mariazell indica il programma di fede della Chiesa vissuto sia individualmente che comunitariamente: Maria mostra il suo Figlio ai pellegrini. Come alle nozze di Cana, Ella dice: “Fate quello che vi dirà” (Gv 2, 5). L’imperativo nasce da un precedente sostare con Cristo. Dalla preghiera e dalla liturgia scaturisce la ferma speranza che sostiene nel lavoro quotidiano. Papa Benedetto XVI tempo fa ha scritto: “Il fondamento sicuro che sostiene in tutte le tempeste è la stessa parola di Gesù”. Con lo sguardo rivolto al Signore e alla sua parola, i cristiani testimoniano con gioia e speranza questa fede fondata sulla roccia.   † Piero Marini
Arcivescovo tit. di Martirano
Maestro delle Celebrazioni Liturgiche Pontificie
 
  

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