Archive pour le 2 septembre, 2007

due foto dell’incontro a Loreto

due foto dell'incontro a Loreto dans Papa Benedetto XVI

Pope Benedict XVI (L) looks on after he met Italian priest Rev. Giancarlo Bossi, who was held hostage for over a month by Muslim rebels in the southern Philippines, during a meeting with youths in Loreto, central Italy, September 1, 2007. REUTERS/Daniele La Monaca (ITALY)

dal sito yahoo USA

 dans Papa Benedetto XVI

Pope Benedict XVI clasps his hands, framed by a statue of the Virgin Mary with Child, at foreground left, with 300,000 estimated young pilgrims gathered on a field in Loreto, central Italy, Saturday, Sept. 1, 2007. The pontiff decried the collapse of marriages Saturday, telling tens of thousands of young Catholics that he was praying that today’s crisis in traditional family values doesn’t become an ‘irreversible failure.’ (AP Photo/Pier Paolo Cito)

dal sito Yahoo USA

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qualche riflessione prima di postare qualche articolo sull’incontro del Papa con i giovani a Loreto,

qualche riflessione prima di postare qualche articolo sull’incontro del Papa con i giovani a Loreto, come vedete ho fatto un un unico discorso per il Blog francese (per il quale c’è qualche aggiunta) e per quello italiano, opvvio che per i francesi ho tradotto (speriamo bene):

PER IL BLOG ITALIANO E QUELLO FRANCESE 

Mi sembra che sui siti stiano girando ancora i testi dati in precedenza ai giornalisti e trascurati dal Papa per parlare a braccio, per quanto riguarda la messa di questa mattina il testo offerto dai siti dovrebbe essere quello reale, quelli di ieri mi appaiono mescolati con qualche testo vero, io li ho sentiti e non riesco a distinguere, ho scelto i due articoli del sito Asia News, che,  essendo articoli riportano il vissuto senza alterarlo, proprio in quanto articoli e la preghiera del Papa a Maria; 

ci sono molti discorsi che andrebbero riportati bene, per esempio quello su Madre Teresa di Calcutta e la sua « notte buia », anche questo va riportato bene e aspetto un sito sicuro come Zenith o il sito Vaticano che forse domani pubblicherà almeno in italiano, su Avvenire di oggi – che sarà su internet domani – la descrizione giornalistica dell’avvenimento è molto bella, anche per Avvenire aspettiamo, questo è il mio parere; 

infatti quello che è stato vissuto, le domande dei giovani, le risposte del Papa a braccio, commossi i giovani e commosso il Papa, sono comunque di difficile riproposta perché vedere il Papa commosso, l’atmosfera che si viveva li, l’impressione  dell’evento visto dalla televisione, come ho fatto io, sono cose diverse; 

per quanto riguarda l’omelia del Papa di questa mattina, quella riportata dovrebbe essere giusta, tuttavia, come ho detto preferisco aspettare; 

mi sembra che il Papa abbia voluto soprattuto incoraggiare i giovani alla responsabilità senza facili accarezzamenti, domande: è difficile, risposta sì è difficile; il Papa non si è nascosto e non ha nascosto le difficoltà di questo tempo, ha risposto da Padre, ossia da papà, ed ha risposto da Papa, i due aspetti mescolati insieme difficilmente si riportano a parole, perché poi, non si possono riportare le parole  (sempre che siano quelle) senza un commento che dipani ed interpreti l’evento nella sua totalità; 

c’è un’intervista a Mons. Bruno Forte che mi è piaciuta anche perché Forte è in grado sia di comprendere i pensieri interiori delle persone, sia la situazione nel suo insieme, sia, e questo mi sembra che conta, non solo il pensiero del Papa, ma quello che lui porta nel cuore: chi è il nostro Papa, anche per questo aspettiamo; 

posso solo – in coscienza – offrire le cose più immediate, i testi che i giornalisti avevano in mano in precedenza sono serviti a poco perché il Papa spesso parla a braccio ed inoltre, il testo scritto e non commentato da una persona capace rischia di mancare di espressione; 

come vuole il Papa: aspettiamo la verità tutta intera; 

PER IL BLOG FRANCESE INOLTRE 

c’è una preghiera del Papa a Maria di ieri sera, se non la trovo sui siti francesi aspetto anche per questa domani; 

sul sito Vaticano oggi non ci sono i testi neppure in italiano; 

su Avvenire, che ho già citato, che normalmente riporta bene, solo domani si avranno degli articoli di una certa qualità; 

riporto solo due articoli presi da Yahoo France, che, appunto, essendo articoli non alterano la realtà; 

insomma, come si dice per gli alimenti in scatola, diffidate di quelli che non vedete e aspettate quelli di qualità;

leggerete che c’erano solo « i giovani italiani », no, c’erano giovani da tutto il mondo, dall’Australia, dalla Francia anche, che sventolavano le loro bandiere;

Publié dans:con voi |on 2 septembre, 2007 |Pas de commentaires »

La preghiera del Papa nella santa casa di Maria

dal sito on line del giornale « Avvenire »: 

La preghiera del Papa  nella santa casa di Maria   

Maria, Madre del sì, tu hai ascoltato Gesù
e conosci il timbro della sua voce e il battito del suo cuore.
Stella del mattino, parlaci di Lui
e raccontaci il tuo cammino per seguirlo nella via della fede. 

Maria, che a Nazareth hai abitato con Gesù,
imprimi nella nostra vita i tuoi sentimenti,
la tua docilità, il tuo silenzio che ascolta
e fa’ fiorire la Parola in scelte di vera libertà. 

Maria, parlaci di Gesù,
perché la freschezza della nostra fede
brilli nei nostri occhi e scaldi il cuore di chi ci incontra,
come Tu hai fatto visitando Elisabetta
che nella sua vecchiaia ha gioito con te per il dono della vita. 

Maria, Vergine del Magnificat,
aiutaci a portare la gioia nel mondo e, come a Cana,
spingi ogni giovane, impegnato nel servizio ai fratelli,
a fare solo quello che Gesù dirà. 

Maria, poni il tuo sguardo sull’Agorà dei giovani,
perché sia il terreno fecondo della Chiesa italiana.
Prega perché Gesù, morto e risorto, rinasca in noi
e ci trasformi in una notte piena di luce, piena di Lui. 

Maria, Madonna di Loreto, porta del cielo,
aiutaci a levare in alto lo sguardo.
Vogliamo vedere Gesù. Parlare con Lui.
Annunciare a tutti il Suo amore.
 

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P. Bossi: Nei giorni del rapimento, la tenerezza di Dio

sempre da Asia News il discorso di Padre Bossi: 

 

01/09/2007 22:25
VATICANO -ITALIA – FILIPPINE

P. Bossi: Nei giorni del rapimento, la tenerezza di Dio


Fra i canti, le danze, le rockstar che si sono succedute sul palco alla Notte dell’Agorà, vi è stata anche la testimonianza di p. Giancarlo Bossi, il missionario del Pime rapito nelle Filippine e liberato dopo 39 giorni.

 

Loreto (AsiaNews) – Ecco la testimonianza di p. Bossi durante la Notte dell’Agorà dei Giovani: 

“Mai avrei pensato nella mia vita di trovarmi di fronte a tanti giovani. Chiedo scusa se mi vedete impacciato. La parola non è il mio forte. Sono convinto che ciascuno di noi ha un sogno da realizzare. Ciascuno di noi ha qualche cosa da dire. Non solo con le parole, c’è anche chi si esprime con gesti, chi nel silenzio solidale, chi con un sorriso. L’importante è mantenere vivo il sogno della vita. L’importante è volare! Ragazzi, fatevi rapire dai vostri ideali! Io ho iniziato a sognare quando ho deciso di entrare in seminario, ho continuato il mio sogno durante la mia ordinazione sacerdotale, l’ho vissuto nelle Filippine per tanti anni. L’ho toccato con mano durante i giorni del mio rapimento. 

Sono un missionario, uno dei migliaia di preti impegnati in tutti i paesi poveri del mondo. Vivo nelle Filippine da 27 anni. Continuerò a farlo. Spero. Questa storia non cambia, non mi cambierà. Anzi, no, qualcosa di diverso c’è: non fumo dal 27 giugno. Spero di non riprendere. 

È iniziato tutto il 10 giugno. Era il giorno del Corpus Domini. Una festa a me cara perché mi ricorda il Cristo pane spezzato per l’umanità, agnello immolato per la speranza dell’uomo; innocente vittima che accumula su di sé la se tedi giustizia di tutte le donne e gli uomini che nel mondo soffrono. 

Avevo detto Messa alle 7.00 nella chiesa di Payao, poi ero salito sulla moto per andare a un’altra celebrazione. Ho visto questi uomini indivisa, con i mitra. Pensavo fossero dell’esercito. Poi ho capito, ma la frittata ormai era fatta. Mi avevano preso. 

Ricordo che quando stavo salendo sulla barca con loro il mio primo pensiero è andato alla gente della mia parrocchia in Payao. 

Durante il lungo viaggio in mare, coperto da un telone, mi sono chiesto che cosa il Padre mi chiedeva. 

È così che sono iniziati i 40 giorni di prigionia. Ho patito la fame, tantissimo, e la fatica. Ma non ho mai avuto paura di morire. Cercavo di parlare con i miei rapitori. 

Ho chiesto loro: “Voi pregate come me il Dio della Pace. Com’è che lo fate con il mitra alla sinistra e un sequestrato alla destra?”. Mi hanno risposto che Allah è nel loro cuore. Il rapimento è lavoro. Pagati per eseguire un rapimento, l’hanno fatto. 

Sono stato per 40 giorni sulle montagne. Mi ci hanno portato con forza. ho visto attorno a me persone povere, spaventate. Persone che volevano farsi forza tenendo tra le mani un fucile. Per loro ho provato compassione. Ho cercato anche di mettermi nei loro panni. Anche in loro ho visto la bontà di Dio. Quel Dio che ti prende per mano e che non ti lascia solo. Quel Dio che ti fa superare le paure e che entra in rapporto con te chiedendoti la totale disponibilità. 

Durante i 40 giorni del mio deserto nella foresta mi sono sentito rinnovare. La mia preghiera è diventata più essenziale e forte. La mia disponibilità a Dio più incisiva. 

Nelle difficoltà con forza si sperimenta la tenerezza di Dio. Ti fa recuperare la dimensione del tuo essere dono. In quel momento ho chiesto al Padre di mandare un prete a Payao. Una altro prete che continuasse ad annunciare il Vangelo alla mia gente. 

I miei rapitori erano tutti giovanissimi, intorno ai 20 anni. Ho capito che avevano già ucciso. Cercavo di capire con le mie domande, di fissare un dialogo con i rapitori. Mi sono reso conto che anche loro sono dei poveri diavoli, abbrutiti più dalla povertà che dalla volontà di fare del male. 

Dall’esterno non arrivava nessuna notizia. I giorni passavano e mi sentivo scoraggiato. 

Col rosario mi tenevo aggiornato sulle date, ma la conta è stata estenuante. Temevo che il rapimento sarebbe durato 3, 4 mesi, così quando mi hanno detto che mi avrebbero lasciato andare non ci ho creduto. Pensavo mi prendessero in giro. Invece, mi hanno liberato. Il 19 luglio. 

Ho voluto telefonare subito a casa, per rassicurare la mia mamma, Amalia, che proprio quel giorno ha compiuto 87 anni. È stata una telefonata d’istinto, di pancia. 

Sono in Italia da qualche settimana ormai, ma voglio tornare il prima possibile dalla mia parrocchia di Payao, dai miei bambini. I poveri hanno bisogno di persone capaci di amare senza limiti o condizioni, e a Payao la gente è povera. Io sono stato sequestrato fisicamente, ma sono troppi coloro che sono sotto sequestro della povertà. La loro prigionia può durare una vita. Qui, in Italia, mi capita di sentire dei bambini che, di fronte al cibo, dicono: “Che schifo!”. Nelle Filippine vedo i loro coetanei frugare nella spazzatura e ringraziare Dio se trovano qualcosa. C’è una distorsione profonda in tutto questo. Qui c’è bisogno di recuperare i valori, là delle condizioni di vita più umane”. 

Alla fine, fortemente emozionato, p. Bossi ha voluto aggiungere: « Mi sono chiesto tante volte perchè mi hanno rapito. A me non piace essere in prima fila. Ma ho capito. E’ perchè fra di noi ci sono tante persone che nel silenzio si prendono cura del loro fratello, dei genitori, dell’handicappato… Io sono qui a nome loro, di tutti quelli che agiscono nel silenzio. La loro testimonianza dovrebbe diventare la forza del nostro agire, la forza del nostro sogno ». 

 

Publié dans:testimonianze |on 2 septembre, 2007 |Pas de commentaires »

Papa: Loreto, capitale spirituale dei giovani

per l’incontro a Loreto di ieri:

 

 prendo l’articolo di Asia News, perché alcuni « testi integrali » proposti da altri siti non sono integrali, tanto vale aspettare; 

 

 

01/09/2007 20:02

VATICANO – ITALIA

Papa: Loreto, capitale spirituale dei giovani


Benedetto XVI esorta i 300 mila radunati nella piana di Montorso a “non temere” le difficoltà, i fallimenti, le insicurezze, i “silenzi di Dio”, scoprendo Cristo nella creazione, nella liturgia, nell’amicizia fra i cristiani. Un invito alla testimonianza di fede nella società. Il saluto e il grazie di p. Giancarlo Bossi.

 

Loreto (AsiaNews) – La statua scura della Madonna di Loreto che passa non nel silenzio, ma fra gli applausi e l’entusiasmo di quasi 300 mila giovani radunati nella piana di Montorso, mentre si leva la struggente “Ave Maria” di Gounod cantata da Andrea Boccelli, è forse il simbolo di questa Agorà dei Giovani organizzata dalla Conferenza episcopale italiana in preparazione all’incontro della Giornata Mondiale della Gioventù di Sydney del 2008. Un po’ kermesse, un po’ festa, un po’ preghiera, la Veglia dei giovani ha mostrato il meglio dei giovani cattolici italiani, con le loro preoccupazioni e slanci e il meglio di Benedetto XVI, che ha partecipato alla veglia con attenzione, emozione e fantasia, lasciando spesso i testi già preparati per parlare ai giovani direttamente dal cuore. 

La periferia e il silenzio di Dio 

La veglia, strutturata con canti e musiche, prevedeva alcune testimonianza sulla situazione giovanile che terminavano  con domande al papa. I primi a parlare sono stati Piero e Giovanna di Bari, lui ingegnere, lei assistente sociale fra i quartieri più abbandonati e periferici di Bari. Dopo aver raccontato del loro impegno, domandano: “Com’è possibile sperare, quando la realtà nega ogni sogno di felicità, ogni progetto di  vita?”. 

Il papa risponde dicendo che l’inquietudine espressa nella domanda ha bisogno non di « risposte teoriche”, di “facile ottimismo”.  E saltando completamente il testo già preparato, sottolinea il dramma della marginalizzazione, dei luoghi abbandonati dai “centri di potere”. Poi ricorda che i “centri” che dovrebbero animare le “periferie” – la famiglia, la parrocchia – sono indebolite. Sottolinea che nella Chiesa non c’è “periferia”, ma tutto è “centro”. Cristo stesso – egli aggiunge – è vissuto a Nazareth, in una zona che “era periferia”, ma “ha rivoluzionato tutto il mondo”. La Chiesa deve “ritornare nelle periferie” e ricostruire il tessuto sociale, con l’aiuto di Cristo. E domanda ai giovani di “cambiare il mondo” a partire dalle periferie e dai luoghi di abbandono. 

È poi la volta di Sara, 24 anni di Genova, impiegata, parla della confusione fra i giovani, dove c’è molta violenza e dove emergono pochi educatori, “punti di riferimento saldi e credibili cui affidare il proprio grido di dolore… Santo Padre, in questo silenzio così pesante, anche per me e la mia fede, dove sono tutti? Ma soprattutto, dov’è Dio?”. 

Anche per questa domanda il pontefice risponde a braccio. “Tutti noi credenti conosciamo il silenzio di Dio”. E cita Madre Teresa che “con tutta la sua carità soffriva il silenzio di Dio”. 

Sempre a braccio ricorda quanto detto dall’allora cardinal Wojtyla, a quale uno scienziato aveva detto che lui era “sicuro” che Dio non esiste, ma aggiungeva che “se guardo le montagne, vedo che Egli esiste”. “La bellezza della creazione – commenta il pontefice – è segno della bontà di Dio”. All’incontro con Dio nella creazione, il papa aggiunge il sentire “la presenza di Dio nelle celebrazioni liturgiche e la sua Parola”, “la grande musica di Bach, di Mozart, di Hendel”, dove si scopre che la fonte di tutto è Dio. Poi ricorda l’amicizia, la compagnia di fede e di cammino – come quella dei giovani a Loreto – e dice: “Dio vuole che noi stessi siamo testimoni della fede da noi esca una luce che illumina” gli altri. 

“E’ difficile – aggiunge – parlare agli amici di oggi di Dio e della Chiesa”, un dio “dei divieti” e “una Chiesa che impone”. “Dobbiamo cercare – spiega il papa – di far sperimentare la Chiesa viva, non l’immagine della Chiesa come centro di potere”. Ricorda poi la sua visita alla fazenda de la Esperanza in Brasile, abitata da ex drogati: “la certezza dell’esistenza di Dio è la salvezza dalla disperazione”. Dio “allarga la vita”; la droga la distrugge. “Cristo – conclude – è venuto per creare una rete di comunione nel mondo perchè tutti insieme possiamo sostenerci. E qui scopriamo che comandamenti, il rapporto con Dio sono in realtà una via della gioia”. 

Quasi a conferma di quanto detto dal papa, è seguita la testimonianza “a lieto fine” di Ilaria, di Roma, 26 anni, che racconta della sua famiglia con un padre violento, della sua anoressia, della madre e dell’aiuto di un sacerdote che l’ha aiutata dal punto di vista psicologico e spirituale. Ora è sposata e madre di una bambina, e ha fatto suo il motto di consacrazione di Papa Wojtyla alla Madonna, “Totus tuus”. 

Il saluto di p. Bossi 

Un’altra storia “a lieto fine” è quella di p. Giancarlo Bossi, missionario del Pime, rapito e poi liberato dopo 39 giorni a Mindanao (Filippine). P. Bossi è fra gli ospiti della veglia, tornato in Italia per partecipare a questo momento. Salito sul palco, ringrazia il pontefice  e i giovani: “Santo Padre – dice – sono felice di essere con lei questa sera per dire il mio grazie: a Dio per aver ancora una volta tenuta amorosamente la mia vita nelle sue mani; a Lei per avermi portato nel suo cuore di padre durante il mio sequestro e aver spinto tanti a pregare per me; a tutti questi giovani perché con la loro preghiera e il loro amore mi hanno dato il coraggio di rimanere fedele a Cristo, alla sua Chiesa, alla mia vocazione missionaria e alla gente a cui appartengo. E avete dato coraggio anche ai missionari che lavorano in tutto il mondo. Grazie, in nome di Dio”. 

Dopo i canti, le preghiere e le letture bibliche, nel suo discorso, Benedetto XVI parla di Loreto che grazie ai giovani è divenuta “la capitale spirituale dei giovani; il centro verso cui convergono idealmente le moltitudini di giovani che popolano i cinque Continenti”. Il papa parla delle speranze, delle attese, ma anche delle delusioni, dei sogni  che sembrano “irrealizzabili”. Parla di “apprensioni” e “interrogativi”: “come inserirsi in una società segnata da numerose e gravi ingiustizie e sofferenze? Come reagire all’egoismo e alla violenza che talora sembrano prevalere? Come dare un senso pieno alla vita?”. Benedetto XVI, che  “è vicino” e “condivide” queste domande, parla ai giovani di Loreto ma “attraverso di voi, ai vostri coetanei del mondo intero”. 

Come Maria, non abbiate timore! 

“Non abbiate timore – egli dice –  Cristo può colmare le aspirazioni più intime del vostro cuore! Ci sono forse sogni irrealizzabili quando a suscitarli e a coltivarli nel cuore è lo Spirito di Dio?”. 

E conforta i giovani nell’impaccio delle loro fragilità, insicurezze e inutilità: “Lasciate – dice – che questa sera io vi ripeta: ciascuno di voi se resta unito a Cristo, può compiere grandi cose. Ecco perché, cari amici, non dovete aver paura di sognare ad occhi aperti grandi progetti di bene e non dovete lasciarvi scoraggiare dalle difficoltà. Cristo ha fiducia in voi e desidera che possiate realizzare ogni vostro più nobile ed alto sogno di autentica felicità”.  E suggerisce:“Guardate a Maria”, che con il suo “sì” a Dio si è trovata a partecipare al centro “della storia dell’umanità intera”. “Guardando a lei – aggiunge -, seguendola docilmente scoprirete la bellezza dell’amore, non però di un amore « usa-e-getta », passeggero e ingannevole, prigioniero di una mentalità egoista e materialista, ma dell’amore vero e profondo”. 

Il papa parla delle tante famiglie “in frantumi”, delle coppie che si separano e aggiunge: “A chi si trova in così delicate e complesse situazioni vorrei dire questa sera: la Madre di Dio, la Comunità dei credenti, il Papa vi sono accanto e pregano perché la crisi che segna le famiglie del nostro tempo non diventi un fallimento irreversibile”. 

Ma il pontefice vuole soprattutto confortare le scelte mature dei giovani, vincendo le paure dei fallimenti: “Ma in questa notte che ci attende, ai piedi della sua Santa Casa, Maria ripeterà a ciascuno di voi, cari giovani amici, le parole che lei stessa si sentì rivolgere dall’Angelo: Non temete! Non abbiate paura! Lo Spirito Santo è con voi e non vi abbandona mai. A chi confida in Dio nulla è impossibile. Ciò vale per chi è destinato alla vita matrimoniale, ed ancor più per coloro ai quali Iddio propone una vita di totale distacco dai beni della terra per essere a tempo pieno dediti al suo Regno”. Ricorda ancora p. Giancarlo Bossi “per il quale abbiamo pregato durante il periodo del suo sequestro nelle Filippine, e oggi gioiamo nell’averlo tra noi. In lui vorrei salutare e ringraziare tutti coloro che spendono la loro esistenza per Cristo sulle frontiere dell’evangelizzazione. Cari giovani, se il Signore vi chiama a vivere più intimamente al suo servizio, rispondete generosamente. Siatene certi: la vita dedicata a Dio non è mai spesa invano”. 

Il papa ha poi concluso la sua omelia salutando “ad uno ad uno”  e “con cuore di padre” tutti i giovani della piana di Montorso, invitandoli a un arrivederci a Sydney: “Preghiamo perché il Signore che compie ogni prodigio conceda a molti di voi di esserci. Lo conceda a me, lo conceda a voi. È questo uno dei tanti nostri sogni che questa notte pregando insieme affidiamo a Maria”. 

Il pontefice ha poi benedetto la Croce del Giubileo della diocesi di Endeber (Etiopia). I giovani della Chiesa italiana si sono impegnati ad aiutare i bisogni di questa chiesa africana. 

All fine dell’incontro, dopo una breve pausa, il papa si è recato a pregare in silenzio nella Santa Casa, mentre i giovani si preparano a una veglia per tutta la notte. Domani il papa celebrerà la messa nella stessa piana di Montorso. 

 

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buona notte e a domani per un racconto o un commento del viaggio del Papa a Loreto

come vi immaginerete ho passato il pomeriggio a vedere il Papa in televisione a Loreto, è stato molto emozionante, mi ha commosso, come sempre il Papa, il suo comportamento, le sue parole, la concretezza delle proposizioni, la profondità del pensiero, sembrava veramente un padre preoccupato per i suoi figli, i suoi tanti figli, ma un Padre che rimanda a Dio e per questo ti commuove, te lo fa amare, anche il suo volto da vecchio europeo lo fa somigliare ai nostri nonni e ai nonni di tutti, ma è così vicino a Dio e così nella verità; domani vedrò di raccontarvi, ma penso che molti di voi l’hanno visto anche in parte,  vi parlerò di questa serata oppure proporrò qualche commento, vediamo domani;

 

buona notte e a domani per un racconto o un commento del viaggio del Papa a Loreto dans immagini buon...notte, giorno Argyreia

Argyreia nervosa

http://www.con-tatto.org/sx_canale/dettaglio.asp?sez=Con-Sostanza&id_sezione=2&id_subSez=97&id_articolo=1324

Publié dans:immagini buon...notte, giorno |on 2 septembre, 2007 |Pas de commentaires »

Seguire Cristo servitore all’ultimo posto

Beato Charles de Foucauld (1858-1916), eremita e missionario nel Sahara
Ritiro, Terra Santa, Quaresima 1898

Seguire Cristo servitore all’ultimo posto

[Cristo:] Considerate [la mia] dedizione agli uomini, e esaminate quale deve essere la vostra. Considerate questa umiltà per il bene dell’uomo, e imparate ad abbassarvi per fare il bene, a farvi piccoli per guadagnare gli altri, a non temere di scendere, di perdere i vostri diritti quando si tratta di fare del bene, a non credere che scendendo, vi mettete nell’impotenza di fare il bene. Al contrario, scendendo, mi imitate; scendendo, adoperate, per l’amore degli uomini, il mezzo che ho adoperato io stesso; scendendo, camminate nella mia via, quindi, nella verità ; e siete al posto migliore per avere la vita, e darla agli altri… Mi metto al rango delle creature con la mia incarnazione, a quello dei peccatori con il mio battesimo: discesa, umiltà… Scendete sempre, umiliatevi sempre.

Che coloro che sono i primi si tengono sempre, con l’umiltà e la disposizione d’animo, all’ultimo posto, in spirito di discesa e di servizio. Amore degli uomini, umiltà, ultimo posto – ultimo posto finché la volontà divina non li chiama ad un altro posto, poiché allora occorre obbedire. L’obbedienza innanzi tutto, la conformità alla volontà di Dio. Quando siete al primo posto, siate, con lo spirito, all’ultimo, con umiltà; occupatelo in spirito di servizio, dicendovi che siete qui per null’altro che per servire gli altri e condurli alla salvezza

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