Archive pour le 23 juillet, 2007

Santa Brigida di Svezia

Santa Brigida di Svezia dans immagini sacre

http://santiebeati.it/immagini/?mode=album&album=28400&dispsize=Original

Publié dans:immagini sacre |on 23 juillet, 2007 |Pas de commentaires »

Dalle «Orazioni» attribuite a santa Brigida

dal sito: 

http://www.maranatha.it/Ore/solenfeste/0723letPage.htm

dall’Ufficio delle letture di questa mattina:

Seconda Lettura
Dalle «Orazioni» attribuite a santa Brigida
(Oraz. 2; Revelationum S. Birgittae libri 2; Roma 1628, pp. 408-410
)

Elevazione della mente a Cristo Salvatore


Sii benedetto, Signor mio Gesù Cristo, per aver predetto prima del tempo la tua morte, per aver trasformato in modo mirabile, durante l’ultima Cena, del pane materiale nel tuo corpo glorioso, per averlo distribuito amorevolmente agli apostoli in memoria della tua degnissima passione, per aver lavato loro i piedi con le tue mani sante e preziose, dimostrando così l’immensa grandezza della tua umiltà.
Onore a te, Signor mio Gesù Cristo, per aver sudato sangue dal tuo corpo innocente nel timore della passione e della morte, operando tuttavia la nostra redenzione che desideravi portare a compimento, mostrando così chiaramente il tuo amore per il genere umano.
Sii benedetto, Signor mio Gesù Cristo, per essere stato condotto da Caifa e per aver permesso nella tua umiltà, tu che sei giudice di tutti, di essere sottoposto al giudizio di Pilato.
Gloria a te, Signor mio Gesù Cristo, per essere stato deriso quando, rivestito di porpora, sei stato coronato di spine acutissime, e per aver sopportato con infinita pazienza che il tuo volto glorioso fosse coperto di sputi, che i tuoi occhi fossero velati, che la tua faccia fosse percossa pesantemente dalle mani sacrileghe di uomini iniqui.
Lode a te, Signor mio Gesù Cristo, per aver permesso con tanta pazienza di essere legato alla colonna, di essere flagellato in modo disumano, di essere condotto coperto di sangue al giudizio di Pilato, di esserti mostrato come un agnello innocente condotto all’immolazione. Onore a te, Signor mio Gesù Cristo, per esserti lasciato condannare nel tuo santo corpo, ormai tutto inondato di sangue, alla morte di croce; per aver portato con dolore la croce sulle tue sacre spalle, e per aver voluto essere inchiodato al legno del patibolo dopo essere stato trascinato crudelmente al luogo della passione e spogliato delle tue vesti.
Onore a te, Signore Gesù Cristo, per aver rivolto umilmente, in mezzo a tali tormenti, i tuoi occhi colmi di amore e di bontà alla tua degnissima Madre, che mai conobbe il peccato, né mai consentì alla più piccola colpa, e per averla consolata affidandola alla protezione fedele del tuo discepolo.
Benedizione eterna a te, Signor mio Gesù Cristo, per aver dato, durante la tua mortale agonia, la speranza del perdono a tutti i peccatori, quando hai promesso misericordiosamente la gloria del paradiso al ladrone che si era rivolto a te.
Lode eterna a te, Signor mio Gesù Cristo, per ogni ora in cui hai sopportato per noi peccatori sulla croce le più grandi amarezze e sofferenze; infatti i dolori acutissimi delle tue ferite penetravano orribilmente nella tua anima beata e trapassavano crudelmente il tuo cuore sacratissimo, finché, venuto meno il cuore, esalasti felicemente lo spirito e, inclinato il capo, lo consegnasti in tutta umiltà nelle mani di Dio Padre, rimanendo poi, morto, tutto freddo nel corpo.
Sii benedetto, Signor mio Gesù Cristo, per aver redento le anime col tuo sangue prezioso e con la tua santissima morte, e per averle misericordiosamente ricondotte dall’esilio alla vita eterna. Sii benedetto, Signor mio Gesù Cristo, per aver lasciato che la lancia ti perforasse, per la nostra salvezza, il fianco e il cuore, e per il sangue prezioso e l’acqua che da quel fianco sono sgorgati per la nostra redenzione.
Gloria a te, Signor mio Gesù Cristo, per aver voluto che il tuo corpo benedetto fosse deposto dalla croce ad opera dei tuoi amici, fosse consegnato nelle braccia della tua addolorata Madre e da lei avvolto in panni, e che fosse rinchiuso nel sepolcro e custodito dai soldati. Onore eterno a te, Signor mio Gesù Cristo, per essere risuscitato dai morti il terzo giorno e per esserti incontrato vivo con chi ha prescelto; per essere salito, dopo quaranta giorni, al cielo, alla vista di molti, e per aver collocato lassù, tra gli onori, i tuoi amici che avevi liberati dagli inferi.
Giubilo e lode eterna a te, Signore Gesù Cristo, per aver mandato nel cuore dei discepoli lo Spirito Santo e per aver comunicato al loro spirito in immenso e divino amore.
Sii benedetto, lodato e glorificato nei secoli, mio Signore Gesù, che siedi sul trono nel tuo regno dei cieli, nella gloria della tua maestà, corporalmente vivo con tutte le tue santissime membra, che prendesti dalla carne della Vergine. E così verrai nel giorno del giudizio per giudicare le anime di tutti i vivi e di tutti i morti: tu che vivi e regni col Padre e con lo Spirito Santo nei secoli dei secoli. Amen.

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Universo Sinfonia in chiave di basso

dal sito on line del giornale « Avvenire »

SCIENZA
È già tormentone per i ragazzini, che se la scaricano in formato Mp3, la «trascrizione» della musica emessa dalle profondità galattiche. Dal cupo e vibrato eco del Big Bang agli schiocchi ritmati delle pulsar, fino alla tempesta sonora tra Giove e Io e ai sibili delle vampate di idrogeno sul Sole 

Universo
Sinfonia in chiave di basso 
Di Luigi Dell’Aglio  

L’astronomo cieco che studia le stelle senza poterle vedere ma ascoltando le frequenze elettromagnetiche dei radiotelescopi ha precorso i tempi. L’aveva capito l’astrofisico americano Carl Edward Sagan (1934-1996), consulente scientifico per Contact di Robert Zemeckis, e perciò aveva inserito quel personaggio nella trama del film. Un’epica fantascientifica che è diventata scienza, tanto che oggi i ricercatori parlano di musica o sinfonia dell’Universo. Appena 380 mila anni dopo il Big Bang, l’Universo emette un suono acuto che ricorda quasi il vagito di un bimbo appena nato. Segue poi un tono grave come quello del contrabbasso; a volte sembra un ruggito. C’è chi paragona il suono del Big Bang al rombo di un aereo che vola basso nel silenzio della notte. Il cosmo incute rispetto, con tutti i suoi suoni, variabili e misteriosi. Anche la stella gigante Xi Hya usa i toni ultrabassi. Quando Giove « parla » con una delle sue lune, che porta il nome dell’amata e sfortunata ninfa Io, esplode una tempesta sonora che può durare molte ore. Il Sole, ascoltato e analizzato da Robert von Fay-Siebenburgen e da Youra Taroyan, dell’Università di Sheffield, in Inghilterra, ha la performance di un gigantesco organo a canne o di una potente chitarra, riferiscono i due astronomi. Ma quando dall’arroventata corona solare si levano imponenti vampate di idrogeno, pari a milioni di gradi Celsius, ecco sottilissimi sibili, e risonanze che fanno pensare a John Cage, pioniere dell’ambient music.
Avvincenti i suoni prodotti dalle aurore che si formano su Ganimede, il più grande e luminoso dei satelliti di Giove, scoperto (come Io) da Galileo Galilei. Dalla nebulosa del Granchio, le pulsar (Pulsating Radio Source) emettono intense radiazioni elettromagnetiche, che si traducono in uno schiocco secco, periodico e regolare come un metronomo; musica percussionistica che piacerebbe alle avanguardie. Le Leonidi, sciame di stelle cadenti, producono suoni con le loro meteore. La sonda Cassini-Huygens h a registrato l’eco dei turbini che martellano l’atmosfera di Saturno. Insomma, uno spazio che « respira », tutto da ascoltare. La sinfonia dell’Universo è così richiesta che, per renderla accessibile al pubblico, specie quello giovane, e agli aficionados della musica «in cui nessun suono è prodotto intenzionalmente», è sorta Radio Astronomy (www.radio-astronomy.net).
Che queste vibrazioni abbiano realmente accompagnato la nascita e la vita dell’Universo è dimostrato da una quantità di esperimenti e confermato dagli astronomi. Bisogna risalire a un importante evento: la scoperta della radiazione cosmica di fondo (Cosmic Background Radiation), che è quanto rimane dello smisurato calore creatosi con il Big Bang. Di questa radiazione si erano accorti per primi Arno Penzias e Robert Wilson; cercavano di far funzionare un’antenna per microonde, nei laboratori della Bell Telephone, ma era venuta fuori un’inspiegabile radiazione, del tutto sconosciuta sul pianeta e dunque di origine extraterrestre. Ma fu David Wilkinson a capire che quel fioco segnale era la voce che veniva dal lontanissimo Big Bang, residuo dell’immenso calore che si era sprigionato. Secondo alcuni, nella radiazione fossile di fondo si sono impresse le onde acustiche esistenti nell’Universo primordiale. Inoltre, al principio, l’Universo era composto da un gas di particelle elementari con zone più dense e meno dense; le perturbazioni nate da queste differenze si propagavano come le onde sonore. Il satellite Wmap (Wilkinson Microwave Anisotropy Probe) ha tradotto in suono la radiazione cosmica che è testimone dell’esplosione primordiale. Di qui la musica dell’Universo.

Ci si chiede: l’Universo è nato a tempo di sinfonia? Da quattordici miliardi di anni fa, quando il cosmo era più giovane, più caldo e soprattutto più denso di oggi, non ci arrivano vere e proprie note musicali. Come fanno osservare gli astronomi di Sheffield, i satelliti Soho (Solar Heliospheric Observatory) eYokho (« Raggio di Sole ») hanno studiato le immagini e i dati provenienti dalla regione più esterna del Sole e, applicando nuovi modelli teorici, hanno potuto misurare le onde sonore. Hanno accertato che i suoni sono migliaia di volte più bassi di quelli che l’orecchio umano arriva a percepire. Dalle immagini raccolte dai vari satelliti (in particolare da Cobe, dall’attuale Wmap e dal futuro Planck), e dagli esperimenti Boomerang e Maxima con palloni stratosferici, oggi si può ricostruire lo spettro dei suoni primordiali.
Ma la musicologia dell’Universo è scienza ancora in fasce. Quasi tutti i corpi celesti vibrano come strumenti musicali e perciò producono suoni: dal mormorio al rombo, fino al fruscio al clic, al rumore puro. Ma vent’anni fa John Schwartz e Gabriele Veneziano hanno lanciato la teoria delle stringhe: l’Universo sarebbe occupato non da particelle elementari sempre più piccole ma da stringhe, filamenti infinitamente sottili, la cui lunghezza estremamente variabile può coprire sia millimetri che le distanze fra le galassie. Allora la sinfonia dell’Universo sarebbe composta dalle vibrazioni delle stringhe? Ogni corpo celeste farebbe parte di un’immensa orchestra. I teenager comunque non entrano in queste dispute e va già di moda scaricare i vari brani della sinfonia dell’Universo nel lettore Mp3 che si porta appeso al collo, o come suoneria di cellulari. Mai l’Universo era entrato così profondamente nella nostra vita 

Publié dans:Approfondimenti |on 23 juillet, 2007 |Pas de commentaires »

Illuminate il mondo con la verità di Cristo: l’esortazione di Benedetto XVI ai giovani, nel Messaggio per la XXIII GMG di Sydney

dal sito:

http://www.radiovaticana.org/it1/Articolo.asp?c=145888 

Illuminate il mondo con la verità di Cristo: l’esortazione di Benedetto XVI ai giovani, nel Messaggio per la XXIII GMG di Sydney 

Lo Spirito Santo e la missione sono il « filo conduttore » della preparazione alla Giornata mondiale della Gioventù, che si svolgerà nel 2008 nella metropoli australiana di Sydney sul tema « Avrete forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi e mi sarete testimoni ». Sui temi principali che stanno segnando le tappe d’avvicinamento al grande evento giovanile si sofferma Benedetto XVI nel Messaggio per
la XXIII GMG. Il Papa lo ha firmato nella giornata di ieri ed oggi è stato diffuso in lingua italiana, mentre nei prossimi giorni verranno fornite traduzioni in altre lingue. Sui contenuti del Messaggio, il servizio di Alessandro Gisotti:


(Inno GMG Sydney 2008)

“Siate pronti a porre in gioco la vostra vita per illuminare il mondo con la verità di Cristo”: è l’esortazione di Benedetto XVI a tutti i giovani, chiamati a “rispondere con amore all’odio e al disprezzo della vita, per proclamare la speranza di Cristo risorto in ogni angolo della terra”. Un messaggio lungo e articolato, quello che il Papa indirizza ai giovani ad un anno esatto dalla GMG di Sydney. Evento, spiega, in cui si potrà “sperimentare appieno la potenza dello Spirito Santo” ed “invocare una nuova Pentecoste sul mondo”. Di qui, l’appello del Papa a partecipare numerosi, per essere “segno di speranza e sostegno prezioso per le comunità della Chiesa in Australia”, chiamata a riscoprire le proprie radici cristiane. Il Santo Padre ha parole di incoraggiamento, accompagnate da profonde riflessioni, in particolare sullo Spirito Santo, tema della Giornata, “grande Protagonista della storia della Salvezza”.

E’ lo Spirito Santo, “respiro vitale” della vita cristiana – scrive il Papa – che ci aiuta a maturare una comprensione di Gesù “sempre più approfondita e gioiosa e, contemporaneamente, di realizzare un’efficace attuazione del Vangelo all’alba del Terzo Millennio”. Con il Messaggio, Benedetto XVI offre, dunque, alla gioventù un “tracciato di meditazione” sul quale “verificare la qualità” della propria fede nello Spirito Santo. E rassicura i giovani, sottolineando che
la Chiesa, “anzi l’umanità stessa”, “attende molto” da loro perché portatori del dono supremo del Padre, lo Spirito di Gesù. Benedetto XVI sottolinea che “l’attento ascolto della Parola di Dio a riguardo del mistero e dell’opera dello Spirito Santo ci apre a conoscenze grandi e stimolanti”.
La Pentecoste, ribadisce, è il “punto di partenza della missione della Chiesa”. E’ proprio grazie allo Spirito Santo, rileva, che gli Apostoli, da pescatori intimoriti, diventano araldi coraggiosi del Vangelo, stupendo anche i propri nemici.

Si sofferma così sullo Spirito Santo “anima della Chiesa e principio di comunione” ed esorta a tornare al Cenacolo dove i discepoli restarono assieme, pregando con Maria, in attesa dello Spirito promesso. E’ questa, avverte, l’icona della Chiesa nascente alla quale ogni comunità cristiana “deve costantemente ispirarsi”. E ribadisce che l’efficacia della missione presuppone che le comunità siano unite, “abbiano cioè un cuore solo e un’anima sola”. Noi, si legge nel Messaggio, “siamo i frutti di questa missione della Chiesa per opera dello Spirito Santo”. Ed invita la gioventù che si riunirà a Sydney a non dimenticarlo mai, “perché lo Spirito del Signore si ricorda sempre di ciascuno” e vuole, specie attraverso i giovani, “suscitare nel mondo il vento e il fuoco di una nuova Pentecoste”. Lo Spirito Santo, spiega ancora, è Maestro Interiore da accogliere come “guida delle nostre anime”, che ci introduce nel Mistero trinitario. E’ lo Spirito a spingerci verso gli altri, a renderci missionari della carità di Dio. E ancora, evidenza che anche oggi lo Spirito Santo continua ad agire con potenza nella Chiesa. Ma, avverte, “i suoi frutti sono abbondanti nella misura in cui siamo disposti ad aprirci alla sua forza rinnovatrice”. Per questo, è il suo richiamo, è importante che ciascuno di noi lo conosca ed entri in rapporto con Lui, specie in un tempo in cui, per non pochi cristiani, lo Spirito “continua ad essere il grande sconosciuto”.

Come – si chiede dunque il Papa – possiamo lasciarci rinnovare dallo Spirito Santo? La risposta, scrive, è nei Sacramenti, perché la fede “nasce e si irrobustisce in noi” proprio grazie ai Sacramenti, soprattutto quelli della iniziazione cristiana, il Battesimo,
la Confermazione e l’Eucaristia. Il Santo Padre non manca di rilevare che la verità su questi Sacramenti è trascurata nella vita di fede di non pochi cristiani. E si rammarica che molti giovani, dopo
la Confermazione, si allontanino dalla vita di fede. E’ allora urgente riscoprire il valore del Battesimo e della Confermazione per la nostra crescita spirituale. E, ancora una volta, ricorda che ogni battezzato, “lasciandosi guidare dallo Spirito”, “può apportare il proprio contributo all’edificazione della Chiesa”. Il Pontefice rivolge così il pensiero all’Eucaristia, “fonte e culmine della vita ecclesiale”. L’Eucaristia, scrive il Papa ai giovani, è “una Pentecoste perpetua, poiché ogni volta che celebriamo
la Santa Messa riceviamo lo Spirito Santo che ci unisce più profondamente a Cristo e in Lui ci trasforma”. E li rassicura che laddove non arriveranno con le proprie forze, è lo Spirito Santo che li colmerà della sua forza, rendendoli “testimoni pieni dell’ardore missionario del Cristo Risorto”. Proprio alla necessità della missione, Benedetto XVI dedica l’ultima parte del suo Messaggio. Di fronte ai tanti problemi che devono affrontare, afferma, i giovani confidino sempre in Gesù, il solo che “può colmare le aspirazioni più intime del cuore dell’uomo”. E aggiunge: “Chi si lascia guidare dallo Spirito comprende che mettersi al servizio del Vangelo non è un’opzione facoltativa, perché avverte quanto sia urgente trasmettere anche agli altri questa Buona Novella”.

Qualcuno, prosegue il Papa, “pensa che presentare il tesoro prezioso della fede alle persone che non la condividono significhi essere intolleranti verso di loro”. Ma, sottolinea Benedetto XVI, “non è così, perché proporre Cristo non significa imporlo”. Come Duemila anni fa, è la sua esortazione, “anche oggi occorrono discepoli di Cristo che non risparmino tempo ed energie per servire il Vangelo”. All’insegna della speranza, la conclusione del Messaggio. “Occorrono giovani – è la consegna del Papa – che lascino ardere dentro di sé l’amore di Dio e rispondano generosamente al suo appello pressante, come hanno fatto tanti giovani beati e santi del passato e anche di tempi a noi vicini”. Anche oggi, è la rassicurazione di Papa Benedetto, lo Spirito di Gesù “invita voi giovani ad essere portatori della bella notizia di Gesù ai vostri coetanei”. 

Publié dans:Papa Benedetto XVI |on 23 juillet, 2007 |Pas de commentaires »

buona notte

buona notte dans immagini buon...notte, giorno malva

http://www.wwfcaserta.org/piante_2.htm

Publié dans:immagini buon...notte, giorno |on 23 juillet, 2007 |Pas de commentaires »

Santa Brigida di Svezia, compatrona d’Europa

Giovanni Paolo II
Lettera apostolica Spes aedificandi 1/10/99 (© copyright Libreria Editrice Vaticana)

Santa Brigida di Svezia, compatrona d’Europa

Per edificare su solide basi la nuova Europa non basta certo fare appello ai soli interessi economici, che se talvolta aggregano, altre volte dividono, ma è necessario far leva piuttosto sui valori autentici, che hanno il loro fondamento nella legge morale universale, inscritta nel cuore di ogni uomo. Un’Europa che scambiasse il valore della tolleranza e del rispetto universale con l’indifferentismo etico e lo scetticismo sui valori irrinunciabili, si aprirebbe alle più rischiose avventure e vedrebbe prima o poi riapparire sotto nuove forme gli spettri più paurosi della sua storia.

A scongiurare questa minaccia, ancora una volta si prospetta vitale il ruolo del cristianesimo, che instancabilmente addita l’orizzonte ideale. Alla luce anche dei molteplici punti di incontro con le altre religioni che il Concilio Vaticano II ha ravvisato (cfr Decreto Nostra Aetate), si deve sottolineare con forza che l’apertura al Trascendente è una dimensione vitale dell’esistenza. Essenziale è, pertanto, un rinnovato impegno di testimonianza da parte di tutti i cristiani, presenti nelle varie Nazioni del Continente. Ad essi spetta alimentare la speranza di una salvezza piena con l’annuncio che è loro proprio, quello del Vangelo, ossia la « buona notizia » che Dio si è fatto vicino a noi e nel Figlio Gesù Cristo ci ha offerto la redenzione e la pienezza della vita divina. In forza dello Spirito che ci è stato donato, noi possiamo levare a Dio il nostro sguardo e invocarlo col dolce nome di « Abba », Padre! (Rm 8, 15; Gal 4, 6).

Proprio questo annuncio di speranza ho inteso avvalorare additando a una rinnovata devozione, in prospettiva « europea », queste tre grandi figure di donne, che in epoche diverse hanno dato un contributo così significativo alla crescita non solo della Chiesa, ma della stessa società.

Publié dans:Bibbia: commenti alla Scrittura |on 23 juillet, 2007 |Pas de commentaires »

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