Un pagano entra nell’eredità di Israele

San Serafino di Sarov (1759-1833), monaco russo
Colloqui con Motovilov

Un pagano entra nell’eredità di Israele

Lo Spirito di Dio si manisfestava, pur con una forza minore, nei pagani che non conoscevano il vero Dio, e anche tra loro trovava dei seguaci. Le vergini profetesse, per esempio, le Sibille, custodivano la loro verginità per un Dio sconosciuto – ma pur sempre per un Dio, – che ritenevano il Creatore dell’universo, l’Onnipotente che reggeva il mondo. I filosofi pagani, che erravano nelle tenebre dell’ingnoranza di Dio ma cercavano la verità, potevano, a motivo di questa ricerca gradita al Creatore, ricevere lo Spirito Santo in una certa misura. San Paolo scrive: « Quando i pagani, che non hanno la Legge, per natura agiscono secondo la Legge, sono Legge a se stessi » (Rm 2,14). La verità è tanto gradevole a Dio che lui stesso proclama mediante lo Spirito: « La verità germoglierà dalla terra e la giustizia si affaccerà dal cielo » (Sal 84,12).

In questo modo la conoscenza di Dio si è conservata nel popolo eletto, amato da Dio, così come nei pagani che ignoravano Dio, dalla caduta di Adamo fino all’incarnazione del nostro Signore Gesù Cristo. Senza questa conoscenza sempre chiaramente conservata nel genere umano, come gli uomini avrebbero potuto sapere con certezza che sarebbe venuto colui che, secondo la promessa fatta a Adamo ed Eva, doveva nascere da una Vergine destinata a schiacciare la testa del serpente (Gen 3,15)?

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