Archive pour le 19 juin, 2007

buona notte

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http://www.valdosta.edu/~hcumming/topic.html

« Il Padre tuo vede nel segreto»

Santa Edith Stein (1891-1942), carmelitana, martire, compatrona d’Europa
La Preghiera della Chiesa

« Il Padre tuo vede nel segreto»

Non si tratta di concepire la preghiera interiore, libera da ogni forma tradizionale, come una pietà semplicemente soggettiva, da opporre alla liturgia che sarebbe la preghiera oggettiva della Chiesa. Ogni preghiera vera è preghiera della Chiesa; attraverso ogni preghiera vera, succede qualcosa nella Chiesa, ed è la Chiesa stessa che prega, quando, in ogni anima singola, lo Spîrito che vive in essa « intercede per noi con gemiti inesprimibili » (Rm 8,26). Questa è appunto la preghiera vera, perché « nessuno può dire ‘Gesù è Signore’ se non sotto l’azione dello Spirito Santo » (1 Cor 12,3). Quale sarebbe la preghiera della Chiesa se non l’offerta di coloro che, infiammati da un grandissimo amore, si offrono a Dio che è amore?

Il dono di sè a Dio, per amore e senza limiti, e il dono divino in risposta, cioè l’unione piena e costante, è la più alta elevazione del cuore che ci sia accessibile, il più alto grado della preghiera. Le anime che sono giunte a questo punto sono, in verità, il cuore della Chiesa; in esse vive l’amore di Gesù sommo sacerdote. Nascoste in Dio con Cristo (Col 3,3), non possono far altro che irradiare in altri cuori l’amore divino di cui sono ricolme e contribuire così all’adempimento dell’unità perfetta di tutti in Dio, questa unità che era e rimane il grande desiderio di Gesù.

Avviso: ho inserito una nuova « Pages » su Maria

ho inserito una nuova « Pages » sul tema di Maria, è di un Biblista di mariologia molto conosciuto e preparato, il testo non è proprio facile perché si tratta di uno scritto con molti riferimenti biblici, tuttavia, sia per l’importanza dell’argomento sia per la validità dell’autore l’ho inserito, si trova nelle Pages sotto il titolo: « COME LEGGERE I PASSI BIBLICI MARIANI »,

 Gabriella

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Resurrezione di Cristo

Resurrezione di Cristo dans immagini sacre resurrection2small

Resurrezione di Cristo

Giovanni Bellini

http://ecumenicalrosary.org/ilrosarioecumenico/italianprayers.htm

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PALESTINA -Parroco di Gaza: “Scempio” e “barbarie” contro le suore del Rosario

dal sito:

http://www.asianews.it/index.php?l=it&art=9601&size=A

19/06/2007 14:10

PALESTINA -Parroco di Gaza: “Scempio” e “barbarie” contro le suore del Rosario

P. Manuel Musallam racconta ad AsiaNews la distruzione del convento e della cappella delle suore, ad opera di sconosciuti proprio durante la guerra fra Hamas e Fatah. La solidarietà di cristiani e musulmani. Un appello: “Pregate per noi. Basta con la violenza: i palestinesi hanno sofferto ormai troppo”.

Gaza (AsiaNews) – “Un gesto barbarico”: così p. Manuel Musallam, parroco a Gaza, bolla la razzia contro il convento delle suore del Rosario, che ha distrutto mobili, sedie, porte, violando la cappella e bruciando immagini e libri sacri. 

P. Manuel, 69 anni, è parroco alla chiesa latina della Sacra Famiglia a Gaza, unico sacerdote cattolico nella Striscia. Mentre parla con AsiaNews, la voce del muezzin invita alla preghiera di mezzogiorno: “Le persone che hanno compiuto questi gesto barbarico stanno cercando di implicare noi cristiani dentro la lotta fra Hamas e Fatah, ma noi non li temiamo”. 

Il saccheggio del convento è avvenuto il 14 giugno scorso, mentre nella Striscia di Gaza si consumava la guerra fra i due gruppi. Il convento si trova molto vicino a un edificio della sicurezza, ora occupato da Hamas. 

“Un gruppo di sconosciuti  – racconta p. Manuel – ha attaccato e distrutto l’interno dell’edificio delle suore. Hanno distrutto ogni cosa dentro la casa e rubato i computer. Poi sono entrati nella cappella e hanno rotto i mobili, bruciando le immagini sacre e i libri sacri. Hanno buttato per terra le Sacre specie e hanno distrutto ogni cosa trovassero al loro passaggio: letti, sedie, tavoli, tende, sparando e bruciando i muri. Finora non conosciamo gli autori, perché hanno agito nel buio e le suore non erano presenti in quel momento”. 

P. Manuel è restio a parlare di persecuzione: “I nostri rapporti coi musulmani non sono solo buoni, ma eccellenti. Non penso che quanto è successo provenga da un ordine preciso di Hamas o Fatah. In passato, quando
la Chiesa ha avuto difficoltà, essi sono intervenuti a difesa. Ad esempio, durante le manifestazioni qui a Gaza sulla questione delle vignette contro Maometto, o nelle manifestazioni seguite al discorso del papa a Regensburg”. 

A riprova, egli elenca tutte le persone, cristiane e musulmane, che gli esprimono solidarietà: 

“Solo stamattina mi hanno visitato almeno 100 persone, cristiane e musulmane. Mi ha anche telefonato il presidente Abou Mazen da Ramallah per esprimermi amicizia e sdegno. 

L’intera comunità di Gaza ci è vicina. Due ministri di Hamas sono venuti anche a visitare il convento e la scuola delle suore e hanno promesso di riparare ogni danno. Oggi  sono venuti anche alcuni sheikh religiosi. Chi ha fatto quello scempio era ben equipaggiato con armi: hanno distrutto la porta con un razzo. Ciò mostra il loro altissimo livello di barbarie e il loro tentativo di creare difficoltà fra cristiani e musulmani”. 

A Gaza vi sono 5 suore del Rosario. Tre di loro curano una scuola – asilo e scuola elementare – che raccoglie circa 500 bambini. “È un servizio molto apprezzato dalle famiglie”, commenta p. Manuel. 

“Nella nostra parrocchia – continua – abbiamo anche una scuola che serve 1200 bambini, di qualunque estrazione. Perfino i fondamentalisti presenti qui a Gaza mandano i loro figli alla nostra scuola, considerata la migliore in tutta l’area”. 

Fra le presenze significative della Chiesa di Gaza, il sacerdote elenca 4 Piccole Sorelle di de Foucald e 6  Missionarie della Carità, l’ordine di Madre Teresa. 

“Come cristiani – continua il padre – abbiamo una discreta presenza a Gaza.  Ma mi preme affidarvi questo messaggio: pregate per noi. Abbiamo bisogno di un sostegno spirituale, ma anche di una risposta alle difficoltà che la gente soffre: fame, mancanza di lavoro, di tranquillità, siamo ormai stanchi. La pressione che soffriamo tutti i giorni è anzitutto nel cuore, poi nelle famiglie e infine nelle violenze all’esterno. Per costruire la pace, bisogna cominciare a guarire e dare la pace ai cuori. 

I palestinesi hanno sofferto ormai troppo e abbiamo bisogno di una situazione stabile. Abbiamo vissuto sotto l’occupazione, sotto difficoltà e pressioni e tutto questo crea violenza. Siamo in una spirale di violenza che non si ferma e che cresce giorno per giorno perché in questa nazione manca la pace. Basta con la guerra, basta con gli assassini, basta con l’occupazione, l’umiliazione di questa gente!”. 

I diplomatici musulmani vanno a scuola. Dai gesuiti

dal sito: 

http://chiesa.espresso.repubblica.it/dettaglio.jsp?id=149561

I diplomatici musulmani vanno a scuola. Dai gesuiti


Per tre settimane, alla Pontificia Università Gregoriana di Roma, rappresentanti degli stati islamici del Mediterraneo e del Medio Oriente hanno studiato
la Chiesa cattolica e la sua politica internazionale. E l’anno prossimo si replica

di Sandro Magister 

ROMA, 18 giugno 2007 – L’evento è passato quasi inosservato, ma lo scorso maggio
la Santa Sede ha patrocinato un corso di studi senza precedenti, per diplomatici di paesi del Mediteranneo e del Medio Oriente: al fine di presentare se stessa ai governi musulmani dell’area.

Il tema del corso era infatti il seguente:  »
La Chiesa cattolica e la politica internazionale della Santa Sede ».

L’organizzatore effettivo è stato
la Fondazione Gregoriana in collaborazione con l’Istituto Internazionale Jacques Maritain e con queste quattro università:
la Pontificia Università Gregoriana,
la Georgetown University di Washington,
la Libera Università Maria Santissima Assunta di Roma e
la Saint Joseph University di Beirut. Creata nel 2003 e diretta dal gesuita Franco Imoda,
la Fondazione Gregoriana sostiene e sviluppa con iniziative proprie le attività delle tre storiche università della Compagnia di Gesù a Roma:
la Pontificia Università Gregoriana, di cui Imoda è stato rettore, il Pontificio Istituto Biblico, di cui è stato rettore il cardinale Carlo Maria Martini, e il Pontificio Istituto Orientale.

Ma per questo corso il patrocinio della Santa Sede era ben visibile. Le relazioni inaugurali, il 7 maggio, sono state tenute dai cardinali Tarcisio Bertone, segretario di stato vaticano, e Renato Raffaele Martino, presidente del consiglio pontificio della giustizia e della pace.

E il terzo giorno, 9 maggio, un’intera sessione si è svolta addirittura in Vaticano, nella biblioteca della segreteria di stato, con relazioni di Gabriele Caccia e Piero Parolin, rispettivamente assessore della segreteria di stato e sottosegretario per le relazioni con gli stati.

Nelle prime due settimane, dal 7 al 20 maggio, il corso si è tenuto a Roma, alla Pontificia Università Gregoriana. Nella terza settimana, dal 21 al 27 maggio, a Torino, capitale della grande industria, con attenzione particolare all’ »opera sociale della Chiesa in un contesto industriale ».

Al corso hanno preso parte 20 diplomatici provenienti da 16 paesi: Albania, Algeria, Arabia Saudita, Bahrain, Egitto, Emirati Arabi Uniti, Giordania, Kuwait, Iran, Iraq, Libano, Libia, Marocco, Montenegro, Siria, Turchia, oltre a un rappresentante della Lega degli Stati Arabi e a due rappresentanti della Lega delle Università Islamiche.

Tranne il diplomatico del Montenegro, cristiano ortodosso, tutti gli altri corsisti erano di fede musulmana.

I docenti sono stati in totale 55. Tra essi l’islamologo gesuita Samir Khalil Samir, lo specialista in ebraismo David-Maria Jaeger, lo studioso dell’islam e musulmano Khaled Fouad Allam, il cardinale Jean Louis Tauran, già ministro degli esteri della Santa Sede, il presidente dell’Istituto per le Opere di Religione, Angelo Caloia, il direttore dell’Aspen Institute in Italia, Marta Dassù, l’economista Mario Deaglio, il politologo Luigi Bonanate, lo specialista in Chiese orientali e società islamiche Andrea Pacini.

Ai diplomatici partecipanti al corso sono state illustrate le istituzioni della Chiesa cattolica e le finalità principali inerenti alla sua missione: la promozione della giustizia, il rispetto della persona e dunque dei diritti umani – in particolare il diritto alla vita e alla libertà religiosa – e il conseguimento del bene comune universale, cioè una convivenza pacifica basata sulla reciproca conoscenza e sul reciproco rispetto. Quest’azione – è stato spiegato – si esplica a livello della Chiesa universale e delle Chiese particolari, nelle società civili e nei rapporti con gli stati e con gli organismi internazionali, e costituisce un fattore importante di stabilità “politica” e di ispirazione etica nel nostro mondo globale.

Più che a uno scontro di civiltà – è stato detto – si assiste oggi a uno « scontro delle ignoranze » tra le società cristiane e quelle musulmane. Ci si combatte anche perché non ci si capisce. Per superare questa reciproca incomprensione le religioni hanno una missione insostituibile, di cui le diplomazie devono tenere conto.

A fine corso, i commenti dei partecipanti sono stati molto positivi, a tratti entusiastici. Ha scritto un diplomatico del Nordafrica:

« La comprensione di un ideale religioso votato intrinsecamente all’amore, alla pace, alla difesa dei diritti dell’uomo e alla carità mi conforta nell’idea che la fede nella sua diversità abramitica è indispensabile per la serenità del mondo ».

Del corso saranno pubblicati gli atti. Nel frattempo, un rapporto sul suo svolgimento è stato inviato alle ambasciate e ai ministeri degli esteri dei paesi interessati.

La Fondazione Gregoriana ha in programma di ripetere il corso con cadenza annuale, a Roma o in altri paesi. Una sede futura, simbolicamente molto significativa, potrebbe essere la nuova Biblioteca di Alessandria di Egitto.

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Il sito dell’ente organizzatore:

> Fondazione la Gregoriana

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Benedetto XVI ringrazia i Francescani di Assisi per la loro fedeltà alla sede apostolica

dal sito: 

http://www.zenit.org/article-11165?l=italian

Benedetto XVI ringrazia i Francescani di Assisi per la loro fedeltà alla sede apostolica 

ASSISI, lunedì, 18 giugno 2007 (ZENIT.org).- Il Papa ha lodato con gratitudine la “pronta obbedienza” con cui i Francescani di Assisi hanno accolto le nuove disposizioni che legano le basiliche di San Francesco e di Santa Maria degli Angeli alla Chiesa diocesana.

Benedetto XVI ha menzionato espressamente questa “sintonia ecclesiale” nel messaggio che, nel contesto della sua visita pastorale di domenica ad Assisi, ha consegnato nella basilica di San Francesco al Capitolo Generale dell’Ordine Francescano dei Frati Minori Conventuali.

Il Santo Padre ha introdotto, il 9 novembre 2005, nuove norme per le basiliche di San Francesco e di Santa Maria degli Angeli: un legato pontificio come segno del vincolo della Sede Apostolica con Assisi e la giurisdizione del Vescovo locale sui due templi maggiori francescani per armonizzare le loro attività con la pastorale diocesana

Il primo – che custodisce i resti di San Francesco – è affidato all’Ordine dei Frati Minori Francescani Conventuali, il secondo – al cui interno si trova la chiesa della Porziuncola – all’Ordine Francescano dei Frati Minori.

Il Santo Padre ha modificato nella stessa data anche l’assoggettamento giuridico dei due templi. Il Vescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino ha da allora la giurisdizione prevista dal diritto sulle chiese e sulle case religiose per quanto riguarda le attività pastorali svolte dagli uni e dagli altri religiosi nei due templi.

Legato pontificio per entrambe le basiliche è stato nominato il Cardinale Attilio Nicora. Il porporato non ha giurisdizione sui suddetti luoghi francescani, ma può impartire
la Benedizione Papale nelle celebrazioni che presiede in occasione delle principali solennità liturgiche.

Eredità di San Francesco

Con la visita pastorale di domenica, nel contesto dell’ottavo centenario della conversione del Santo di Assisi, “ho voluto sottolineare il significato di questo evento, al quale occorre sempre ritornare, per comprendere Francesco e il suo messaggio”, ha constatato il Papa.

Lo stesso Francesco, “quasi a sintetizzare con una sola parola la sua vicenda interiore, non trovò concetto più pregnante di quello di ‘penitenza’ (…). Egli dunque si percepì essenzialmente come un ‘penitente’, in stato, per così dire, di conversione permanente”, ha riconosciuto nel suo messaggio.

“Abbandonandosi all’azione dello Spirito, Francesco si convertì sempre più a Cristo, trasformandosi in un’immagine viva di Lui, sulle vie della povertà, della carità, della missione”, ha sottolineato.

“A voi dunque il compito di testimoniare con slancio e coerenza il suo messaggio! Siete chiamati a farlo con quella sintonia ecclesiale che contraddistinse Francesco nel suo rapporto con il Vicario di Cristo e con tutti i Pastori della Chiesa”, ha aggiunto il Papa.

“A tal proposito, vi sono grato per la pronta obbedienza con cui, insieme con i Frati Minori, corrispondendo allo speciale legame di affetto che da sempre vi lega alla Sede Apostolica, avete accolto le disposizioni del Motu Proprio Totius Orbis circa i nuovi rapporti delle due Basiliche Papali di San Francesco e di Santa Maria degli Angeli con questa Chiesa particolare che al Poverello diede i natali e che tanta parte ebbe nella sua vita”. 

 

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questo fiore è bello e punge? (spiegazione di un detto con una amica francese)

questo fiore è bello e punge? (spiegazione di un detto con una amica francese) dans immagini belle cardi

cardo asinino

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