«Nel mondo di oggi col coraggio di Pio XI»

dal sito on line di « Avvenire »

TESTIMONI DEL ’900
L’arcivescovo di Milano: «Lottò instancabilmente per la libertà degli uomini del suo tempo» 

«Nel mondo di oggi
col coraggio di Pio XI» 

Il cardinale Tettamanzi ha aperto a Desio le celebrazioni per i 150 anni
dalla nascita di Achille Ratti 

Dal Nostro Inviato A Desio (Milano) Maurizio Carucci  

Le campane della basilica dei Santi Siro e Materno hanno accolto il cardinale Dionigi Tettamanzi con il loro suono famoso in tutto il mondo. È stata una giornata di festa speciale quella di domenica a Desio: in coincidenza con
la Pentecoste, sono infatti cominciate le celebrazioni per il 150° anniversario della nascita di Pio XI, al secolo Achille Ratti, nato nel 1857 proprio a due passi dalla basilica. Una ricorrenza cui l’arcivescovo di Milano non poteva mancare: ha visitato la casa natale di Pio XI, dove ha inaugurato la terza edizione della Biennale d’arte sacra in Brianza e si è raccolto in preghiera nella stanza in cui nacque papa Ratti. Ma soprattutto, durante i vespri in basilica, ha ricordato l’attualità di questa grande figura del Novecento. Un Papa che ci ricorda come anche oggi sia «tempo di testimoniare con entusiasmo la nostra fede cristiana, senza temere le immancabili difficoltà o incomprensioni o emarginazioni, ma confidando pienamente nel Signore che ci accompagna e ci sostiene». Per la sua riflessione Tettamanzi ha preso spunto da un brano tratto dall’enciclica Ubi arcano Dei consilio , la prima di Pio XI, del 23 dicembre 1922. Il passo scelto sottolineava che Gesù Cristo regna nella mente degli individui, nella famiglia e nella società civile «quando è riconosciuto alla Chiesa di Gesù Cristo il posto che Egli stesso le assegnava nella società umana, costituendola depositaria e interprete del suo pensiero divino, e perciò stesso maestra e guida delle altre società: non per menomare l’autorità loro, ma per farne valido aiuto agli uomini nel conseguimento del fine ultimo, ossia dell’eterna felicità». In questo contesto il cardinale Tettamanzi ha sottolineato l’importanza della famiglia «cellula fondamentale della società ieri, oggi e sempre». E ha ricordato che Pio XI si scontrò con i totalitarismi per affermare la libertà dell’educazione: «Egli non ebbe paura dei dittatori e pretese che tutti i credenti fossero testimoni convinti e coraggiosi. Pio XI volle farsi servo dell’uomo e del suo destino di felicità. È quello che siamo chiamati a fare anche noi: testimoniare con gioia la nostra fede». «Pio XI – ha continuato l’arcivescovo di Milano – era e rimase, anche da papa, un prete, un uomo immerso in Dio e per amore di Dio totalmente dedito ai fratelli e alle sorelle che ogni giorno incontrava nel suo ministero». Quando papa Ratti fu eletto, nel 1922, ha proseguito Tettamanzi, «si rendeva perfettamente conto che lo attendevano tempi difficili, ma aveva obbedito a Dio e questo lo rendeva, nonostante tutto, profondamente sereno». «Non erano affatto momenti tranquilli – ha ricordato -. Fumavano ancora le ceneri della Prima guerra mondiale con i suoi quasi 20 milioni di morti, feriti, dispersi. Eppure Pio XI non ebbe sgomento. Con il forte carattere, di cui Dio lo aveva dotato, assunse il suo compito, il suo ministero con chiarezza di intenzioni. Per lui una sola cosa era importante, era centrale e decisiva: la vera pace di Cristo non può essere che nel Regno di Cristo. Occorreva restaurare, come si diceva allora, il regno di Cristo. Oggi – ha aggiunto il porporato – con altro linguaggio potremmo dire che occorreva annunciare, rendere presente il Vangelo, la proposta, l’appello di Gesù. Occorreva, per Pio XI, rendere presente Gesù. Ecco il termine forse più semplice, ma insieme più concreto e denso di contenuto per indicare la missione della Chiesa e dei cristiani. Renderlo presente nella famiglia, cellula fondamentale e primaria di tutta la società. Renderlo presente nel campo educativo, e dunque tra i ragazzi e i giovani, che sono il futuro della società, della nazione». «Papa Ratti – ha affermato ancora l’arcivescovo – lottò instancabilmente per la libertà degli uomini e delle donne del suo tempo: anche a lui noi siamo debitori se oggi i principi di libertà di coscienza, di educazione, di istruzione e di informazione sono maggiormente sentiti come valori intangibili e sacri per ogni essere umano». 

 

Publié dans : Approfondimenti |le 29 mai, 2007 |Pas de Commentaires »

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