Gerico e Betlemme saranno dichiarate “patrimonio dell’umanità”?

dal sito: 

http://198.62.75.4/opt/xampp/custodia/?p=2287

30.04.2007 @ 21:38 Gerico e Betlemme saranno dichiarate “patrimonio dell’umanità”?

SBF Taccuino
A circa due chilometri dal centro di Gerico si trova Tel es-Sultan (collina del Sultano). Di forma ovale la piccola collina dell’oasi è nota per essere la più antica città del mondo.

Paradossalmente, nonostante la riconosciuta importanza, che ha attirato l’interesse di ricercatori di livello internazionale, il sito non è incluso nella World Heritage List. Le autorità palestinesi (Palestinian Authority’s Department of Antiquities and Cultural Heritage) sono intenzionate a colmare questa inspiegabile lacuna.

Hamdan Taha, direttore del dipartimento, ha annunciato che le competenti autorità palestinesi hanno iniziato le procedure per l’inserimento nella World Heritage List dell’UNESCO di Tel es-Sultan, della città di Betlemme e della Basilica della Natività.

La documentazione è stata inviata agli organismi del World Heritage Committee che stanno sostenendo l’iniziativa: le comunità Arabe e Islamiche e la Comunità Europea.

La storia di Tel es-Sultan ebbe inizio con gli scavi pioneristici dell’archeologa inglese, Kathleen Kenyon, dell’Institute of Archeology di Londra, che arrivò sul luogo nel 1951. La studiosa sbalordì il mondo con la scoperta del più antico insediamento umano mai ritrovato risalente al 9000 a.C.

Già in precedenza si erano susseguite campagne di scavo su larga scala condotte a Gerico e in altre città palestinesi promosse da istituzioni straniere, con lo scopo di rintracciare gli itinerari geografici e i luoghi menzionati nella Bibbia. Nonostante le numerose scoperte le risposte non erano soddisfacenti.

Fu un gruppo di studiosi composto da archeologi tedeschi e austriaci a inaugurare gli scavi a Tel es-Sultan nel 1911, ma con scarsi risultati.

Tra il 1930 e il 1936 la British School of Archeology realizzò importanti scoperte annunciate dall’allora direttore della missione di scavo, John Garstang

Le ricerche portarono alla luce strati archeologici risalenti al 6000 a.C. oltre a tombe del Medio Bronzo, identificato in Palestina come l’età degli Hyksos.

Come tanti altri, anche Garstang sosteneva che gli scavi in Palestina potessero essere condotti sulla base della Torah. Diede pertanto il suo appoggio a quanti conducevano gli scavi con un metodo viziato dalla prospettiva ideologica.

In seguito la direzione degli scavi passò a Kathleen Kenyon. Tel es-Sultan ripagò largamente le sue aspettative.

La studiosa prese una direzione del tutto diversa da quella del suo predecessore Garstang. Si rese conto fin dall’inizio dell’arbitrarietà dei collegamenti delle scoperte fatte a Tel es-Sultan con l’Antico Testamento. La sua attività ebbe un profondo impatto su tutta la generazione degli archelogi contemporanei e su quelli che condussero successivamente gli scavi sulla collina. I risultati dei lavori realizzati fino al 1961 sono stati pubblicati secondo criteri scientifici su riviste specializzate.

A Tel es-Sultan Kenyon individuò ben ventitre strati appartenenti ad altrettante antiche civilizzazioni del sito, che si estende su una superficie di tre ettari. Tra le scoperte c’erano anche un fossato di nove metri di larghezza e tre di profondità scavato nella roccia, oltre cento tombe con sigilli e residui di cereali, e quello che sono considerato il muro di cinta circolare e insieme la torre più antica del mondo. La torre, che servì da fortezza, è datata all’VIII – IX millennio a.C.

Sulla base dei dati raccolti, Kenyon potè dichiarare che Gerico era la città più antica mai scoperta, anche se gli strati più recenti erano riconducibili al periodo bizantino e a quello islamico immediatamente successivo.

Il contesto archeologico offriva le prove dell’esistenza a Gerico di un’autorità centralizzata, della pratica di addomesticare gli animali, della coltivazione dei campi e della produzione di terrecotte. Il muro e la torre precedevano le piramidi di circa 4000 anni.

Si può dire che Kathleen Kenyon compì una vera e propria rivoluzione quando affermò l’inesistenza di prove archeologiche che testimoniassero la conquista di Gerico da parte di Giosuè e delle sue truppe, tesi ancora oggi oggetto di un vivace dibattito.

Oggi il Palestinian Department of Antiquities and Cultural Heritage in virtù di quanto Tel es-Sultan rappresenta come testimonianza del processo di civilizzazione, ne sostiene l’inserimento nella World Heritage List.

Paradossalmente, malgrado la riconosciuta importanza del sito a livello mondiale, sul luogo l’attenzione è rivolta maggiormente a Ein es-Sultan, l’omonima sorgente poco distante dalla collina.

La sorgente ha una portata di [circa 700 metri cubi all’ora] e fornisce l’acqua per l’agricoltura che rende l’oasi di Gerico famosa per la sua fertilità. A Kenyon ricordava i giardini dell’Eden. Nonostante le notevoli scoperte, nel 1961 l’archeologa dovette lasciare il sito per trasferirsi a Gerusalemme.

La situazione è cambiata bruscamente nel 1967. Gerico è rientrata nei territori occupati e le autorità israeliane hanno permesso ai soli archeologi israeliani di scavare.

Il dibattito ancora in corso sull’orientamento ideologico di alcuni scavi è noto e ancora attuale. E’ quanto si osserva in ambienti palestinesi.

Kathleen Kenyon ritornò a Londra dove nacque nel 1906. Era figlia di Sir Frederic Kenyon, rinomato paleografo, appassionato erudito di Scrittura e di classici, che fu direttore per oltre venti anni direttore del British Museum.

Naturalmente Kenyon intervenne a sostenere le sue posizioni che da più parti subivano critiche a dir poco aspre. Nel 1981, in particolare, il dibattito sulla figura di Giosuè assunse toni piuttosto accesi. Nonostante gli attacchi, la studiosa continuò a diffondere le sue scoperte scientifiche in tutto il mondo.

A motivo dei sui contributi scientifici la regina Elisabetta II la insignì del titolo

di DBE, Dame of the Order of the British Empire, il cavalierato femminile.

Per ciò che il sito rappresenta, l’inserimento di Tel es-Sultan nella World Heritage List giunge con notevole ritardo. E’ un monumento che testimonia differenti e progressivi stadi di civilizzazioni e, nello stesso tempo, un punto di svolta nel controverso dibattito sul rapporto tra archeologica, Bibbia e manipolazione ideologica dei risultati scientifici.

Fonte: Osama al Eissa, Asharq Al-Awsat (27 aprile 2007)

Adattamento: R.P.

Vous pouvez laisser une réponse.

Laisser un commentaire

PUERI CANTORES SACRE' ... |
FIER D'ÊTRE CHRETIEN EN 2010 |
Annonce des évènements à ve... |
Unblog.fr | Créer un blog | Annuaire | Signaler un abus | Vie et Bible
| Free Life
| elmuslima31