DI MONS. GIANFRANCO RAVASI – LE TRE MARIE NELLA VITA DI CRISTO

Di Mons. Gianfranco Ravasi

 Dal sito:  http://www.novena.it/ravasi/2005/122005.htm

LE TRE MARIE NELLA VITA DI CRISTO

« Passato il sabato, all’alba del primo giorno della settimana, Maria di Magdala e l’altra Maria andarono a visitare il sepolcro ».Due donne – stando al racconto di Matteo (28,1-10) – avanzano in quel mattino primaverile verso l’area cimiteriale di Gerusalemme puntando verso il monumento funebre di Giuseppe d’Arimatea, ove era stato deposto il cadavere di Gesù. Noi tutti conosciamo Maria di Magdala, anche perché, proprio in quell’alba, l’evangelista Giovanni le dedicherà un ritratto a tutto tondo nel momento del suo incontro col Cristo risorto (20,11-18). Vorremmo ora fissare la nostra attenzione sulla sua compagna, che Matteo chiama in modo quasi enigmatico: « l’altra Maria ». È necessaria una premessa: gli evangelisti introducono una serie di diverse donne come testimoni ora della sepoltura di Gesù ora della sua risurrezione, ma queste serie sono differenti e non coincidono tra loro; hanno, perciò, dato il via a complesse discussioni e ricostruzioni degli studiosi della Bibbia. Noi ci accontentiamo di segnalare che « l’altra Maria » fa capolino, senipre con Maria di Magdala e sempre secondo Matteo (27,61), amiche nel momento in cui si rotola la pietra davanti alla tomba ove il corpo di Gesù riposava.Ebbene, se stiamo agli altri evangelisti, forse avremmo la possibilità d’identificare quel volto. Infatti, Marco davanti alla croce di Cristo e durante la sepoltura fa avanzare una « Maria madre di Giacomo il minore e di loses » (15,40 e 15,47). Lo stesso Matteo la chiama così quando essa è ai piedi della croce, sia pure con una lieve variazione: « Maria, madre di Giacomo e di Giuseppe » (27,56). Anche Luca nell’alba pasquale introduce una « Maria di Giacomo » (24,10) che certamente è sempre la stessa.

Ora, se noi risaliamo ai giorni in cui Gesù operava e predicava in Galilea, ci imbattiamo in una sua visita nel villaggio della sua infanzia e giovinezza, Nazaret. Là i suoi concittadini non l’avevano accolto bene, anzi, avevano ironizzato sulla sua parentela: « Non è costui il carpentiere, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di loses, di Giuda e di Simone? » (Marco 6,3). Tra i ‘fratelli » – e sappiamo che il termine nel mondo semitico è di sua natura generico a livello parentale – sono elencati proprio Giacomo e loses, la cui madre portava lo stesso nome della madre di Gesù.

Sono, dunque, tre le Marie che saranno presenti, secondo i Vangeli, negli eventi finali della vita terrena di Cristo: Maria, la madre di Gesù, Maria di Magdala e « l’altra Maria », ossia Maria di Giacomo e di loses. Quest’ultima era, dunque, una sorta di zia di Gesù, comunque una parente. Giovanni (19,25) introduce una quarta Maria, « Maria di Cleofa »: molti ritengono che sia la stessa donna, della quale ora è ricordato anche il nome del marito.

Abbiamo, così, la possibilità di avere un ritratto anagrafico abbastanza compiuto di quest »altra Maria » che a sorpresa, con le altre donne, diventa la prima testimone della risurrezione. Difficilmente si sarebbe « inventata » una simile presenza femminile proprio in quell’evento capitale della storia cristiana: allora, infatti, le donne non erano abilitate a testimoniare in sede giuridica e quindi la loro dev’essere stata una presenza storica reale, segnata dai fatti stessi e conservata nella memoria dei primi cristiani e degli evangelisti.

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