Archive pour le 12 mai, 2007

preghiere a Maria

mariaavemaria.jpg

Ave, Maria
Ave, Maria, grátia plena,
Dóminus tecum.
Benedícta tu in muliéribus,
et benedíctus fructus ventris tui, Iesus.
Sancta María, Mater Dei,
ora pro nobis peccatóribus, nunc et in hora mortis nostræ.
Amen.

Publié dans:Maria Vergine, preghiere |on 12 mai, 2007 |Pas de commentaires »

di Gianfranco Ravasi. La porta di casa

dal sito on line di Avvenire, di Gianfranco Ravasi: 

12 Maggio 2007 
MATTUTINO 

la porta di casa 

 

Vorrei essere come una porta chiusa a invidia e avidità, aperta al dono e all’offerta. Una porta che allontana freddo e gelo, che protegge e fa incontrare. Una porta chiusa all’egoismo, aperta all’amore del prossimo e alla comprensione. Una porta che a te, Signore, offre una casa e agli altri amore, tempo e sicurezza.
«Ogni casa è un candelabro, dove ardono in appartata fiamma le vite». Questo bellissimo verso di una delle prime poesie (1923) dello scrittore argentino Jorge L. Borges potrebbero essere un augurio e un motto per la giornata della famiglia che oggi si celebra a Roma. Passando per le strade di una città a sera, dietro le finestre illuminate si può pensare all’amore, alle gioie, alla generosità ma anche alle fatiche, ai dolori, alle crisi che entro quelle mura si celano. Le famiglie con le loro storie sono come fiamme che riscaldano il gelo di molte solitudini.
Ma per raggiungere questo esito è necessario un impegno profondo e serio perché la famiglia non si riduca a una mera coesistenza sotto lo stesso tetto. Per descrivere questo compito ho voluto oggi proporre le belle parole che la liturgia nuziale luterana mette in bocca alla sposa come promessa nella sua missione familiare. Sono frasi limpide e da meditare perché le famiglie possano veramente sfavillare come «appartata fiamma». Al centro c’è il simbolo biblico e sociale della porta. Da un lato, essa deve chiudersi all’invidia, all’egoismo, all’avidità, altrimenti la sorgente intima dello stare insieme si inaridisce. D’altro lato, la porta deve aprirsi all’amore verso gli altri. Il calore e la luce della famiglia devono irradiarsi all’esterno nel mondo che è spesso oscuro e freddo. 

Publié dans:CAR. GIANFRANCO RAVASI |on 12 mai, 2007 |Pas de commentaires »

Papa: istruire nella fede e nella morale, nell’attuale momento di “smarrimento sconcertante”

Dal sito Asia News: 

 

» 11/05/2007 18:10
BRASILE – VATICANO
Papa: istruire nella fede e nella morale, nell’attuale momento di “smarrimento sconcertante”
Ai 400 vescovi del Brasile, Benedetto XVI indica le priorità del loro ministero. A partire dalla difesa del matrimonio e della famiglia, attaccati anche attraverso alcune leggi.
La Chiesa è chiamata ad uno sforzo missionario, a promuovere iniziativa pastorali a favore dei poveri e dei diseredati e iniziative sociali nella logica della dottrina sociale.

 

San Paolo (AsiaNews) – Evangelizzare, istruire nella fede e nella morale cristiana, andare alla ricerca di coloro che si sono allontanati dalla Chiesa, promuovere iniziative pastorali a favore dei poveri e dei diseredati e iniziative sociali nella logica della dottrina sociale, difendere matrimonio e famiglia. Sono i compiti del vescovo in questo momento di “smarrimento sconcertante” che la vita sociale sta attraversando, quali sono stati delineati questa sera da Benedetto XVI in una lunga riflessione rivolta agli oltre 400 vescovi del Brasile, con i quali ha celebrato i Vespri nella “Catedral da Sé”, chiesa metropolitana della città di San Paolo dedicata a Nostra Signora dell’Annunciazione. E’ stato l’ultimo appuntamento della terza giornata del viaggio del Papa, che questa sera lascia San Paolo per recarsi ad Aparecida. 

Il Papa ha tracciato quasi un repertorio dei compiti del vescovo, in questo tempo nel quale “viene attaccata impunemente la santità del matrimonio e della famiglia, cominciando dal fare concessioni di fronte a pressioni capaci di incidere negativamente sui processi legislativi; si giustificano alcuni delitti contro la vita nel nome dei diritti della libertà individuale; si attenta contro la dignità dell’essere umano; si diffonde la ferita del divorzio e delle libere unioni” e, all’interno della Chiesa, si discute il valore del celibato o si aderisce a visioni partitiche. 

E’ un compito che comincia dallo “sforzo missionario che l’America Latina dovrà assumersi, proprio a partire da qui, dal suolo brasiliano”. “La missione che ci è affidata, come maestri della fede – ha sottolineato – consiste nel ricordare, come lo stesso apostolo delle Genti scriveva, che il nostro Salvatore «vuole che tutti gli uomini siano salvati e arrivino alla conoscenza della verità» (1 Tm 2,4-6). Questa, e non altra, è la finalità della Chiesa: la salvezza delle anime, una ad una. Il Padre perciò ha inviato il suo Figlio, e «come il Padre ha mandato me, anch’io mando voi», è detto in San Giovanni (Gv 20, 21). Da qui, il mandato di evangelizzare”. 

Se l’annuncio è il primo compito, ci sono poi la preoccupazione per il popolo di Dio – compresi coloro che, per l’aggressività delle sette protestanti, si sono allontanati dalla Chiesa – e naturalmente per i sacerdoti e, quindi, le vocazioni. 

“Bisogna fare un salto di qualità nella vita cristiana del popolo, perché possa testimoniare la sua fede in maniera limpida e chiara. Questa fede, celebrata e partecipata nella liturgia e nella carità, nutre e rinvigorisce la comunità dei discepoli del Signore, mentre li edifica come Chiesa missionaria e profetica”. 

Ciò comporta una particolare cura nella formazione dei fedeli. “Le persone più vulnerabili al proselitismo aggressivo delle sette – che costituisce motivo di giusta preoccupazione – e incapaci di resistere agli assalti dell’agnosticismo, del relativismo e del laicismo sono in genere i battezzati non sufficientemente evangelizzati, facilmente influenzabili perché possiedono una fede fragile e, a volte, confusa, vacillante ed ingenua, anche se conservano una religiosità innata”. E “si tratta di non risparmiare sforzi per andare alla ricerca dei cattolici che si sono allontanati e di coloro che conoscono poco o niente Gesù Cristo”. 

Nel quadro dello “sforzo evangelizzatore”, Benedetto XVI ha collocato le “iniziative pastorali” che la comunità si assume, “inviando soprattutto nelle case delle periferie urbane e dell’interno i suoi missionari, laici o religiosi, cercando di dialogare con tutti in spirito di comprensione e di delicata carità”. Si tratta poi di manifestare solidarietà e aiuto verso chi è povero, “sia nell’aiuto per le necessità più urgenti, sia nella difesa dei suoi diritti e nella promozione comune di una società fondata sulla giustizia e sulla pace”. 

Resta, infine, la speciale attenzione da dedicare al sacerdozio. Così, Benedetto XVI segnala la particolare gravità del fatto che “quando in seno alla Chiesa, è messo in questione il valore dell’impegno sacerdotale come affidamento totale a Dio attraverso il celibato apostolico e come totale disponibilità a servire le anime, e si dà la preferenza alle questioni ideologiche e politiche, anche partitiche, la struttura della totale consacrazione a Dio comincia a perdere il suo significato più profondo”.  Anche per questo, il Papa fa appello, infine, “al vostro zelo sacerdotale ed al senso di discernimento delle vocazioni, anche per sapere completare la dimensione spirituale, psico-affettiva, intellettuale e pastorale nei giovani maturi e disponibili al servizio della Chiesa. Un buono ed assiduo accompagnamento spirituale è indispensabile per favorire la maturazione umana, ed evita il rischio di deviazioni nel campo della sessualità. Tenete sempre presente che il celibato sacerdotale costituisce un dono «che
la Chiesa ha ricevuto e vuole conservare, convinta che esso è un bene per lei e per il mondo» (Direttorio per il Ministero e
la Vita dei Presbiteri,
n. 57)”. 

  

 

Publié dans:Approfondimenti |on 12 mai, 2007 |Pas de commentaires »

Novant’anni dopo Fatima si specchia nel volto di Maria

dal sito on line di « Avvenire »:

DEVOZIONE POPOLARE
Il 13 maggio 1917 la «Madonna del Rosario» si mostrò per la prima volta a tre pastorelli nella località portoghese in cui verrà edificato il famoso santuario, meta di folle di pellegrini 
Novant’anni dopo Fatima si specchia nel volto di Maria 

Prendono il via oggi le celebrazioni dell’anniversario Il cardinale Sodano rappresenta il Papa Dal Nostro Inviato A Fatima Paolo Viana  

È arrivato il momento più intenso di questi novant’anni. Ancora una volta, a Fatima, lo vivranno in migliaia. L’anno scorso si parlò di 400 mila pellegrini sulla spianata del Santuario. E 30 mila arriveranno a piedi. Come Laurinda Tropa, che viene dal nord del Paese e ha fatto 280 chilometri in sei tappe, solo «per pregare per i giovani, perché
la Madonna li aiuti a vincere nella vita. Oggi tutti sembrano volerli sotterrare invece di aiutarli a sorgere». O come Manuel Cigarro, 68 anni, reso cieco per l’esplosione di una mina in Mozambico 40 anni fa: sta vivendo «il sogno di sempre» afferma.
Il pellegrinaggio internazionale in cui culminerà il 90° anniversario delle apparizioni inizierà solo nel tardo pomeriggio di oggi presso
la Cappellina delle apparizioni, alla presenza del cardinale Angelo Sodano, ma la preghiera dei pellegrini si leverà fin dal primo mattino con
la Via Crucis. Seguendo il sentiero battuto ogni anno da cinque milioni di fedeli ci si ritroverà alle 8,30 alla Cova da Iria, nel punto esatto in cui – il 13 maggio 1917 -
la Madonna del Rosario apparve a Francesco, Giacinta e Lucia per chiedere la conversione dell’uomo al suo Cuore immacolato e salvare il mondo dalla guerra.
«L’avvenimento di Fatima ha un certo passato, che non è lungo, e ha un futuro senza termine né frontiere – ha spiegato il vescovo emerito di Leiria-Fátima, Serafim de Sousa Ferreira e Silva -. Perché possiamo vivere una vita presente senza fine non possiamo spezzare i legami della continuità ma conoscerli e costruirli, nel tempo e in tempo, verso ciò che è fuori dal tempo».
A Fatima si avverte un senso di compiutezza, dopo la morte di suor Lucia, l’ultima veggente cui apparvero l’Angelo della Pace e la «Signora più splendente del sole». C’era anche lei a Valinhos quando
la Madonna apparve per la quarta volta, il 19 agosto 1917. Lì oggi sorge una cappella e lì si concluderà
la Via Crucis. Alle 12,30 ci si sposterà nuovamente alla Cappellina per la concelebrazione in ital iano e, dopo
la Messa sul piazzale, alle 16,30, alla Cappellina, due ore più tardi, sarà inaugurato il pellegrinaggio internazionale, alla presenza del legato pontificio, il cardinale Angelo Sodano, segretario di Stato vaticano emerito. Al decano del Collegio cardinalizio il Papa ha affidato un messaggio in cui ricorda la «speciale pietà e gratitudine che ebbe verso
la Madre di Dio, Giovanni Paolo II», il quale «in quel luogo venticinque anni fa, ringraziò
la Vergine Maria per il dono di avergli conservato miracolosamente la vita». Benedetto XVI chiede a Sodano di proporre «ai fedeli il valore della preghiera del Santo Rosario, affinché si ottengano i favori e le grazie che la stessa Madre del Redentore ha promesso ai devoti del suo Cuore Immacolato».
In serata sarà ancora
la Cappellina a ospitare il Rosario internazionale, mentre la concelebrazione solenne sul piazzale della basilica concluderà la giornata. Una veglia di preghiera introdurrà il secondo giorno di commemorazioni, che si aprirà con
la Processione eucaristica e il Rosario internazionale. Il culmine è fissato per le 10 con la concelebrazione solenne, la benedizione degli ammalati, la processione e il canto finale dell’Addio.
Il pellegrinaggio del 90° è coronato da una moltitudine di convegni, corsi, momenti di spiritualità, mostre ed eventi che hanno congiunto la commemorazione delle apparizioni di Maria a quelle dell’Angelo (primavera e autunno 1916). Un altro momento forte sarà il convegno delle associazioni e dei movimenti di Fatima nel mondo, che porterà qui migliaia di aderenti tra il 9 e il 12 ottobre. Al congresso Fatima per il Secolo XXI parteciperanno anche i cardinali José Saraiva Martins e Stanislaw Dziwisz.
«L’idea di celebrare in modo speciale il 90° anniversario delle apparizioni della Madonna e dell’Angelo della Pace a Fatima – spiega padre Luciano Guerra, rettore del Santuario – è sorta, innanzitutto, per mettere in evidenza la progettata coincidenza di questa scadenza con l’inaugurazione della nuova chiesa dedicata alla Santissima Trinità (che potrà contenere novemila fedeli; ndr). Ma tale intenzione si è poi arricchita con il fatto che nel 2007 ricorre anche il 100° anniversario della nascita di suor Lucia, che nel frattempo è stata chiamata in Cielo».
 

Publié dans:Non classé |on 12 mai, 2007 |Pas de commentaires »

Rilanciare l’evangelizzazione in America Latina mettendo al centro Cristo e la sua Chiesa: così il Papa ai vescovi brasiliani

dal sito: 

http://www.radiovaticana.org/it1/Articolo.asp?c=133237

Rilanciare l’evangelizzazione in America Latina mettendo al centro Cristo e la sua Chiesa: così il Papa ai vescovi brasiliani

Benedetto XVI si è trasferito, ieri sera, ad Aparecida, in vista dell’apertura, domani, della V Conferenza generale dell’Episcopato dell’America Latina e dei Caraibi. Fra circa due ore, il Papa visiterà la comunità di recupero Fazenda da Esperança. Poi, nel pomeriggio, guiderà la recita del Rosario nel grande Santuario mariano di Aparecida e, in tale contesto, incontrerà i sacerdoti e i religiosi del Brasile. Si è, dunque, conclusa la prima parte del viaggio apostolico in Brasile, quella dedicata alla Chiesa di San Paolo. Prima di partire in elicottero per Aparecida, il Pontefice ha incontrato i vescovi brasiliani nella Catedral da Sé di San Paolo. Qui, nell’ambito della celebrazione dei Vespri, ha pronunciato un’omelia, sui contenuti della quale ci riferisce il nostro inviato in Brasile, Alessandro Gisotti:

(Canti)
Un intervento lungo e appassionato sulle grandi sfide della Chiesa del Brasile e dell’America Latina: è quello offerto, ieri sera, da Benedetto XVI nella Catedral da Sé ai presuli del Paese con più cattolici al mondo. Il Papa ha subito messo l’accento sull’importanza della Conferenza di Aparecida, un grande evento ecclesiale, che sottolinea “lo sforzo missionario che l’America Latina dovrà assumersi”. Quindi, si è soffermato sul primo compito dei vescovi:


A missão que nos é confiada, como Mestres da fé…
“La missione che ci è affidata come Maestri della fede”, la finalità della Chiesa, ha detto, altro non è che “la salvezza delle anime”. E ha ribadito l’obbligo di “predicare la verità della fede, l’urgenza della vita sacramentale”. Ha, così, messo l’accento sulle realtà fondamentali della morale cristiana e della pratica dei sacramenti. “Laddove Dio e la sua volontà non sono conosciuti”, ha avvertito, “manca l’essenziale anche per la soluzione degli urgenti problemi sociali e politici”. Ecco allora che la “fedeltà al primato di Dio e della sua volontà” diventa il “dono essenziale” che vescovi e sacerdoti devono offrire ai fedeli.


È verdade que os tempos de hoje são difíceis para a Igreja…
“È vero – ha riconosciuto – che i tempi presenti risultano difficili per
la Chiesa” e molti dei suoi figli. La vita sociale, ha costatato con amarezza, “sta attraversando momenti di smarrimento sconcertante. Viene attaccata impunemente la santità del matrimonio e della famiglia, cominciando dal fare concessioni di fronte a pressioni capaci di incidere negativamente sui processi legislativi”. D’altro canto, ha affermato, “si giustificano alcuni delitti contro la vita nel nome dei diritti della libertà individuale”, mentre “si attenta contro la dignità dell’essere umano”, e “si diffonde la ferita del divorzio e delle libere unioni”. Quando, poi, “in seno alla Chiesa – ha costatato – è messo in questione il valore dell’impegno sacerdotale come affidamento totale a Dio attraverso il celibato apostolico e come totale disponibilità a servire le anime, e si dà la preferenza alle questioni ideologiche e politiche, anche partitiche, la struttura della totale consacrazione a Dio comincia a perdere il suo significato più profondo”. Di fronte a questa “tristezza”, però, il Papa ha rinnovato la sua esortazione ad avere fiducia nella Chiesa.


Entre os problemas que afligem a vossa solicitude pastoral…
“Tra i problemi che affliggono la vostra sollecitudine pastorale – ha proseguito – c’è, senza dubbio, la questione dei cattolici che abbandonano la vita ecclesiale”. Il Papa ha indicato “la causa principale” di questo problema nella “mancanza di un’evangelizzazione” che metta al centro Cristo e la sua Chiesa. Ed ha affermato che “le persone più vulnerabili al proselitismo aggressivo delle sette” ed anche “incapaci di resistere agli assalti dell’agnosticismo, del relativismo e del laicismo sono in genere i battezzati non sufficientemente evangelizzati”. Sono persone, ha costatato, “facilmente influenzabili, perché possiedono una fede fragile e, a volte, confusa, vacillante ed ingenua, anche se conservano una religiosità innata”. Di qui, l’urgenza per
la Chiesa del Brasile di “avviare l’attività apostolica come una vera missione” promovendo “un’evangelizzazione metodica e capillare”. Il Papa ha esortato i presuli a “non risparmiare sforzi per andare alla ricerca dei cattolici che si sono allontanati e di coloro che conoscono poco o niente Gesù Cristo”. Serve, ha detto, “una pastorale dell’accoglienza che li aiuti a sentire
la Chiesa come un luogo privilegiato dell’incontro con Dio”. Una missione evangelizzatrice che coinvolga tutte le forze vive della Chiesa.

Neste esforço evangelizador, a comunidade eclesial…
“In questo sforzo evangelizzatore – ha evidenziato il Papa – la comunità ecclesiale si distingue per le iniziative pastorali, inviando soprattutto” nelle periferie urbane e dell’interno i suoi missionari “cercando di dialogare con tutti in spirito di comprensione e di delicata carità”. Quando le “persone incontrate vivono in una situazione di povertà – ha proseguito – bisogna aiutarle come facevano le prime comunità cristiane, praticando la solidarietà perché si sentano veramente amate”. Il Pontefice ha ribadito che “la gente povera delle periferie urbane o della campagna ha bisogno di sentire la vicinanza della Chiesa” anche “nella difesa dei suoi diritti e nella promozione comune di una società fondata sulla giustizia e sulla pace”. I poveri, ha rammentato, “sono i destinatari privilegiati del Vangelo” per questo i pastori non devono trascurare di offrire loro il pane materiale.


Recomeçar a partir de Cristo em todos os âmbitos da missão.
“Ripartire da Cristo in tutti gli ambiti della missione, riscoprire in Gesù l’amore e la salvezza che il Padre ci dà, mediante lo Spirito Santo”: questa, è stata la riflessione del Pontefice, “è la sostanza, la radice della missione episcopale”. La fede, ha ribadito, “è un cammino condotto dallo Spirito Santo” che si compendia nella conversione e nella sequela. D’altro canto, “la verità suppone una conoscenza chiara del messaggio di Gesù”. Il linguaggio inculturato sia, dunque, comprensibile, “ma necessariamente fedele alla proposta del Vangelo”. Di qui, l’urgenza di “una conoscenza adeguata della fede”. Benedetto XVI ha indicato l’importanza dell’educazione “alle virtù personali e sociali del cristiano”. Poi, ha rivolto il suo pensiero alla Liturgia, che, ha ribadito, “non è mai proprietà privata di qualcuno, né del celebrante né della comunità nella quale si celebrano i Santi Misteri”. Il Papa ha sottolineato che “riscoprire e apprezzare l’ubbidienza alle norme liturgiche da parte dei vescovi”, “significa rendere testimonianza alla Chiesa stessa”. Parole corredate da una viva esortazione:


É necessário um salto de qualidade na vivência cristã…
“Bisogna fare un salto di qualità nella vita cristiana del popolo – ha avvertito il Papa – perché possa testimoniare la sua fede in maniera limpida e chiara”. Una fede, “celebrata e partecipata nella liturgia e nella carità”, che nutra e rinvigorisca “la comunità dei discepoli del Signore”. Ancora, ha invitato i vescovi ad “essere fedeli servitori della Parola, senza visioni riduttive né confusioni nella missione” loro affidata. “Non basta osservare la realtà a partire dalla fede personale – ha aggiunto – è necessario lavorare con il Vangelo alla mano ed ancorati all’autentica eredità della Tradizione Apostolica, senza interpretazioni motivate da ideologie razionalistiche”. Ha, così, rivolto il suo pensiero alla pastorale vocazionale. Un buono ed assiduo “accompagnamento spirituale – ha rilevato – è indispensabile per favorire la maturazione umana, ed evita il rischio di deviazioni nel campo della sessualità”. Ed ha ribadito che il celibato sacerdotale costituisce un dono che
la Chiesa ha ricevuto per il bene suo e del mondo.


O Sucessor de Pedro conta convosco…
“Il Successore di Pietro conta su di voi – ha assicurato il Papa – perché la vostra preparazione poggi sempre sulla spiritualità di comunione e di fedeltà alla Sede di Pietro”, ed ha aggiunto che “l’integrità della fede, insieme alla disciplina ecclesiale, è e sempre sarà, un tema che richiederà attenzione e impegno da parte” dei vescovi. Benedetto XVI ha voluto anche richiamare l’importanza dell’ecumenismo, soprattutto di fronte a certe “forme di proselitismo, frequentemente aggressivo”. Il grande compito comune di collaborazione, ha sottolineato, “dovrebbe essere la difesa dei valori morali fondamentali, trasmessi dalla tradizione biblica, contro la loro distruzione in una cultura relativistica e consumistica”. Ed ha ribadito la volonta di procedere sul cammino ecumenico. Infine, il Pontefice parlando della povertà che affligge molti brasiliani, ha sottolineato che, di fronte ai problemi economici e sociali, bisogna sempre seguire
la Dottrina Sociale della Chiesa, incentrata sulla dignità dell’uomo. Di qui, l’invito a lavorare “instancabilmente a favore della formazione dei politici” in modo tale che “assumano pienamente le proprie responsabilità e sappiano dare un volto umano e solidale all’economia”.


Nel suo discorso, il Papa non ha poi mancato di rivolgere un saluto particolare a mons. Geraldo Lyrio Rocha, nuovo presidente dell’episcopato brasiliano, che ha rivolto l’indirizzo di omaggio al Papa ringraziandolo per il contributo dato per il progetto in favore dell’Amazzonia. A mons. Rocha, Benedetto XVI ha augurato un proficuo lavoro nel consolidare “sempre più la comunione tra i vescovi” promuovendo l’azione pastorale comune in tutto il grande territorio brasiliano. Un’annotazione di cronaca: anche ieri, a sorpresa, il Papa si è affacciato dal Monastero Sao Bento per benedire i fedeli che lo hanno chiamato più volte con l’ormai celebre coretto Bento! Bento! Benedetto, Benedetto! 

PUERI CANTORES SACRE' ... |
FIER D'ÊTRE CHRETIEN EN 2010 |
Annonce des évènements à ve... |
Unblog.fr | Créer un blog | Annuaire | Signaler un abus | Vie et Bible
| Free Life
| elmuslima31