Con grande amore” la Chiesa brasiliana attende domani l’arrivo di Benedetto XVI,

dal sito della Radio Vaticana:

http://www.radiovaticana.org/it1/Articolo.asp?c=132400

“Con grande amore”
la Chiesa brasiliana attende domani l’arrivo di Benedetto XVI, nel suo primo viaggio in America Latina. Il commento di don José Tola
 
“Con grande amore”
la Chiesa del Brasile si prepara ad accogliere, domani pomeriggio, Benedetto XVI, in visita nel maggior Paese cattolico al mondo, in occasione della V Conferenza generale dell’Episcopato latinoamericano e dei Carabi, che il Papa inaugurerà domenica prossima nel Santuario di Aparecida, per poi rientrare in Italia. Si tratta del sesto viaggio apostolico internazionale di Benedetto XVI, il primo in America Latina, dove vive quasi la metà dei cattolici dell’intero pianeta. Il popolo brasiliano è in fervente attesa scrivono i presuli – in un Lettera inviata al Papa lo scorso 2 maggio – per manifestare i loro sentimenti di “affetto, comunione e fedeltà”, sottolineando che la canonizzazione – prevista venerdì 11 maggio – del primo santo brasiliano, Frei Antonio de Sant’Ana Galvao, “sarà un grande beneficio per tutti ed un forte incentivo per la santità nella Chiesa”. L’arrivo in Brasile del Santo Padre – che partirà domani mattina alle ore 9 dall’aeroporto Leonardo da Vinci di Fiumicino – è previsto alle 16.30 ora locale nella città di Guarulhos, da dove raggiungerà in un’ora di volo in elicottero la grande metropoli di San Paolo. Sui momenti forti del viaggio del Papa e il clima che lo attende, il servizio del nostro inviato a San Paolo, Alessandro Gisotti:


La Chiesa del Brasile aspetta a braccia aperte il Successore di Pietro, dieci anni dopo l’ultimo viaggio in questa terra di Giovanni Paolo II. Per la quinta volta nella storia, un Papa visiterà il Paese con più cattolici al mondo. Ma il viaggio apostolico di Benedetto XVI non si caratterizza solo per l’abbraccio ai fedeli brasiliani. Il momento culminante della visita, infatti, sarà l’apertura della V Conferenza generale dell’episcopato dell’America Latina e dei Caraibi, domenica 13 nel Santuario mariano dell’Aparecida, a 170 chilometri da San Paolo. Un luogo particolarmente significativo: quello di Aparecida, infatti, con 8 milioni di pellegrini all’anno, è il santuario più visitato di tutto il Sud America. Il tema scelto da Benedetto XVI per l’evento ecclesiale è “Discepoli e missionari di Gesù Cristo, perché in Lui i nostri popoli abbiano vita”.
La Conferenza di Aparecida, come è stato sottolineato dai vertici del CELAM, il Consiglio dell’episcopato latino americano, non avrà il fine di esaminare questioni dogmatiche, ma avrà un carattere eminentemente missionario e pastorale. Dal secolarismo al fenomeno delle sette, dalla lotta alla povertà alla pastorale vocazionale, tanti i temi all’ordine del giorno della Conferenza, in programma dal 13 al 31 maggio, che riunisce i rappresentanti delle 22 Conferenze episcopali dell’America Latina e dei Caraibi. Per la prima volta, poi, saranno presenti con diritto di voto delegati delle Conferenze episcopali di Stati Uniti, Canada, Spagna e Portogallo.

Come già Paolo VI a Medellin nel 1968 e Giovanni Paolo II a Puebla nel 1979 e a Santo Domingo nel 1992, spetterà a Benedetto XVI aprire
la Conferenza generale dell’episcopato del continente latinoamericano con un atteso intervento che darà gli orientamenti alla Chiesa dell’America Latina per affrontare le sfide dei prossimi anni. La prima parte del viaggio del Santo Padre nel “continente della speranza”, come lo definì Karol Wojtyla e come ha ribadito Papa Benedetto nel
Regina Caeli di domenica scorsa, sarà invece tutta dedicata alla Chiesa e al popolo brasiliano. Un ruolo speciale lo avranno i giovani, che il Santo Padre incontrerà nella serata di giovedì 10 maggio allo Stadio Pacaembu, di San Paolo, quasi un’edizione brasiliana delle GMG. Poi, sabato 12 maggio, a Guarantiguetà il toccante incontro con i ragazzi tossicodipendenti, ospitati dalla Comunità di recupero « Facenda da Esperanza », fondata nel 1979 dal francescano tedesco, Hans Stapel. I ragazzi aspettano con trepidazione l’arrivo del Papa che – sottolineano alla Radio Vaticana – con questo gesto dimostra il suo amore per chi ha sbagliato, ma in Cristo ha trovato la forza di cambiare vita.


Due le grandi Messe che il Papa celebrerà in Brasile. L’11 maggio, nell’area paulista del Campo di Marte, Benedetto XVI presiederà
la Messa di canonizzazione di Frei Galvao, primo Santo brasiliano. Alla celebrazione eucaristica, sono attesi almeno un milione di pellegrini. A sottolineare l’importanza dell’evento, all’entrata di molte chiese di San Paolo, spiccano grandi foto di Benedetto XVI accanto all’immagine di Frei Galvao. Centinaia di migliaia di fedeli parteciperanno poi alla Messa di domenica 13 maggio, solennità della Madonna di Fatima, che il Papa celebrerà nel piazzale antistante il Santuario dell’Aparecida. Qui, un grande manifesto alle porte del Santuario dà il benvenuto al Papa in lingua portoghese, ma anche in tedesco, in omaggio alla terra natale di Joseph Ratzinger.


L’articolato programma del viaggio apostolico prevede anche altri appuntamenti significativi a partire dal colloquio tra Benedetto XVI e il presidente Luiz Inacio Lula da Silva, il 10 maggio. Nella stessa giornata, il Papa riceverà al Monastero San Benedetto i rappresentanti delle altre confessioni cristiane e di altre religioni. Non mancheranno poi gli incontri tra il Papa e l’episcopato brasiliano, che proprio in questi giorni si è riunito a Campinas, in vista della Conferenza dell’Aparecida. Nella monumentale “Catedral da Sé”, la sera dell’11 maggio, il Papa celebrerà i Vespri assieme ai 427 vescovi del Brasile. Benedetto XVI si rivolgerà anche ai sacerdoti, religiosi e religiose del Paese: l’appuntamento è per sabato 12 maggio, quando il Papa guiderà la recita del Santo Rosario nel grande Santuario di Aparecida.
Da San Paolo, Alessandro Gisotti, Radio Vaticana.


Il Vangelo è la risposta alle grandi sfide di oggi, aveva raccomandato Benedetto XVI, nel gennaio scorso, rivolto alla Pontificia Commissione per l’America Latina. Un’esortazione che chiama, in particolare i presuli latinoamericani, ad un rinnovato impegno di evangelizzazione, come sottolinea il rev. José Tola, officiale della Pontificia Commissione per l’America Latina, intervistato da Alessando Gisotti:

 
R. – Io credo che tutti i vescovi latinoamericani siano molto consapevoli che l’unico cammino per rendere la società umana più giusta, più riconciliata, sia quello di proporre il Vangelo in modo esplicito.
La Parola di Cristo concentra il nostro sguardo su quello che è essenziale e non è difficile – di fronte a tante carenze, soprattutto nel continente latinoamericano dove c’è tanta povertà, tanta ingiustizia – trascurare il fatto che l’azione della Chiesa perde tutto il suo vigore se non è prima di tutto annuncio della persona di Cristo. Credo che solo con questa premessa si possano affrontare con coraggio e con una speranza solida tutte le sfide che presenta la vita dell’uomo in questo tempo.

D. – L’ultima Conferenza generale dell’episcopato latinoamericano e caraibico si è svolta nel 1992. Com’è cambiato in America Latina il modo di rapportarsi con la fede in questi 15 anni?


R. – La fede rimane sempre il patrimonio più importante dell’America Latina. L’America Latina è un continente che si caratterizza – è stato sempre così – per la sua fede, per una fede molto viva, per la sua religiosità. Comunque, non si può trascurare il fatto che negli ultimi 15 anni si sono presentate diverse difficoltà. Per esempio, è importante vedere che la proporzione dei cattolici è diminuita e ci sono tante altre difficoltà come la presenza sempre più forte delle sette. Di fronte a tutto questo, io accennerei a due punti tra i più decisivi del contesto attuale: il primo è quello della pastorale vocazionale e il secondo aspetto è quello della famiglia. Nella nostra riunione plenaria di gennaio, il cardinale Grocholewski ha ricordato nel suo intervento che la famiglia in America Latina ha una grande potenzialità e questa potenzialità occorre saperla sfruttare al meglio.


D. – Sempre nel discorso alla Pontificia Commissione per l’America Latina, il Papa ha messo l’accento sull’urgenza di una nuova evangelizzazione nel continente. Con quale spirito viene accolto questo invito del Santo Padre?


R. – Direi che viene accolto prima di tutto con molta speranza e lo spirito è quello di un’evangelizzazione rinnovata che non è la stessa cosa di una ri-evangelizzazione, perché non si tratta di una ri-evangelizzazione ma di una nuova creatività nel modo di diffondere il Vangelo, nel modo di evangelizzare. Il cristianesimo richiede di vivere il Vangelo con radicalità e per questo sono importantissimi i modelli. Quindi i pastori latinoamericani sanno che con la loro parola e con la loro testimonianza vitale devono infondere il coraggio e la forza nel cuore dei cattolici per creare una grande onda di conversione e santità in tutto il continente.


D. – Cosa può dare ai fedeli e ai pastori dell’America Latina un evento come la visita di Benedetto XVI in Brasile?


R. – Può dare più coraggio, può dare più slancio, più forza, più speranza. Penso che l’America Latina è un continente che ha un amore e un affetto molto particolare per il Successore di Pietro. L’America Latina è ancora profondamente cattolica. La visita del Papa servirà a dare maggior vigore e a rafforzare l’identità profonda di questo continente. 

Publié dans : Papa Benedetto XVI |le 8 mai, 2007 |Pas de Commentaires »

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