Archive pour le 8 mai, 2007

Maria, il bambino Gesù e gli angeli

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Publié dans:immagini sacre |on 8 mai, 2007 |Pas de commentaires »

« Progetto Scienza, Teologia e Ricerca ontologica/STOQ”: ne parla il cardinale Paul Poupard

dal sito della Radio Vaticana: 

http://www.radiovaticana.org/it1/Articolo.asp?c=132429

Presentati in Vaticano i primi quattro volumi curati dai ricercatori del « Progetto Scienza, Teologia e Ricerca ontologica/STOQ”: ne parla il cardinale Paul Poupard

Un programma di ricerca post-lauream, cui aderiscono sei Università pontificie romane, incentrato sul rapporto fra scienza, filosofia e teologia: si tratta del “Progetto Scienza, Teologia e Ricerca ontologica/STOQ”, giunto alla sua terza fase e coordinato dal Pontificio Consiglio della Cultura, che stamattina ha presentato alla stampa i primi quattro volumi curati dai ricercatori del Progetto insieme con i nuovi uffici del dicastero, situati in via della Conciliazione. I volumi riguardano metodi matematici impiegati in fisica, rassegne storico-critiche delle definizioni di « vivente » e di « organismo », atti del primo workshop tenuto alla Pontificia Università Gregoriana sulle relazioni tra scienza e filosofia e diversi contributi relativi al concetto di vita e al problema degli organismi. Ma qual è il messaggio di fondo di questi primi libri? Giovanni Peduto lo ha chiesto al presidente del dicastero pontificio, il cardinale Paul Poupard:


R. – Il messaggio che viene da questi primi volumi è che è possibile e anche doveroso dare strumenti semplici e concreti di cultura scientifica a persone che non hanno avuto prima una preparazione prettamente scientifica. Il secondo dato è che questo, fatto da specialisti, dimostra che la scienza – ben lontana dall’essere nemica della fede – aiuta la fede ad inserirsi nel contesto culturale, la permette di approfittare delle sue ricerche e permette che la scienza stessa riceve dalla fede un orientamento profondo che le evita, in particolare, di ridurre l’uomo ad un oggetto invece che una persona.

D. – Il Papa chiede di ampliare gli orizzonti della ragione. Lei vede una crisi della ragione, oggi?


R. – C’è come un dubbio che la ragione, che nel razionalismo pretendeva di eliminare la fede, adesso sia essa stessa a dubitare della sua capacità di ragionare. Allora, è interessante vedere come uomini di fede aiutino gli uomini della « ragione » – se così si possono definire – e i filosofi a riprendere fiducia nella propria ragione. E’ questa la grande lezione che non cessa di darci il nostro Santo Padre Benedetto.


D. – Oggi, molti intellettuali di ispirazione laica stanno riflettendo in maniera positiva sugli interventi di Benedetto XVI…


R. – Certamente. Perché proprio loro trovano un aiuto che non si poteva pensare prima e dunque, nel rispetto totale della epistemologia: e cioè che la ragione stessa scopre la dimensione religiosa della vita e che questa dimensione religiosa fornisce un orizzonte e conforta la ricerca razionale.


D. – Più che mai, oggi è vitale un dialogo non solo tra religioni, ma anche tra fede e cultura laica. Come evitare il ricomporsi di antichi steccati?


R. – Questa è l’intuizione del Santo Padre: di coniugare il dialogo interculturale e il dialogo interreligioso, che così consente agli uomini di cultura di diverse provenienze di incontrarsi, per discutere in modo ragionevole. Ho appena ricevuto un invito dell’Università della Repubblica di Tunisia, che ha una popolazione musulmana, a partecipare a un convegno sul rapporto tra fede e ragione, alla luce di tre grandi maestri: Maimonide, Averroè e Tommaso d’Aquino. Ho appena ricevuto un interlocutore del Marocco che mi diceva che gli incontri tra cristiani e musulmani nel Marocco vertono su questi due ambiti: prima di tutto, l’incontro tra uomini di cultura che scambiano opinioni sul mondo stesso della cultura, e dall’altra parte gli scambi anche sull’esperienza religiosa di credenti. 

Publié dans:Approfondimenti |on 8 mai, 2007 |Pas de commentaires »

Con grande amore” la Chiesa brasiliana attende domani l’arrivo di Benedetto XVI,

dal sito della Radio Vaticana:

http://www.radiovaticana.org/it1/Articolo.asp?c=132400

“Con grande amore”
la Chiesa brasiliana attende domani l’arrivo di Benedetto XVI, nel suo primo viaggio in America Latina. Il commento di don José Tola
 
“Con grande amore”
la Chiesa del Brasile si prepara ad accogliere, domani pomeriggio, Benedetto XVI, in visita nel maggior Paese cattolico al mondo, in occasione della V Conferenza generale dell’Episcopato latinoamericano e dei Carabi, che il Papa inaugurerà domenica prossima nel Santuario di Aparecida, per poi rientrare in Italia. Si tratta del sesto viaggio apostolico internazionale di Benedetto XVI, il primo in America Latina, dove vive quasi la metà dei cattolici dell’intero pianeta. Il popolo brasiliano è in fervente attesa scrivono i presuli – in un Lettera inviata al Papa lo scorso 2 maggio – per manifestare i loro sentimenti di “affetto, comunione e fedeltà”, sottolineando che la canonizzazione – prevista venerdì 11 maggio – del primo santo brasiliano, Frei Antonio de Sant’Ana Galvao, “sarà un grande beneficio per tutti ed un forte incentivo per la santità nella Chiesa”. L’arrivo in Brasile del Santo Padre – che partirà domani mattina alle ore 9 dall’aeroporto Leonardo da Vinci di Fiumicino – è previsto alle 16.30 ora locale nella città di Guarulhos, da dove raggiungerà in un’ora di volo in elicottero la grande metropoli di San Paolo. Sui momenti forti del viaggio del Papa e il clima che lo attende, il servizio del nostro inviato a San Paolo, Alessandro Gisotti:


La Chiesa del Brasile aspetta a braccia aperte il Successore di Pietro, dieci anni dopo l’ultimo viaggio in questa terra di Giovanni Paolo II. Per la quinta volta nella storia, un Papa visiterà il Paese con più cattolici al mondo. Ma il viaggio apostolico di Benedetto XVI non si caratterizza solo per l’abbraccio ai fedeli brasiliani. Il momento culminante della visita, infatti, sarà l’apertura della V Conferenza generale dell’episcopato dell’America Latina e dei Caraibi, domenica 13 nel Santuario mariano dell’Aparecida, a 170 chilometri da San Paolo. Un luogo particolarmente significativo: quello di Aparecida, infatti, con 8 milioni di pellegrini all’anno, è il santuario più visitato di tutto il Sud America. Il tema scelto da Benedetto XVI per l’evento ecclesiale è “Discepoli e missionari di Gesù Cristo, perché in Lui i nostri popoli abbiano vita”.
La Conferenza di Aparecida, come è stato sottolineato dai vertici del CELAM, il Consiglio dell’episcopato latino americano, non avrà il fine di esaminare questioni dogmatiche, ma avrà un carattere eminentemente missionario e pastorale. Dal secolarismo al fenomeno delle sette, dalla lotta alla povertà alla pastorale vocazionale, tanti i temi all’ordine del giorno della Conferenza, in programma dal 13 al 31 maggio, che riunisce i rappresentanti delle 22 Conferenze episcopali dell’America Latina e dei Caraibi. Per la prima volta, poi, saranno presenti con diritto di voto delegati delle Conferenze episcopali di Stati Uniti, Canada, Spagna e Portogallo.

Come già Paolo VI a Medellin nel 1968 e Giovanni Paolo II a Puebla nel 1979 e a Santo Domingo nel 1992, spetterà a Benedetto XVI aprire
la Conferenza generale dell’episcopato del continente latinoamericano con un atteso intervento che darà gli orientamenti alla Chiesa dell’America Latina per affrontare le sfide dei prossimi anni. La prima parte del viaggio del Santo Padre nel “continente della speranza”, come lo definì Karol Wojtyla e come ha ribadito Papa Benedetto nel
Regina Caeli di domenica scorsa, sarà invece tutta dedicata alla Chiesa e al popolo brasiliano. Un ruolo speciale lo avranno i giovani, che il Santo Padre incontrerà nella serata di giovedì 10 maggio allo Stadio Pacaembu, di San Paolo, quasi un’edizione brasiliana delle GMG. Poi, sabato 12 maggio, a Guarantiguetà il toccante incontro con i ragazzi tossicodipendenti, ospitati dalla Comunità di recupero « Facenda da Esperanza », fondata nel 1979 dal francescano tedesco, Hans Stapel. I ragazzi aspettano con trepidazione l’arrivo del Papa che – sottolineano alla Radio Vaticana – con questo gesto dimostra il suo amore per chi ha sbagliato, ma in Cristo ha trovato la forza di cambiare vita.


Due le grandi Messe che il Papa celebrerà in Brasile. L’11 maggio, nell’area paulista del Campo di Marte, Benedetto XVI presiederà
la Messa di canonizzazione di Frei Galvao, primo Santo brasiliano. Alla celebrazione eucaristica, sono attesi almeno un milione di pellegrini. A sottolineare l’importanza dell’evento, all’entrata di molte chiese di San Paolo, spiccano grandi foto di Benedetto XVI accanto all’immagine di Frei Galvao. Centinaia di migliaia di fedeli parteciperanno poi alla Messa di domenica 13 maggio, solennità della Madonna di Fatima, che il Papa celebrerà nel piazzale antistante il Santuario dell’Aparecida. Qui, un grande manifesto alle porte del Santuario dà il benvenuto al Papa in lingua portoghese, ma anche in tedesco, in omaggio alla terra natale di Joseph Ratzinger.


L’articolato programma del viaggio apostolico prevede anche altri appuntamenti significativi a partire dal colloquio tra Benedetto XVI e il presidente Luiz Inacio Lula da Silva, il 10 maggio. Nella stessa giornata, il Papa riceverà al Monastero San Benedetto i rappresentanti delle altre confessioni cristiane e di altre religioni. Non mancheranno poi gli incontri tra il Papa e l’episcopato brasiliano, che proprio in questi giorni si è riunito a Campinas, in vista della Conferenza dell’Aparecida. Nella monumentale “Catedral da Sé”, la sera dell’11 maggio, il Papa celebrerà i Vespri assieme ai 427 vescovi del Brasile. Benedetto XVI si rivolgerà anche ai sacerdoti, religiosi e religiose del Paese: l’appuntamento è per sabato 12 maggio, quando il Papa guiderà la recita del Santo Rosario nel grande Santuario di Aparecida.
Da San Paolo, Alessandro Gisotti, Radio Vaticana.


Il Vangelo è la risposta alle grandi sfide di oggi, aveva raccomandato Benedetto XVI, nel gennaio scorso, rivolto alla Pontificia Commissione per l’America Latina. Un’esortazione che chiama, in particolare i presuli latinoamericani, ad un rinnovato impegno di evangelizzazione, come sottolinea il rev. José Tola, officiale della Pontificia Commissione per l’America Latina, intervistato da Alessando Gisotti:

 
R. – Io credo che tutti i vescovi latinoamericani siano molto consapevoli che l’unico cammino per rendere la società umana più giusta, più riconciliata, sia quello di proporre il Vangelo in modo esplicito.
La Parola di Cristo concentra il nostro sguardo su quello che è essenziale e non è difficile – di fronte a tante carenze, soprattutto nel continente latinoamericano dove c’è tanta povertà, tanta ingiustizia – trascurare il fatto che l’azione della Chiesa perde tutto il suo vigore se non è prima di tutto annuncio della persona di Cristo. Credo che solo con questa premessa si possano affrontare con coraggio e con una speranza solida tutte le sfide che presenta la vita dell’uomo in questo tempo.

D. – L’ultima Conferenza generale dell’episcopato latinoamericano e caraibico si è svolta nel 1992. Com’è cambiato in America Latina il modo di rapportarsi con la fede in questi 15 anni?


R. – La fede rimane sempre il patrimonio più importante dell’America Latina. L’America Latina è un continente che si caratterizza – è stato sempre così – per la sua fede, per una fede molto viva, per la sua religiosità. Comunque, non si può trascurare il fatto che negli ultimi 15 anni si sono presentate diverse difficoltà. Per esempio, è importante vedere che la proporzione dei cattolici è diminuita e ci sono tante altre difficoltà come la presenza sempre più forte delle sette. Di fronte a tutto questo, io accennerei a due punti tra i più decisivi del contesto attuale: il primo è quello della pastorale vocazionale e il secondo aspetto è quello della famiglia. Nella nostra riunione plenaria di gennaio, il cardinale Grocholewski ha ricordato nel suo intervento che la famiglia in America Latina ha una grande potenzialità e questa potenzialità occorre saperla sfruttare al meglio.


D. – Sempre nel discorso alla Pontificia Commissione per l’America Latina, il Papa ha messo l’accento sull’urgenza di una nuova evangelizzazione nel continente. Con quale spirito viene accolto questo invito del Santo Padre?


R. – Direi che viene accolto prima di tutto con molta speranza e lo spirito è quello di un’evangelizzazione rinnovata che non è la stessa cosa di una ri-evangelizzazione, perché non si tratta di una ri-evangelizzazione ma di una nuova creatività nel modo di diffondere il Vangelo, nel modo di evangelizzare. Il cristianesimo richiede di vivere il Vangelo con radicalità e per questo sono importantissimi i modelli. Quindi i pastori latinoamericani sanno che con la loro parola e con la loro testimonianza vitale devono infondere il coraggio e la forza nel cuore dei cattolici per creare una grande onda di conversione e santità in tutto il continente.


D. – Cosa può dare ai fedeli e ai pastori dell’America Latina un evento come la visita di Benedetto XVI in Brasile?


R. – Può dare più coraggio, può dare più slancio, più forza, più speranza. Penso che l’America Latina è un continente che ha un amore e un affetto molto particolare per il Successore di Pietro. L’America Latina è ancora profondamente cattolica. La visita del Papa servirà a dare maggior vigore e a rafforzare l’identità profonda di questo continente. 

Publié dans:Papa Benedetto XVI |on 8 mai, 2007 |Pas de commentaires »

Il Patriarca di Antiochia dei Maroniti chiede l’intercessione di Nostra Signora del Libano per il Paese

dal sito:

http://www.zenit.org/it./  Data pubblicazione: 2007-05-07 Il Patriarca di Antiochia dei Maroniti chiede l’intercessione di Nostra Signora del Libano per il Paese 

ROMA, lunedì, 7 maggio 2007 (ZENIT.org).- Il Patriarca di Antiochia dei Maroniti, il Cardinale Nasrallah Pierre Sfeir, ha chiesto questa domenica l’intercessione di Nostra Signora del Libano per far fronte alla difficile situazione che sta attraversando il Paese. Come accade da 103 anni la prima domenica di maggio, migliaia di Libanesi di tutte le confessioni hanno celebrato ad Harissa la festa di Nostra Signora del Libano, come ha riportato la “Radio Vaticana” questo lunedì.

Durante l’omelia, ha riferito l’emittente pontificia citando l’agenzia del Pontificio Istituto Missioni Estere “AsiaNews.it”, il porporato “ha sottolineato il valore della stima che gode il Libano nel cuore del Papa e di tutti i suoi collaboratori e ha invitato i suoi concittadini a seguire la via della ragione e a superare le divisioni che rappresentano il vero pericolo che può distruggere la speranza nei cuori”.

Il Cardinale Sfeir ha anche parlato dell’elezione del Presidente della Repubblica, carica che secondo
la Costituzione libanese è riservata a un cristiano.

Il Patriarca ha ribadito la necessità di organizzare le elezioni presidenziali nel periodo previsto dalle Costituzioni, con un quorum di 2/3 dei deputati, e ha riaffermato il suo rifiuto di ogni emendamento della Costituzione.

Il Cardinale ha aggiunto di essere pronto a fare il nome di un candidato “di consenso” per l’incarico di Presidente della Repubblica “se ci garantiscono che la nostra scelta verrà presa in considerazione”. 

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