ATTACCO ALLA CHIESA

Dal giornale on line di “Avvenire” 

ATTACCO ALLA CHIESA
Padre Lombardi sulle parole del comico Rivera: «Atto irresponsabile». Ma tutti devono darsi da fare «per disinnescare le tensioni. Non bisogna trasformare una sciocchezza in una tragedia» 

«È terrorismo alimentare
furori ciechi e irrazionali» 

L’«Osservatore romano»: strategia della tensione le frasi contro il Papa al concerto del 1° maggio 

Da Roma Gianni Santamaria 

«Anche questo è terrorismo». Non ricorre ai mezzi termini l’Osservatore Romano per definire la performance del comico Andrea Rivera, che dal palco del primo maggio – sul quale era salito come conduttore insieme all’attrice Claudia Gerini – si è lasciato andare a pesanti battute sul Papa e
la Chiesa cattolica. Il giorno dopo, ieri, il giornale della Santa Sede, nella cronaca che apre la pagina delle notizie italiane, ha definito la prova un «piccolo comizio», nel quale il conduttore «ha mischiato varie cose e varie aggressioni verbali, dando vita a un confuso e approssimativo discorso sull’evoluzionismo e sui temi delle vita e della morte». In serata, parlando al Tg1, il direttore della Sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi, ha definito le parole di Rivera un «atto irresponsabile», invitando poi a darsi da fare tutti «per disinnescare le tensioni e per ricreare le condizioni per un dialogo sereno nella nostra società». In questo senso, ha concluso il gesuita, «è bene che quella che in realtà è stata una evidente sciocchezza non diventi una tragedia, e non sia occasione per un riaccendersi di sproporzionati conflitti». Ma a far accendere un’infuocata polemica nel corso della giornata era stato il riferimento dell’Osservatore al terrorismo. L’articolo apparso sull’organo della Santa Sede, invece, afferma con sicurezza che «è terrorismo lanciare attacchi alla Chiesa. È terrorismo alimentare furori ciechi e irrazionali contro chi parla sempre dell’amore per la vita e l’amore per l’uomo». E rincara la dose: «È vile e terroristico lanciare sassi, questa volta addirittura contro il Papa, sentendosi coperti dalle grida di approvazione di una folla facilmente eccitabile». Inoltre l’Osservatore sottolinea come ciò sia fatto tramite argomenti «risibili», che manifestano la «solita sconcertante ignoranza sui temi nei quali si pretende di intervenire pur facendo tutt’altro mestiere». Infine, il giornale d’Oltretevere collega la vicenda al clima di questi mesi, culminato nelle minacce al presidente della Cei Angelo Bagnasco. «Sono di queste ore anche gli slogan nei cortei inneggianti ai terroristi, i messaggi che appaiono su internet, provenienti da « br » in carcere, un’offensiva che cerca di trovare terreno fertile nell’odio anticlericale». Quest’ultimo viene «coscientemente alimentato da chi fa del laicismo la sua sola ragione d’essere, per convenienza politica». Un atteggiamento che usa «interpretazioni capziose di discorsi fatti dallo stesso presidente della Cei, discorsi condotti sempre, come si diceva, in nome dell’amore, in difesa del bene dell’uomo, ragionamenti articolati e argomentati, rivolti a chi ha l’onesta di ascoltarli». Mentre le forzature servono solo ad aprire una «nuova strategia della tensione, dalla quale trae ispirazione chi cerca motivi per tornare a impugnare le armi, per rivitalizzare organizzazioni che hanno perso su tutti i fronti, primo fra tutti quello della storia». Insomma, a far rivivere «anacronismi». «Come quella presenza sul palco a San Giovanni. Un residuato in mezzo a tanti giovani». Infine, l’articolo si chiede come ci sia finito sul palco «questo personaggio, al quale si è purtroppo costretti a concedere ora un’immeritata notorietà». «Chi l’ha scelto non ha tenuto conto del momento che stiamo vivendo. Le parole del « conduttore » forse sono solo espressione di una sconcertante superficialità. Ma la loro pericolosità non è altrettanto superficiale». Gli organizzatori, vale a dire le confederazioni sindacali, hanno preso le distanze subito per bocca dei tre segretari. «Sono frasi del tutto inopportune, tanto più in una giornata come questa», è stato il commento di Guglielmo Epifani della Cgil. Per Raffaele Bonanni della Cisl, «questo non è il luogo adatto per fare politica e fare divisioni». Angeletti (Uil) ha liquidato quelle di Rivera come «dichiarazioni stupide». Bonanni ieri ha invitato l’artista a scusarsi con il Vaticano, ma anche con i sindacati «perché ha usato impropriamente» la manifesta zione «come occasione di propaganda ideologica» e ha affermato che, con le altre due sigle dei lavoratori, valuterà nei prossimi giorni se «chiedere i danni a questa persona per aver leso, in qualche modo, l’immagine di tolleranza e di convivenza tipica del concerto del primo maggio». Rivera – già artista di strada, poi transitato dal teatro, con Gigi Proietti, alla tv, con Serena Dandini («Parla con me» su Raitre) – alla fine e si è detto «profondamente dispiaciuto di aver creato polemiche così accese nel mondo televisivo, politico e religioso» e si è detto «consapevole di non aver fatto delle esternazioni leggere», ma che non era sua intenzione offendere il Papa e

la Chiesa.

 

 

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